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mercoledì 25 settembre 2013

Corso di cucina senza glutine e latticini

Vi segnalo questo interessante corso di cucina che si terrà presso l'agriturismo Prato Lamberto a Montanara (MN). Niente di meglio per coccolarci durante le lunghe serate autunnali...


CORSO DI CUCINA
SENZA GLUTINE E LATTICINI

Il corso si propone di far conoscere l’uso di alimenti alternativi al frumento e ai latticini.

Ogni lezione sarà introdotta da una breve spiegazione sull’alimento oggetto della serata.
Durante il corso sarà data la possibilità di sperimentare personalmente come si eseguono i piatti proposti che saranno degustati a fine lezione.
Il corso sarà effettuato con un minimo di 6 ed un massimo di 8 partecipanti.

Essendo le lezioni monotematiche è possibile partecipare anche solo ad una.
L’adesione va fatta almeno entro il venerdì precedente.
Le lezioni inizieranno alle 18.00 e dureranno fino alle  22.30.

Il prezzo della singola lezione è 30 euro compresa la cena. Il prezzo del pacchetto di 6 lezioni è  170 euro.


Data:
Cosa si farà:
Lunedì30 settembre
IL RISO
Lunedì 07 ottobre
IL MIGLIO
Lunedì 14 ottobre
LA QUINOA
Lunedì 21 ottobre
IL GRANO SARACENO
Lunedì 28 ottobre
I DOLCI 1
Lunedì 4 novembre
I DOLCI 2


LUNEDI 30/09/2013
IL RISO
Riso integrale saltato con verdure e tofu
Risotto alla zucca
Paella vegetariana
Riso basmati con curry di lenticchie

LUNEDI 07/10/2013
IL MIGLIO
Miglio e zucca
Sformato di miglio con verze e cipolle
Polpettine di miglio con piselli
Pasta al forno

LUNEDI 14/10/2013
LA QUINOA
Zuppa di quinoa
Crostata di farina di quinoa  con verdure e tofu
Quinoa saltata con scarola mandorle e uvetta
Insalata di quinoa

LUNEDI 21/10/2013
IL GRANO SARACENO
Pizzoccheri
Crespelle alla zucca
Minestra di grano saraceno e verdure
Gnocchi di patate e saraceno


LUNEDI 28/10/2013
I DOLCI
Risini
Sbrisolona
Budino nocio cioco
Biscottini

LUNEDI 04/11/2013
I DOLCI
Crumble di pere e cioccolato
Brownies
Dessert di soia ai lamponi
Crostata

Per qualsiasi informazione:

Via Roma, 72 – 46010 Montanara di Curtatone (MN)
tel 0376/49850 cel 329/2219188 email claudia.ras@libero.it
www.pratolamberto.jimdo.com

lunedì 29 luglio 2013

Barretta di cereali fatta in casa




Se per caso anche voi siete di quelle che si sono riempite la credenza di cereali soffiati, probabilmente BIO (e pertanto piuttosto costosi), abbandonati dal pupo dopo un iniziale illusorio interesse e pericolosamente in scadenza perchè in realtà a quel retrogusto di cartone dopotutto è difficile abituarsi per chi come noi è cresciuto tra le merendine industriali... bhe, sappiate che c'è una soluzione (ovviamente....ormai lo saprete....dai....si che lo sapete cosa sto per dire!.........)
SANA! 

Bhe, in realtà è quasi sana.
C'è dello zucchero!!!!
Oddio!!!!
Ebbene Si. Dello zucchero.
Ma di canna e rigorosamente equosolidale. (Tiè)
Così attenuo i sensi di colpa...

Ma c'è pure del burro!!!
Ma di quello buono.
Bio.
(Aritiè!)

La ricetta è una cavolata, come sempre. Ma mi ha permesso di salvare dalla pattumiera questi nobili alimenti e trasformarli in una merenda davvero interessante per Gaia, poichè ....altamente calorica!
Finalmente un pò di ciccia!!!

Et voilà:

60 gr Burro
60 gr Miele
60 gr Zucchero di canna grezzo
150 gr di Cereali soffiati (quelli che avete: riso, orzo, miglio, farro...) , semi (mandorle a lamelle, semi di lino o di papavero, semi di zucca o girasole tritati, nocciole tritate...) quello che avete insomma. Anche i meusli possono starci. Potete aggiungergi anche dell'uvetta o del'altra frutta secca.

Far sciogliere il burro il miele e lo zucchero in un tegamino e "caramellarlo" per qualche minuto. Fiamma non alta altrimenti brucia!

Versarlo sopra i cereali e semi e amalgamare bene il tutto.

Foderare una teglia con carta da forno e distribuire il composto uniformemente.

Riporre in frigo per far solidificare.

Tagliare a quadrotti o utilizzando delle formine per biscotti.
Unico problema: col caldo se non l'avete caramellato bene il burro tenderà facilmente a liquefarsi quindi meglio conservare le barrette in frigo!

Sedersi davanti al pupo che gioca, addentando una barretta senza dire niente....(vi stupirete di sentire come il gusto di cartone sarà sparito lasciando il posto a una burrosa e fresca sensazione di dolcezza!)...
è scientificamente provato che il bimbo in questione attiverà il radar "mamma sta mangiando qualcosa che non mi vuole dare, pertanto deve essere buono" e allungherà subito la manina per richiedere un assaggio...la merenda è servita!

Bon appétit.









venerdì 19 luglio 2013

SOS ASSUNZIONE FARMACI DURANTE L'ALLATTAMENTO







Isabella ha testato e "approvato" per noi un numero di telefono:

800883300

Chiamandolo e chiedendo del 
CENTRO STUDI FARMACI PER L'ALLATTAMENTO,
potete chiedere informazioni dettagliate riguardo l'assunzione e lo smaltimento di farmaci durante l'allattamento.

Isabella ne è stata molto soddisfatta e ce lo segnala.

Grazie!!!






domenica 26 maggio 2013

Manifestazione culturale e fiera mercato del benessere naturale





DOMENICA 2 GIUGNO 2013,
Via Daino, 1 Arci Papacqua
PROGRAMMA "NATURALMENTE MANTOVA"
Manifestazione culturale e fiera mercato del benessere naturale

ore 9.00 apertura manifestazione
... dalle 9.30 per tutta la giornata trattamenti gratuiti a cura della Scuola Internazionale di Shiatsu - Italia
ore 9.30 Yoga (lezione aperta)
ore 9.30 Università degli Orti di Parcobaleno: lezione conclusiva dell’ anno Accademico ed iniziative estive/autunnali
ore 10.00 Pilates (lezione aperta)
ore 10.30 Yoga (lezione aperta)
ore 11.00 Nutrirsi di salute. Sai che il cibo Biologico unito ad una corretta alimentazione è un importante strumento di prevenzione e base per una buona salute! con Rossana Madaschi dietista e docente di scienze dell’ alimentazione naturale.
ore 11.30 I movimenti base della Danza del Ventre (lezione aperta)
ore 12.00 rappresentazione di TaiJi Quan e Qi Gong conduce Giorgio Segala
ore 13.00 insalata di riso offerta dalla Coop Consumatori Nordest presso il loro stand
ore 16.00 Laboratorio di autocostruzione dell’ Orto da Marciapiede a cura di Parcobaleno e Arci Fuzzy
ore 17.00 Sfilata Equosolidale della Bottega il Mappamondo a cura di Clara Pavarotti
ore 17.30 Nu Pizzicu de Pizzica. La danza dell’ Anima con Vanda Pasolini
ore 18.00 Chant et rithmes d’Orient . Un viaggio attraverso il potere terapeutico delle antiche scale indiane passando al trascendentale ritmo persiano su cui vorticavano i maestri Sufi (musica oggettiva di Gurdjieff). Bansuri- flauto indiano, tabla, zarb persiano, Ghaval, Tamburiq, Req.
ore 19.00 Spettacolo di Danza del Ventre con Monica Zentellini e le sue allieve
ore 20.00 Danza del cuore, meditazione dinamica aperta a tutti.
ore 21.00 chiusura manifestazione

Durante la giornata:
Attività didattiche a cura della rete delle Fattorie Didattiche Mantovane
Laboratorio per bambini di “Spazio e gioco libero” con cantiere Kapla, giochi didattici Machicò
Trattamenti gratuiti di Reiki e Shiatsu.
Relazioni di: Psicosintesi, Costellazioni Sistemiche e Famigliari, Shiatsu, Yoga, Reiki, Ayurveda, Coaching. Gli operatori, docenti professionisti, saranno a disposizione per piccoli laboratori.

venerdì 24 maggio 2013

Zucchero? No, grazie! - di Massimo Principi



Ora non prendetemi per una maniaca salutista a tutti i costi, ma quando certe informazioni ti entrano dentro non le puoi ignorare. Ammetto che sono un pò ipocrita riguardo la mia scelta di non dare nulla di zuccherato alla bambina, visto che io invece ogni tanto (senza farmi vedere da lei) un dolce lo mangio (ormai sono zucchero-dipendente!!), però a mia discolpa devo dire che da quando ho iniziato a fare scelte salutiste per l'alimentazione di Gaia anche io sto mangiando molto meglio e molti meno zuccheri. Il mio obbiettivo non è evitare che Gaia mangi zucchero bianco per tutta la sua vita, siamo realisti, lo mangerà e sinceramene già lo ha fatto a qualche festa di compleanno o qualche occasione in cui vedendo un "collega" bimbo con qualcosa in mano ha giustamente richiesto lo stesso trattamento. Va bene. Però ovunque io potrò sostituire dello zucchero con un dolcificante salutare, ecco, lo farò. Anche perchè le alternative allo zucchero sono davvero eccellenti. Basta provare!
Detto ciò ricordo che questo blog porta scritto nel nome "Cultura del Rispetto" pertanto qualora qualche mamma avesse in mente di mandarmi qualche ricetta contenente zucchero sappia che verrà tranquillamente pubblicata perchè nessuno qui dice che le mie scelte devono essere anche le vostre! ;-)

Fatta questa premessa, beccatevi questo articolo di Massimo Principi. E abbiate pazienza...!


Quando si consiglia alla gente di eliminare dalla propria dieta le zucchero, si assiste generalmente ad una reazione di stupore e di smarrimento, poiché, in un attimo, quelle persone si vedono private di un prodotto altamente gratificante e pensano che da quel momento la loro vita sarà letteralmente più amara. Esse non sanno che esistono dei dolcificanti naturali, più sani e più buoni, in grado di dare dolcezza alla vita senza arrecare danno alla salute.
I dolcificanti naturali sono un concentrato di zuccheri complessi che vengono assimilati lentamente dall’organismo, quindi forniscono un’energia costante e continua, mantengono il tasso glicemico pressoché uniforme, non impoveriscono il corpo di sali minerali, non obbligano gli organi interni ad un superlavoro , non generano depressione e stanchezza. Essi sono quindi il presupposto per una vera salute, dando nel contempo quel piacere e quella gratificazione che sempre cerchiamo nel sapore dolce.
Per giudicare e definire un dolcificante naturale, noi dobbiamo conoscere tre cose:
1) La fonte da cui si ricava un dolcificante dovrebbe essere naturale, reperibile in gran quantità ed economica. Dovrebbe trattarsi di un alimento integrale ed essenziale per l’alimentazione umana e disponibile in quantità sufficiente senza dover essere coltivato appositamente per la produzione di zucchero, soppiantando così i raccolti di alimenti più importanti per l’uomo.
2) Il metodo di lavorazione usato per la produzione di un dolcificante naturale dovrebbe essere semplice, non richiedere processi chimici e sostanze nocive, facilmente riproducibile in casa o in piccola scala. In pratica dobbiamo lasciar lavorare la Natura e non la tecnologia chimica, come avviene per la produzione di zucchero bianco.
3) Gli zuccheri che si trovano nei dolcificanti naturali sono carboidrati semplici e complessi in quantità e qualità ottimali per non creare danni al nostro organismo. Questi zuccheri sono maltosio, maltotrioso, destrine, ecc., che si trasformano facilmente in monosaccaridi (glucosio e fruttosio) per mezzo di enzimi presenti sia nello stesso dolcificante che nel nostro organismo (nella bocca, nel pancreas, nell’intestino). Ciò evita l’eccessiva acidità a livello gastrico e la demineralizzazione che si accompagnano sempre all’assunzione di saccarosio.
Quali sono questi dolcificanti naturali tradizionali? Sono il miele, lo sciroppo d’acero, il malto d’orzo, di riso e di mais, l’amasake e la frutta secca. Parliamo qui dei malti cereali, perché sono quelli che interessano di più coloro che vogliono fare una alimentazione sana e naturale.
Questi dolcificanti straordinari soddisfano appieno le tre condizioni sopra indicate.
La loro fonte è costituita da cereali integrali facilmente reperibili: orzo, riso e mais, vale a dire cereali integrali, cibo di base per l’uomo, economico e complete. Il metodo di preparazione è completamente naturale e conviviale, cioè facilmente riproducibile anche in casa: i cereali vengono trasformati in sciroppo nello stesso modo in cui l’azione enzimatica dell’apparato digerente li decompone quando vengono masticati ed ingeriti. Gli zuccheri presenti nel malto di cereali sono, per oltre il 60%, zuccheri riduttori e destrine facilmente scindibili in maltosio e zuccheri semplici.

Malto d’orzo
Si prepara a partire dall’orzo, che viene prima pulito e messo a bagno in acqua e poi posto a macerare in lunghe file, inumidito e coperto.
Dopo qualche giorno inizia la germinazione, che dà luogo alla formazione di amilasi, enzima che inizia a digerire gli amidi del cereale, trasformandoli in zuccheri più semplici. Al momento giusto, l’essiccazione mette fine a questo processo enzimatico; l’orzo germinato e seccato (malto) è macinato e diluito con acqua di sorgente per ottenere un impasto che si riscalda a 60-65°C per una buona ora. In questo breve lasso di tempo tutto l’amido disponibile è convertito in zucchero (tuttavia gli enzimi non vengono distrutti a quella temperatura e il processo va ancora avanti). La massa viene scolata e il liquido cotto ancora fino a diventare uno sciroppo denso e dolce.
Il processo è semplice e non richiede trattamenti chimici: è pulito e innocuo.
Il malto d’orzo contiene maltosio (60%), destrine (10-15%), aminoacidi (4-5%), sali minerali (1-1,5%).
E’ un dolcificante concentrato che è ben tollerato anche dai diabetici e dai malati.

Malto di riso
Il segreto della trasformazione del riso in sciroppo è conosciuto in Oriente da oltre 2000 anni. Il malto di riso si ottiene aggiungendo orzo germinato (malto) al riso cotto a vapore. Gli enzimi prodotti dall’orzo germinato operano lo stesso processo di trasformazione degli amidi anche con il riso. Non resta poi che filtrare ed addensare per ottenere uno sciroppo denso e dolce.
Il malto di riso ha un gusto leggermente caramellato, più dolce e più delicato rispetto al malto d’orzo; ha un colore ambrato. Contiene zuccheri complessi che si trasformano lentamente in zuccheri semplici.
E’ un dolcificante che può essere dato con la massima tranquillità, di tanto in tanto, a quei bambini che stentano a crescere. In cucina si usa per dolcificare torte, creme e bevande oppure per farne tartine con pane integrale o gallette di riso.

Malto di maisDa non confondere con lo sciroppo di mais usato dall’industria, il quale è glucosio raffinato industrialmente a partire dal mais: si tratta in questo caso, di un prodotto ottenuto con procedimenti chimici.
Invece il malto di mais naturale è ottenuto dalla maltizzazione del mais con orzo germinato. Gli enzimi dell’orzo riducono gli amidi del mais a glucosio, dando uno sciroppo più chiaro e più dolce ancora di quello del riso. Con la maltizzazione si valorizza così l’alto contenuto di amido presente nel mais : si ottiene alla fine uno sciroppo che ha una resa maggiore e quindi un costo minore.
Al malto di mais possono venire aggiunte anche piccole quantità (15-20% circa) di succhi di frutta varia, ottenendo così sciroppi dal delizioso e gradevole sapore di frutta che possono costituire una ottima alternativa alle marmellate industriali.
I dolcificanti naturali sono deliziosi: se usati con moderazione essi aggiungono una piacevole dimensione alla vita. Sono alimenti complementari, delicatezze per il palato: come per tutte le cose buone, non abusiamone mai! Potremmo incorrere in alcuni tra gli stessi problemi che danno i dolcificanti industriali.
Ricordate, la vita più dolce è quella che è lunga e sana.

Tratto da: “Vivere bene” Macroedizioni

lunedì 20 maggio 2013

Recensione del libro "Il mio bambino non mi mangia!"

Vi trascrivo strascichi di conversazione che trovo possaneo essere utili, fatti su facebook con alcune amiche mamme, in risposta all'argomento "paura che il bambino non prenda abbastanza peso" e "scelte alimentari sane".

Elisa scrive:
Ed eccoci arrivati all'angolo del libro! In questa puntata consiglio vivamente il libro "Il mio bambino non mi mangia" di Carlos Gonzàlez,


a mio giudizio il miglior libro sull'autosvezzamento e crescita del bambino e paturnie dei genitori. E se vi chiedete se vengo pagata per sponsorizzare i libri di Carlos Gonzàlez...la risposta è (purtroppo) no.
Per quanto riguarda le famigerate tabelle di crescita non possiamo pensare che se nostro figlio sta sopra la media è sano e se sta sotto c'è qualcosa che non va, perchè la media presuppone per definizione che il 50% dei bambini stia sopra e il 50% stia sotto.
Mettici poi che le curve di crescita sono state fatte su bambini allattati arificialmente (e quindi più inclini ad ingrassare) ...
(...)

Io condivido le scelte alimentari sane...cibi bio, niente cibi che contengano zucchero, niente fritti, niente salumi, niente formaggi (eccezione per yogurt naturale non zuccherato, ricotta fresca e ogni tanto poco parmigliano nella pappa), preferire legumi e pesce (soprattutto quello azzurro) alla carne...In particolare no allo zucchero perchè favorisce le carie (e non posso ancora lavare i dentini a Viola con lo spazzolino) e perchè non è un alimento nutriente ma piuttosto dannoso. Noi adulti ne siamo dipendenti e pensiamo che per i bambini i dolci siano desiderabili quanto lo sono per noi, ma un bambino che non ha mai assaggiato lo zucchero non lo può desiderare, perchè non lo conosce. E' ovvio che prima o poi anche Viola mangerà dei dolci (va a una festa di compleanno e non le faccio mangiare la torta??) ma perchè non cercare di posticipare questo momento il più possibile?
Il malto di riso è un dolcificante sano e perfetto per un bimbo piccolo (come per qualunque età).



Elisa continua, rispondendo a un'amica che lamenta il fatto che il suo bimbo si rifiuta di mangiare la frutta e lei per invogliarlo la dolcifica con amido di riso:
Dici che la mela è l'unica fonte di vitamine per lui. Dimentichi che lui trae tutti i nutrienti più importanti dal tuo latte, le vitamine gli arrivano tutte da lì. Se il tuo bimbo non vuole mangiare frutta o verdura cruda probabilmente è perchè in realtà non ne ha bisogno. I bambini, non essendo ancora "corrotti" dal problema della golosità, scelgono cosa mangiare a seconda delle sostanze di cui necessitano. Se hanno bisogno di proteine preferiranno la carne, il pesce, i legumi, se hanno bisogno di carboidrati preferiranno il pane alla mela, e così via. Se tu ti assicuri che ogni giorno lui possa scegliere tra carboidrati, proteine, vitamine, sei già a posto. Magari la sua dieta ti sembrerà sbilanciata, ma è stato provato che alla fine dei conti non è così e i bambini lasciati scegliere (tra proposte di cibi sani ovviamente) sono quelli che si autoregolano meglio con apporti di tutti i nutrienti in modo equilibrato. Resta il fatto che se ti senti meglio a dargli comunque due cucchiaiate di mela col trucchetto dell'amido di riso...fallo!

Se rifiuta qualche cibo particolare, non preoccuparti, significa che o non gli piace (puoi provare un'alternativa, la pera, al banana...) o non ha bisogno di quel tipo di nutrienti in quel momento. (Riproponiglielo dopo una settimana, forse il risultato sarà diverso)
Poi mano a mano che cresce si differenzieranno i cibi e allora li sarà proprio chiaro. Tipo, se mi ha fatto merenda col pane e la frutta, per cena predilige proteine. Se fa merenda con lo yogurt e la frutta predilige la pasta o altri carboidrati.
Io tra i libri per lo svezzamento che ho letto, trovo che quello di Gonzales sia il più fruibile e soprattutto ti tolga moltissime paturnie ma questo non significa che l'abbia preso come una Bibbia e lo abbia applicato alla lettera. Dopo aver letto W la pappa, Io mi svezzo da solo, Svezzamento paso dopo passo (della Leche Ligue) e Il mio bambino non mi mangia ho appurato che come dite voi, ogni pediatra ha un'opinione diversa, di conseguenza ho pensato che non potevo sbagliare di tanto e potevo permettermi di applicare un pò di tutti i libri, lasciando che la mia bambina si svezzasse da sola ma mettendole a disposizione solo cibi sani. Per quanto concerne i cibi allergizzanti anche io le ho fatto provare tutto prima dell'anno di età. Sempre con cautela (ovvero piccoli assaggi quando era la prima volta e osservandola bene nelle ore successive) e non abbiamo mai avuto problemi. Mi pareva infatti di aver letto (credo nel libro "Io mi svezzo da solo") che il problema di non dare cibi potenzialmente allergizzanti al bambino sotto l'anno di età non è dovuto al fatto che se glielo dai prima dell'anno sviluppa l'allergia e se invece glielo dai dopo l'anno non la sviluppa. Se un bambino è destinato ad essere allergico ad un alimento lo sarà comunque prima o dopo. La differenza sta nel fatto che una reazione allergica in un bimbo di pochi mesi spaventa di più che in uno più grandicello. Secondo me basta procedere con il buon senso, tutto qui.

Infine vorrei condividere una riflessione personale. A volte riscontro alcune incoerenze nelle "prescrizioni alimentari" di certi pediatri: potrei dire con sufficiente certezza che il grana è un latticino e contine sale. Passi che si dice che è meno rischioso del latte di mucca ed è più digeribile ecc. e mi sta bene(ma comunque per un bambino allattato il latte di mucca e i suoi derivati sono del tutto superflui come alimenti). Ma...e il sale? i pediatri insistono tanto niente sale niente sale...ma il parmigiano è uno dei primi alimenti che secondo loro puoi dare ai bimbi. E vogliamo parlare del prosciutto cotto??? Il "prosciuttino". Ovvero: grassi animali, sale e conservanti. Eppure anche questo uno dei primi cibi consigliati per lo svezzamento...ma scherziamo? con questo non voglio dire che questi cibi non devono mai essere dati ai bambini eh? Un assaggio ogni tanto è un conto. Ma un pasto intero e tra l'altro consigliato da un pediatra...insomma...io direi anche no. I libri che ho letto mi hanno insegnato a pormi delle domande ecco. E a leggere le etichette degli ingredienti. Ad esempio quando ho letto di cosa sono composti i Plasmon ho deciso che non era un alimento utile a mia figlia e ho trovato alternative più sane per la merenda di ogni giorno. Eppure il plasmon sciolto nel biberon è la merenda più tradizionale proposta dalle mamme io credo.... bho.

lunedì 29 aprile 2013

Pediatri che rispettano i bambini

Dopo la delusione dei consigli sullo svezzamento, generosamente elargiti da una procace quanto disinformata assitente del mio pediatra ASL (vedi il mio articolo) mi sono messa alla frustrante ricerca di un pediatra il cui mestiere fosse quello di RISOLVERE i problemi reali e non quello di CREARNE di inesistenti, magari buttando lì una facile e ignorante diagnosi di "insonnia infantile" o un'assurda sentenza tipo "lo stomaco del neonato deve riposare, quindi non lo può attaccare al seno ogni mezz'ora".
Il premio Nobel per il miglior consiglio pediatrico di pedagogia nera va però alla pediatra che mi ha consigliato il libro "Fate la nanna". Se vi viene voglia di sapere che dice questo libro vi consiglio di comprare il libro "FacciaMO la nanna. Quel che conviene sapere sui metodi per far dormire il vostro bambino" di Grazia Honnegger Fresco. Vi farà il riassunto del libro di Estivill e ve lo smonterà pezzo per pezzo.
L'avrei dovuto consigliare io alla suddetta pediatra.

Comunque, tornando a noi, ho chiesto consiglio ad alcune amiche mamme su facebook, che mi hanno indicato i pediatri scelti da loro:
Il Dott. Pinelli
il Dott Leggeri
e il Dott. Davide Angelucci

Avendo optato per il secondo, visto cha abito a Mantova, vi trascrivo le informazioni che mi sono state date da un paio di amiche avvedute:
Dott. Leggeri, di seguito qualche notizia. Mi dicono che è uno con cui si può parlare e disponibile.
Il dottor Giorgio Leggeri è nato a Mantova il 24 Aprile 1955, si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’università di Verona nel 1983. Ha preso la specializzazione in Pediatria presso l’università di Milano frequentando la clinica pediatrica dell’ospedale S.Raffaele.
Dirigente di Primo Livello presso il reparto di Pediatria dell’Ospedale “Carlo Poma” di Mantova dal 1990 al 1999.
Da circa 12 anni si interessa di medicina olistica, dopo aver preso il diploma con corso quadriennale a Bologna di omeopatia.
Ha pubblicato articoli scientifici su prestigiose riviste internazionali come American Jornal of Gastroenterology e il Journal of Pediatrics endocrinology and Metabolism.
Il suo lavoro è promuovere la medicina naturale per adulti e bambini attraverso l’omeopatia e la fitoterapia curando patologie acute e croniche riconducendo la persona all’equilibrio psicofisico perso.
Il dottor leggeri esegue ricerca di allergie con PRICK test per: Pollini, Polveri di casa (dermatophagoides), Peli di animali (cani,gatti) in soggetti con Rinite e/o congiuntivite cronica, Tosse ricorrente, Asma bronchiale e test Kinesiologico per eventuali intolleranze alimentari in soggetti con: Dermatite atopica, Afte ricorrenti, Malattie croniche intestinali.
Visita anche a domicilio e utilizza sia la medicina allopatica che quella omeopatica oltre che la fitoterapia...
VE LO CONSIGLIO,anche solo per un parere rispetto alla crescita del vostro bimbo/a anche in relazione al rapporto con voi...


Gaia gode di ottima salute fortunatamente ma era da sei mesi che non facevamo un controllo della crescita quindi ho preso appuntamento col dr. Leggeri. E' stato amore a prima vista. Ha accolto e trattato Gaia con il massimo tatto e rispetto (lei era terrorizzata perchè l'ultima volta che era stata a gambe nude su un lettino medico l'avevano trivellata di aghi...l'ultimo vaccino...), ha iniziato dicendo esattamente quello che avevo bisogno di sentir dire da un professionista: la mamma è la principale esperta di suo figlio. Sa lei se il bambino sta bene o sta male, non ha bisogno di dirgielo il pediatra. Troppo spesso infatti i medici intervengono dove non c'è da intervenire, producendo danni maggiori. Il pediatra secondo lui serve per riportare a uno stato di equilibrio (ovvero alla salute) un bambino la cui madre abbia percepito in lui un malessere, o un'anormalità.
Mi ha spiegato che lui per quanto riguarda i bambini sotto i 3 anni, procede prendendo in cura la COPPIA madre e bimbo, perchè la salute del bimbo è fortemente correlata a quella della madre.
Già così mi aveva conquistata.
Ma poi mi ha raccontato degli anni di studi in Tibet, di come si fosse stupito del fatto che là curavano i bambini meglio di lui e di come si sia di conseguenza avvicinato alla medicina olistica. I bambini sembrano infatti particolarmente recettivi. Visto chè è la prima volta che mi avvicino a questo tipo di medicina ho chiesto se ci fosse bisogno di "crederci" affichè le medicine omeopatiche facessero effetto, e lui mi ha detto di no, che potevo restare scettica, perchè l'omeopatia non è un placebo, quindi avrebbe funzionato lo stesso.
Mi ha dato consigli sull'alimentazione di Gaia, già piuttosto buona fortunatamente, ma mi ha sollecitata a cercare di evitare del tutto la carne, preferendo il pesce, possibilmente quello azzurro, ed eliminare anche il latte di mucca. Yogurt, ricotta, latte di riso, bevanda di orzo invece vanno tutte benissimo.
Purtroppo non posso chiederlo come pediatra ASL perchè l'hanno messo sotto Bozzolo (mi pare...fortunato paese!) però, non ce n'è, per la salute fisica e psichica di mia figlia (e anche per la mia, diciamocelo!) non ho intenzione di fare una scelta economica e lasciarmi sfuggire questo splendido specialista.  Al diavolo! io me lo tengo come pediatra anche se privato.

Due settimane dopo Gaia ha avuto un pò di febbre e raffreddore. Ottima occasione per testare il nuovo pediatra! Chiamato, trovato subito, scritto la prescrizione, andata in farmacia, somministrato le gocce alla bimba (anche di sapore gradevole poffarbacco!!) e in 24 ore era sparito tutto.
Coincidenza??
Stregoneria??
Culo?????
Sta di fatto che questa prova l'omeopatia l'ha vinta in pieno e mia figlia non ha assunto nemmeno una goccia di Tachipirina.
E avanti così allora!!


N.D.R. Tutti glispecialisti, i negozi, le case editrici, i corsi e gli eventi indicati e consigliati su questo blog non vengono in alcun modo pubblicizzati sotto pagamento, ma solo per puro passaparola tra mamme che li hanno conosciuti direttamente e li vorrebbero consigliare ad altre mamme.

Torta di Mele senza zucchero

Ingredienti:
200gr farina
2 uova
500 gr mele a fette
1/2 bustina di lievito
buccia di un limone grattuggiata
200 gr di miele/malto d'orzo o di riso
1 bicchiere di latte di riso
50 gr di farina di mandorle
aroma alla vaniglia
un cucchiaio di olio


Sbattere le uova col miele/malto , unire tutti gli altri ingredienti tranne le mele.

Foderare una tortiera con carta da forno.

Versare l'impasto e distribuire sopra le mele tagliate a fettine sottili.

Infornare a 180° per 1 ora. (forno ventilato).

Consigli aggiuntivi:
1) se utilizzate ingredienti Bio meglio ancora.
2) il lievito può essere sostituito dal bicarbonato, meglio ancora.
3) se volete renderla più dolce, potete mettere nel Bimby o nel frullatore un pò di zucchero di canna (così diventa "zucchero di canna al velo") e spolverarlo sopra la torta quando esce dal forno.

Anche questa torta risulta morbida ma asciutta, perfetta da portarsi dietro per le merende.



domenica 28 aprile 2013

Torta di Carote senza zucchero

Ho semplicemente preso la mia ricetta preferita di torta di carote e ho sostituito lo zucchero col miele o il malto di riso. E' stato un successo.

Eccola qui:
400 gr carote (possibilmente bio)
3 uova
300 gr di miele o di malto di riso/orzo
1 bicchiere di olio d'oliva extravergine
300 gr di farina
50 gr di mandorle a lamelle
1 bustina di lievito
sale

Tritare le carote nel frullatore e metterle da parte. Sbattere le uova con il miele/malto e aggiungere l'olio e la farina, il lievito e un pizzico di sale.
Aggiungere infine le carote e le mandorle.
Foderare una tortiera con carta da forno e cuocere a 180° per 20 minuti.

Consigli aggiuntivi:
1) se utilizzate ingredienti Bio meglio ancora.
2) il lievito può essere sostituito dal bicarbonato, meglio ancora.
3) se volete renderla più dolce, potete mettere nel Bimby o nel frullatore un pò di zucchero di canna (diventando "zucchero di canna al velo") e spolverarlo sopra la torta quando esce dal forno.

Anche questa è una torta asciutta e per nulla "sporchevole" che potete piazzare in mano al pupetto.



sabato 27 aprile 2013

Torta di pane

Premessa: questa è una ricetta approssimativa perchè non c'è un unico modo di fare questa torta, potete trovare voi, a seconda delle preferenze, le quantità appropriate per gli ingredienti. Comunque cercherò di darvi qualche indicazione.

Uscite col pupo e passate in panetteria per prendergli "la ricciola" o "il cornetto", come volete chiamarlo (ricordo: possibilmente prendetelo senza strutto).
Il più delle volte a fine giornata vi resterà del pane secco. Guai a buttarlo via! Accumulatelo finchè non ne avete un pò per fare una torta...quanto? "un pò"! insomma...l'equivalente di 4 panini secchi tipo rosette, ecco diciamo così.

Bhe, un bel giorno prendete questo pane secco e lo mettete in ammollo in una ciotola piena di latte di riso per un'oretta. Quanto latte di riso?? Bhe, diciamo che deve essere abbastanza per essere assorbito tutto bene dal pane e afinchè il pane sia imbibito a tal punto da spappolarsi facilmente tra le vostre dita....procedete!

Ora viene la parte creativa. Aggiungete tutto quello che vi pare.
Io di solito ci metto un cucchiaio di olio d'oliva, l'uvetta, le scaglie di cocco, la farina di mandorle o di nocciole, i pinoli, e uno o due uova.
Se non volete metterci uova potete sostituire l'uovo con la ricotta, viene bene lo stesso.
Per dolcificare utilizzate il miele oppure il malto di riso o di orzo. Tenete presente che il latte di riso è già piuttosto dolce e anche l'uvetta, quindi assaggiate sempre prima di aggiungere altri dolcificanti.

Foderate una tortiera con carta da forno e versate l'impasto.

Ora viene la parte divertente: Cottura a occhio!! (che cacchio di ricetta, vi starete dicendo eh??!!)

Dai, suppergiù io cuocio questa torta a 180° per un tempo che varia da 45 a 90 minuti (dipende quanto risulta liquido l'impasto). Comunque state certe che quando vedete la torta prendere un colore dorato sulla superfice e asciugarsi...dovete aspettare ancora 5 minuti! Magari mettete la ventola, và!
;-)

Risulterà una torta compatta ma morbida. Tagliata a fettine e messa in un contenitore è comodissima da portarsi dietro quando si esce e messa in mano ai bimbi sporca meno di un biscotto plasmon.

Buon esperimento!
(Ne vale la pena fidatevi)

venerdì 26 aprile 2013

Merenda sana dei piccoli

Vi siete mai soffermate a leggere le etichette degli omogenizzati? dei biscotti Plasmon? Scegliete in modo consapevole l'alimentazione di vostro figlio?
Dopo la lettura di alcuni libri come "W la Pappa", un'abitudine si è inculcata in me: leggere gli ingredienti di ciò che offro a mia figlia. E cercare di darle solo omogeneizzati fatti in casa.

Ma quando si esce bisogna portarsi dietro delle merende e allora la cosa è complicata...ma anche no!

Ecco alternative sane e "pret à porter" per merende da passeggio:

Pop Corn fatti in casa.
Si compra il mais bio, si mette un pugno di chicci in un pentolino con un cucchiaio di olio di oliva extravergine e si chiude col coperchio. Io poi aggiungo anche un pizzico di sale, ma chi non vuole ovviamente può farne a meno. E' una merenda che consiglio dai 4 dentini in poi.

Crekers di riso
facilmente reperibili in commercio. Leggete bene le etichette per trovare quelli con meno ingredienti e assolutamente privi di strutto.

Il classico "cornetto di pane".
Fate un favore al bimbo...invece della brioche, prendetegli questo dal fornaio! Acquistabile fresco in qualunque panetteria. Preferite quelli senza olio ne strutto.

Crekers di mais
Se ne trovano di ottimi all'IN's di Cerese. Sono pure bio. Sono ottimi.

Taralli
La loro forma e grandezza sembra fata apposta per le ditina dei bimbi. Leggere sempre gli ingredienti per scegliere quelli più sani.

Prugne e albicocche secche.
Mia figlia le mangia al posto delle caramelle (che non sa cosa siano). Scegliete quelle senza conservanti ne additivi, possibilmente bio e decisamente denocciolate!

Mele disidratate.
Senza conservanti. Si trovano dappertutto ormai, anche al Tosano. Sono adatte o per bimbi già in grado di masticare pezzetti di cibo oppure per bimbi sdentati, che le ciuccerranno come fossero gomme da masticare! A contatto con la saliva si abborbidiscono, ma un bimbo senza denti non riesce a strapparne pezzetti.
Non le darei invece a bimbi che non sono ancora in grado di sminuzzare i pezztti di cibi un pò troppo solidi.

Purea di mela bio.
In qualunque negozio bio (al Bioanchio ad esempio) trovate queste comode alternative agli omogenizzati di frutta. A differenza di questi non contengono zuccheri ne conservanti. Solo frutta.

Banana
Il frutto-merenda più comodo di sempre.

Frutta varia a pezzetti (frutti di bosco, fragole, pera...)
tagliati a dadini e conservati in contenitori. Basta ricordarsi di portare una forchettina.

Frullato di frutta
Questa è una buona merenda che si fa però quando siamo a casa. Sbizzarritevi con la frutta a seconda dei gusti del vostro bimbo. Niente latte però. Tuttal'più latte di riso.

Spremuta
ci abbiamo fatto tutto l'inverno. Se l'arancia risulta troppo amara per i gusti del bimbo, provate la spremuta di mandaranci!! dolcissima :-)

Latte di riso
Leggete sempre l'etichetta!! Deve essere "al naturale". Senza zuccheri ne conservanti.

Biscotti bio senza zucchero
Ne ho trovati di ottimi al Tosano. In particolare ce n'è uno con le prugne che si scioglie bene in bocca e Gaia lo preferisce agli altri. Si chiamano"Biscotti prugna preparati con yogurt", della Germinal.

Mandorle a scaglie
per chi ha dentini da vendere.

Yogurt
il migliore è quello fresco e Naturale comprato al Mercato Contadino del sabato mattina lungo il Rio.Si può addolcirecon miele (solo per i bimbi sopra l'anno) o con il malto di riso.


E per finire...

TORTA DI PANE

TORTA DI CAROTE

TORTA DI MELE

SORBETTO o GHIACCIOLO fatto in casa

Presto vi posterò le ricette per queste ultime quattro merende fatte in casa, davvero speciali.
Ovviamente senza zucchero ma assolutamente buone!
Restate con noi...


Pappe in sperimentazione!

Per il problema dell'inzozzamento da bimbo sperimentatore di pappa, io ho trovato la soluzione finalmente!
IKEA. Ci sono dei bavagli furbissimi, plastificati che sono tipo delle mantelle, perchè hanno pure le maniche. E costano pure poco. L'unica scomodità è che per mantenere l'impermeabilità dopo il lavaggio vanno stirati. Ne ho comprati 8 così riesco ad avere un buon giro e a stirarli.
Eccoli qui:

http://www.ikea.com/it/it/catalog/products/70179754/

lunedì 22 aprile 2013

Pasta al Salmone e Asparagi

Il problema quotidiano di preparare a pranzo un pasto che sia rapido (mio marito deve scappare al lavoro), sano e possibilmente accessibile anche alla mia quasi duenne oggi per lo meno è risolto.

Ho cotto a vapore per 20 minuti due filetti di salmone (comprato all' IN's di cerese: costa poco e sono già belli che puliti, disliscati e surgelati) e due mazzi di asparagi. L'ho fatto col Bimby (generoso e apprezzatissimo regalo di nozze) perchè è molto comodo in questo caso, ma ovvimente qualunque altro metodo di cottura va bene.
Fatto soffrittino con la cipolla, aggiunto il salmone tagliato a bocconcini e gli asparagi tagliati a pezzetini, un cucchiaio di ricotta fresca presa sabato mattina al Mercato Contadino lungo il Rio, in centro a Mantova...un pizzico di sale e "Buttiamo la pasta!"

E tutta la famiglia ha mangiato di gusto.

Bhe, in reltà Maia ha così apprezzato il sugo che ha mangiato solo quello...si vede che stamattina con la nonna aveva mangiato abbastanza carboidrati sottoforma di ricciola e ora voleva un pò di verdure e proteine.

NDR
per bimbi sotto l'anno e/o sdentatini, il sughetto si può frullare ed ecco pronta una buonissima pappa.

NDR
il nostro Pediatra, Dr. Leggeri, avverte che è meglio preferire pesce azzurro rispetto ad altro pesce e soprattutto rispetto alla carne, che andrebbe possibilmente mangiata solo raramente. Tuttavia io amo così tanto il salmone che ogni tanto in alternativa cucino quello... però, perchè no, questo sughino si potrebbe fare anche con qualche aliciotta al posto del salmone!

giovedì 18 aprile 2013

Alimentazione nel periodo dello svezzamento



Non capisci quanto è delicato questo step finchè non lo raggiungi, ovvero intorno ai 6 mesi di vita del bimbo. Poi ecco di nuovo tutti che ti saltano addosso, pediatra in prima linea, pronti a darti i più disparati consigli, e a metterti fretta per farti interrompere l’allattamento, come fosse una cosa di cui vergognarsi.
Un’altra volta, mamme che ti chiedono “ma la tua mangia la pappa??” con il terrore negli occhi e capisci che per loro ogni pasto è una battaglia.
La soluzione è sempre la stessa: osserva il tuo bambino, fidati di lui  e non ascoltare altro. Perché in effetti questo step in realtà non è per niente delicato come tutti ti vogliono far pensare. Basta qualche accorgimento e sempre una buona osservazione sul bambino, al resto ci pensa la natura, come ci ha sempre pensato finora.
Il mio obbiettivo principale non era che la bambina smettesse di ciucciare il latte per mangiare il cibo vero,(sono sempre rimasta consapevole che il cibo vero era comunque sempre meno sano e nutriente di una bella poppata, ma che comunque la bambina un giorno preferirà il cibo) ne che mangiasse grandi quantità di pappa, (visto che so che lo stomaco del bambino è piccolissimo), il mio obbiettivo principale era che Gaia entrasse in buon rapporto col cibo, lo ritenesse un’esperienza interessante e piacevole.
Volevo prima di tutto proteggerla dai disturbi alimentari.
Così ho sempre fatto in modo che Gaia fin dai primi mesi stesse seduta nel seggiolone a tavola con noi, con qualche giochino davanti, guardandoci mangiare. Se piangeva me la tenevo sulle ginocchia e la attaccavo al seno, continuando tranquillamente a mangiare. A 5 mesi ha cominciato a dimostrare il suo interesse per quello che avevamo nel piatto, e così sono iniziati i primi assaggi. Poi le prime pappe. Sempre con un unico imperativo: “non insistere”. Gaia attendeva l’ora della pappa con gioia, era un bellissimo gioco per lei. Assaggiava di tutto, mangiava poco, quasi niente, ma il momento del pasto era un momento di serenità, un momento piacevole da passare col papà e la mamma. Prima e dopo ogni pasto voleva una bella ciucciata di latte. Ero entusiasta.
Compiuti i sei mesi l’ho portata dal pediatra per una visita di controllo. C’era un’assistente del pediatra, forse ostetrica, che si occupava di dare informazioni inerenti allo svezzamento. Il colloquio è stato pressappoco questo (coi miei pensieri tra parentesi):
Assistente: Allora, come va con la pappa? Mangia?
Io: Si! E’ felicissima! Prima vuole la tetta, poi le do la pappa e poi ciuccia ancora un po’ la tetta.
A: Ma no!! Signora, così la SOVRALIMENTA! Non deve darle il seno, solo la pappa!
I: (allibita) Ma…se non le do il seno scoppia a piangere, non credo che mangerebbe. Guardi che io faccio l’allattamento a richiesta…
A: Ma non c’entra, altrimenti mangia troppo! E quanta pappa le da?? Quanti grammi?
I: ma, non so…(tra quello che se ne vola in giro e quello che rimane nella ciotola…che ne so quanta roba va giù??e poi chissenefrega?tanto di più non posso dargliene perché piange, di meno non posso dargliene perché piange…mangerà quello di cui ha bisogno no??)…mmmhh…una ciotolina?
A: Una ciotolina???! Guardi, pesiamo la bambina e vediamo…
I: (si, vediamo, vediamo brutta idiota, “vediamo che danni ho fatto”, scommetto che la bambina è persino magra.)
A: Ah. No…il peso va bene fortunatamente…è addirittura sotto la media.
I: (si, “fortunatamente” eh? Ora mi dirà che non mangia abbastanza? Mio Dio, ma la serenità di quante madri ha rovinato questa ignorante?)
Arrivata a casa era ora di pranzo. Giusto per curiosità ho provato a mettere Gaia a tavola senza prima darle la ciuccia. Pianto a dirotto. Col cavolo che mangiava la pappa. Quindi l’ho presa subito in braccio, ciucciata e poi pappa. Al diavolo gli splendidi consigli del pediatra. La mia priorità rimane la serenità della bambina e l’instaurarsi di un buon rapporto col cibo.
Ci sono alcuni bei libri sullo svezzamento che ho letto, in particolare ho apprezzato “Io mi svezzo da solo” e “Svezzamento passo per passo” e naturalmente ”Il mio bambino non mi mangia”.Ognuno dice cose lievemente diverse, quindi come al solito io ho letto di tutto e poi ho applicato quello che facevano al caso mio. Gaia ha fin da subito assaggiato di tutto oltre alla pappa. Per “di tutto” intendo ovviamente cibi sani, niente dolci, salumi, fritti, formaggi o cose troppo salate, niente zucchero bianco. E per certi cibi ho aspettato qualche mese in più e ne ho dato piccoli assaggi all’inizio, perché a rischio allergia (uova, latte vaccino e derivati, fragole, frutti di mare).
Sono stati gli unici accorgimenti che ho adottato, oltre al fatto di usare preferibilmente carne e verdura bio per le sue pappe. Mai usato omogeneizzati industriali, tutto fatto in casa.
Per il resto mi sono lasciata guidare della sua curiosità. A oggi a pranzo mangia la sua pappa e poi viene sulle mie gambe a spiluccare dal mio piatto e alla sera invece mangia solo la pappa perché io e mio marito ceniamo dopo che lei è andata a nanna. Per le merende ama sgranocchiarsi un pezzetto di pane o un biscotto senza zucchero o un po’ di frutta fresca o secca e poi ovviamente c’è il mio latte. Ci sono giorni che mangia come un torello e giorni in cui non mangia quasi nulla. Va comunque bene, non insisto mai, anche se non vuole mangiare. Lei fa perfettamente capire quando non ne vuole più.
Il suo peso non mi interessa, vedo che lei è piena di energie e questo è quello che conta. So che è più alta della media ma di peso medio e va bene così, è una bimba snella e sanissima.

Allattamento, un'esperienza possibile e possibilmente fantastica.



L’altro giorno sono stata a casa di un’amica che ha avuto una bimba da pochi giorni. Mi ha detto “Se lo sapevo prima invece di andare a fare un corso preparto, che non mi è servito a niente, sarei andata a fare un corso sull’allattamento! Nessuno ti dice niente e poi ti trovi col bambino in braccio e non sai come fare e le ostetriche hanno fretta.”
“ A parte il fatto che me l’hanno riportata dopo 3 ore dal parto, 3 ore!, nessuna mi aiutava ad attaccarla al seno, alla fine è arrivata una ostetrica che si è messa a schiacciare la testa della bambina contro il seno. E’ scoppiata a piangere e non si voleva attaccare. Poi invece mentre eravamo sole e l’ho lasciata fare si è attaccata.”

Prima del parto mi dicevo…ma perché tutti insistono tanto a parlare di allattamento? Che ci vorrà mai? Se sarò fortunata e avrò il latte potrò allattare, se no no. Dove saranno tutte queste difficoltà?
In parte avevo ragione, in parte no. Dopo aver letto qualche libro, essere andata a un corso preparto eccezionale e aver conosciuto una consulente di allattamento ho scoperto che in realtà tutte le mamme hanno il latte e allattare è un istinto naturale, come pensavo. Il problema è che le mamme spesso non ricevono gli aiuti e le informazioni giuste (c’è molta confusione a riguardo) e quindi o l’avvio dell’allattamento viene compromesso (spesso dalle stesse ostetriche che ti assistono) e non inizia nemmeno, oppure vengono consigliate male e quindi il latte piano piano si estingue. Ecco perché questo enorme numero di donne che dice che purtroppo “non aveva latte” o che l'ha "perso". Se invece hai in mano le informazioni giuste, l’allattamento è una bazzecola, anzi, è bellissimo e basta. Oltre che molto utile!
La consulente di allattamento Francesca Alberti, che io, essendomi fatta una testa tanta prima del parto, fortunatamente non ho mai avuto bisogno di contattare, mi ha chiesto di segnalarle la mia esperienza in ospedale. Ecco cosa le scrissi:
“Io ho partorito all'ospedale di Pieve di Coriano, scelto espressamente perchè il mio ginecologo, che lavora al Poma di Mantova mi ha sconsigliato di partorire al Poma.
E sicuramente nella scelta ci ho guadagnato anche se sinceramente il prossimo parto sogno di farlo in casa, perchè anche a Pieve non sono esattamente al passo coi tempi...
Per quanto concerne l'allattamento ho da segnalare 4 cose:
1) Quando la mia bimba è nata l'hanno avvolta in un panno e me l'hanno data in braccio e quindi non me l'hanno messa nuda sul ventre. Nessuno mi ha detto niente, sono stata io a scoprirmi il seno e appoggiare la bambina sul capezzolo. Neanche il tempo di annusare il seno e me l'avevano già tolta per farle il bagnetto. (N.B. non avevano neanche la scusa di dovermi dare dei punti)
2) La bambina di prassi avrebbe dovuto passare le prime due ore in culla termica perchè secondo le ostetriche la mamma dopo il parto è troppo fredda per poter scaldare adeguatamente il pupo. Sotto mia insistenza (avevo letto che le prime ore dopo il parto sono le più importanti per avviare l'allattamento) in via eccezionale me l'hanno riportata dopo solo un'ora.
3) Quando me l'hanno portata l'ho presa in braccio, mi sono scoperta il seno e l'ho avvicinata. Lei si è messa ad annusare e leccare il capezzolo. E' intervenuta l'ostetrica che mi ha detto "Ti faccio vedere come si allatta" e si è messa a schiacciare la faccia della bimba contro il mio seno, facendola scoppiare a piangere (secondo me perchè così si è sentita soffocare), io sono schizzata su con un "Faccio da sola!!" e l'ostetrica se n'è andata offesa. Ho lasciato che la bimba riprendesse dolcemente ad entrare in confidenza col capezzolo e a fare i suoi tentativi, i suoi strusciamenti e alla fine si è attaccata serena.
4) La seconda notte che ho passato in ospedale la mia bimba urlava come una disperata e non riuscivo a calmarla, nemmeno offrendole il seno. E' arrivata un'altra ostetrica e ha riprovato ad attaccarla al mio seno schiacciandole la faccia contro la tetta, come aveva fatto la sua collega il giorno prima. La bimba non si è attaccata ne calmata, anzi, si è arrabbiata ancora di più. L'ostetrica mi ha detto che probabilmente piangeva perchè aveva fame e mi ha proposto di darle una aggiunta di latte artificiale visto che io ancora avevo il colostro, la montata non mi era ancora arrivata. Io ho rifiutato dicendole che mi tenevo la bimba così, grazie. Avevo letto alcuni libri del Leone Verde e sapevo che la montata lattea impiegava qualche giorno ad arrivare e non volevo che un'aggiunta di latte artificiale potesse comprometterne l'avvio. Infatti due giorni dopo è arrivata la montata.
In sintesi ho fatto tutto da sola per quanto riguarda l'allattamento. Sono stata fortunata perchè non ho avuto problemi, salvo qualche piccolo dolore ai capezzoli (qualche piccola ragade) durante la prima settimana a casa, ma poi si è risolto tutto da solo, non ho avuto bisogno di chiedere aiuto.
Quel "Faccio da sola!!" però rimarrà per sempre nei miei ricordi perchè credo che sia stato quello il momento in cui ho capito che avevo davvero la possibilità di proteggere mia figlia e non dovevo per forza sottostare alle istruzioni di medici e ostetriche. Ho capito che nessuno di loro aveva potere sulla mia bambina se io non glielo concedevo e questo mi dava serenità anche se significava grandi responsabilità. Però mi chiedo, perchè una donna deve sentire di doversi difendere proprio in un momento così delicato come il puerperio accipicchia?”

Inutile dire che è stato fondamentale fin da subito offrire il seno alla bambina ogni volta che piangeva, (si chiama allattamento a richiesta) ovvero quanto spesso voleva, per tutto il tempo che voleva.
Gaia  mi ha messa davvero a dura prova, i primi due mesi ciucciava ogni ora. Ogni ora. Ce l’avevo attaccata dappertutto, a tavola, in bagno…A ogni poppata le offrivo la tetta che non aveva ciucciato la poppata precedente. Anche qui, non è vero che bisogna tenere attaccato il bimbo 10 minuti da una parte e 10 dall’altra…lo dicono tutti i libri di allattamento. Ancora una volta…ma lasciamoli in pace sti bambini! Fidiamoci un po’! Io la attaccavo alla tetta che sentivo più gonfia e amen.
Gaia è sempre stata una bimba da “una ciucciatina e via” , tante piccole poppatine. Impegnativo, ma di grande soddisfazione il fatto che in questo modo aveva pochissimi rigurgiti di latte, digeriva benissimo.
Il fatto che lo stomaco dei neonati debba riposare è un'assurdità. E non lo dico io, ma diversi pediatri.
Quante volte mi è stato chiesto “quante poppate fa al giorno?”…mai saputo. Mai contato. Non lo so nemmeno ora. Quelle che le servono immagino, perché dovrei contarle? E’ come chiedermi quante volte faccio la pipì…chi le conta?

Problemi di allattamento non ne ho mai avuti a parte un paio di piccoli ingorghi, (apparivano come un livido sul seno) che si sono risolti nel giro di pochi giorni semplicemente massaggiando il seno e attaccando di più la bimba al seno dolorante. Inoltre per due volte durante i primi mesi è capitato che per alcuni giorni mi sembrava che il seno fosse sempre sgonfio, che Gaia lo svuotasse così velocemente che la produzione non ci stesse dietro e mi ero preoccupata che non mangiasse quanto voleva. Però in entrambe le situazioni mi sono detta, aspettiamo 3 giorni, se la situazione non cambia chiedo aiuto alla consulente di allattamento. Entro il terzo giorno il mio seno si era adattato alla nuova richiesta di latte e produceva di più, ritornando ad essere pieno. Anche questa volta, è bastato avere fiducia nel mio corpo e in mia figlia.

L’allattamento è stato ed è tuttora per me un modo piacevolissimo di farmi le coccole con la mia bambina, inoltre ha dei vantaggi sia a breve che a lungo termine per proteggere la sua salute, essendo l’alimento più sano e nutriente in assoluto per lei.
Inoltre devo ammettere che nei suoi primi 15 mesi di vita Gaia non si è mai ammalata. Prendendo il mio latte evidentemente è satura di anticorpi.
Non so per quanto ancora allatterò e non me lo chiedo. Per ora sono felice così e lo è anche Gaia. Se lei vorrà arriverò ai 2 anni, come consiglia L’Organizzazione Mondiale della Sanità (consiglia minimo fino ai 2 anni), e dopo vedremo. Magari si stufa prima.
Ma meglio non contarci.

Recentemente ho trovato un libro molto utile, che mi rammarico di non aver letto prima del parto perché mi avrebbe risparmiato alcuni errori: Allattare un gesto d'amore di paola Negri.