Conforto, suggerimenti, idee e segnalazioni di ogni genere, condivise da mamme mantovane per mamme , neomamme e "pre-mamme" in cerca di...qualcosa!
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martedì 22 aprile 2014
giovedì 3 ottobre 2013
Corso nascita e allattamento per mamme in attesa
Aperte le iscrizioni per il nuovo corso!
Quattro incontri di accompagnamento e preparazione all'allattamento con speciale riguardo al tema parto e nascita. Per scegliere consapevolmente con chi, come, dove partorire e avviare felicemente l'allattamento. Avere informazioni corrette e aggiornate per arrivare ad essere consapevoli e crearsi la rete di sostegno fin dalla gravidanza può fare la differenza nella vostra esperienza di parto e allattamento.
La Consulente Professionale in Allattamento IBCLC eDoula Francesca vi guiderà nel percorso, a cadenza settimanale, dedicato a tutte le mamme in attesa al primo bambino ma anche plurimamme che hanno incontrato difficoltà o non sono riuscite ad allattare nelle precedenti esperienze.
Il corso si terrà una volta a settimana, per un totale di quattro incontri, il martedì mattina dalle ore 10 e si tratteranno i seguenti argomenti e pratica:
-Come il parto può influire sull'avvio dell'allattamento e come riconoscere una struttura amica delle mamme e dei bambini.
-Pratiche amiche durante il parto e immediato dopo parto.
-Importanza del contatto pelle a pelle.
-Tutte le mamme hanno il latte?
-L'impatto del non allattamento per mamma e bambino.
-Il seno va preparato? cosa mi serve per allattare?
-Allattamento a richiesta, cosa vuol dire, saper riconoscere i primi segnali del bambino e come assicurarsi un abbondante produzione di latte.
-Un buon attacco al seno, le principali posizioni per allattare comodamente il tuo bambino (prova pratica) e riconoscere che la poppata procede bene.
-Normali parametri di crescita, come assicurarsi che il bimbo prenda abbastanza latte.
-Saper prevenire, riconoscere e curare eventuali difficoltà quali ragadi, ingorgo e mastite.
-Spremitura manuale del seno e tiralatte, metodi di estrazione del latte e conservazione.
-Allattare, fino a quando? OMS e raccomandazioni.
-Alimentazione della madre che allatta.
-Condivisione del sonno e allattamento, bisogni dei bambini e benefici.
Naturalmente ci sarà spazio anche per le domande o i dubbi delle mamme.
Ci troveremo nella sala polivalente del Bioanch'io in via Giovanni Amendola 19\a, zona San Pio X a Mantova. (www.bioanchio.it )
La quota del corso comprensiva di quattro incontri e materiale è di 60euro.
Per iscriversi è necessario prenotarsi telefonando al 393.8316967 o scrivendo a francesca.albertimn@gmail.com, per qualsiasi informazione contattami.
Partiremo con un minimo di tre mamme iscritte.
Francesca Alberti
www.allattamentomantova.it
martedì 17 settembre 2013
Corso preparto del Gruppo Loto Oltreterra Ostetrico
Incontri di accompagnamento per una maternità serena e consapevole. Le novità e i servizi che si affiancano al percorso tradizionale al parto. Spesso alla donna moderna non è permesso fare esperienza cosciente delle sue sensazioni fisiche e della sua emotività derubandola così dalla consapevolezza della forza del suo parto. Questi fattori oggi vengono ignorati a causa di svariate variabili che son diventate parte della nostra quotidianità. Grantley Dick Read Ritagliamo un momento per noi stesse per recuperare ciò che è parte del nostro essere donne,mamme. Per informazioni e prenotazione contattare Ostetrica Elisa Goffredi 3923588463 |
mercoledì 29 maggio 2013
domenica 19 maggio 2013
Il quaderno della tua vita
Margherita condivide un'idea regalo per neomamme molto semplice ma che può essere di grande ispirazione.
Mia mamma, che purtroppo qui non c'è più, ha annotato sulla sua gravidanza e primi anni di vita sia di mio fratello che di me, un diario. In queste pagine, in modo molto" personale"( con i suoi vezzeggiativi, nomignoli, ironia) scriveva della nostra" vita"...tappe...
Questo é un ricordo bellissimo che mi ha lasciato, con la sua grafia, le sue cancellature...
Da allora ho preso abitudine a regalare un" librone"... Amo quelli bianchi, in carta di riso... Ci sono negozi che personalizzano la copertina( a Castellucchio io me ne sono fatta fare qualcuno) applicando pupazzetti o oggetti in legno. Qui la spesa inizia a diventare impegnativa( siamo sui 50€) ma credo che anche rifornendosi in una buona cartoleria e mettendoci un pò di creatività personale, il risultato sia assolutamente buono, Made in Home, e con firma d'autore!
Anche da Zara Home ho trovato dei" quaderni" molto carini, con elastico e copertina spessa, in pelle rivestita, o dorate o zebrate... ce ne sono per tutti i gusti(costo intorno ai 20€) Mi piace portarlo alla mamma quando la si va a trovare in ospedale... Penso sia un regalo per entrambi( per lei e il cucciolo)
Mia mamma, che purtroppo qui non c'è più, ha annotato sulla sua gravidanza e primi anni di vita sia di mio fratello che di me, un diario. In queste pagine, in modo molto" personale"( con i suoi vezzeggiativi, nomignoli, ironia) scriveva della nostra" vita"...tappe...
Questo é un ricordo bellissimo che mi ha lasciato, con la sua grafia, le sue cancellature...
Da allora ho preso abitudine a regalare un" librone"... Amo quelli bianchi, in carta di riso... Ci sono negozi che personalizzano la copertina( a Castellucchio io me ne sono fatta fare qualcuno) applicando pupazzetti o oggetti in legno. Qui la spesa inizia a diventare impegnativa( siamo sui 50€) ma credo che anche rifornendosi in una buona cartoleria e mettendoci un pò di creatività personale, il risultato sia assolutamente buono, Made in Home, e con firma d'autore!
Anche da Zara Home ho trovato dei" quaderni" molto carini, con elastico e copertina spessa, in pelle rivestita, o dorate o zebrate... ce ne sono per tutti i gusti(costo intorno ai 20€) Mi piace portarlo alla mamma quando la si va a trovare in ospedale... Penso sia un regalo per entrambi( per lei e il cucciolo)
giovedì 9 maggio 2013
Arteterapia e Belly Mask
del suo mondo interiore, nei suoi stati d’animo, ricordi, pensieri,
emozioni, potenzialità, favorendo così la crescita personale,
interiore e interpersonale dell’individuo, o ripristinando un
equilibrio psicologico in momenti difficili che ognuno, nella vita,
può attraversare.
Attraverso il lavoro artistico la persona attua un riconoscimento di
sé e della propria presenza capace di lasciare una traccia nel mondo.
Nel momento in cui le sensazioni si traducono nell’oggetto artistico,
avviene un processo di comprensione più profonda delle stesse. Il
riuscire a raffigurare sentimenti, emozioni e anche traumi, permette
di osservarli come qualcosa di distaccato da sé, aiutandone anche la
comunicazione verbale.
L’arteterapia favorisce l’autostima, incoraggia a sperimentare e
assumersi rischi, insegna nuove abilità e arricchisce la vita.
Queste esperienze possono apparire puramente ricreative, ma fare
qualcosa con le proprie mani e rendersi conto che può essere unico è
un’esperienza importante con evidenti effetti terapeutici.
CORSO di ARTETERAPIA dedicato alle mamme,
che possono partecipare accompagnate dai loro bimbi piccoli.
INCONTRI:
14 MAGGIO: Immagini di maternità
21 MAGGIO: Il luogo segreto
28 MAGGIO: Foto di famiglia
4 GIUGNO: la condivisione degli spazi
11 GIUGNO: Mandala
dalle 16:30 alle 18:00 presso la sala del Bioanchio di Mantova.
Costo del corso: € 70 materiali compresi
Per iscrizioni rivolgersi a questi recapiti:
tel. 347/4666145
sarah.maistrello@gmail.com
PROPOSTA PER LE MAMME IN ATTESA:
Belly Mask (calco del pancione)
Il calco del pancione è un modo per fissare nel tempo ricordi,
emozioni e le forme di un periodo unico della vita attraverso una
tecnica semplice, sicura e creativa.
La futura mamma verrà accompagnata nel dipingere e decorare il proprio calco.
Il lavoro si svolge su due incontri individuali o di gruppo, da accordare in base alla richiesta.
Materiali inclusi.
Sarah Maistrello
Ho frequentato l’Istituto statale d’arte di Guidizzolo e mi sonolaureata al D.A.M.S di Bologna nel 2001. Nello stesso anno ho iniziato
all’A.S.P.I.C di Roma il mio percorso come arteterapeuta e counselor,
terminato dopo tre anni di formazione.
Ho tenuto laboratori di arteterapia per adulti presso il “Ristorante
Ancilla” di Pozzolo e presso l’Arci Tom di Mantova e un laboratorio
per bambini di scuola primaria durante il doposcuola nell’oratorio di
Roverbella (MN)
Sono sposata, ho due bimbi, un maschietto e una femminuccia, che sono
i miei più grandi maestri. Non c’è miglior scuola che sperimentarsi e
mettersi alla prova nella quotidianità.
Lavoro presso l’ufficio protesi e ausili dell’Azienda sanitaria locale
di Mantova, mansione che mi permette di allenare quotidianamente le
mie competenze come counselor.
Ho conseguito il I e II livello di Reiki.
Ho frequentato il I, II e III livello di psicofonia con Elisa Benassi.
venerdì 26 aprile 2013
Allattamento, doula e cesarei non necessari
L'amica Francesca Alberti, da anni impegnata su più fronti riguardanti l'accoglienza dei bambini che vengono al mondo e il supporto emotivo alle mamme mantovane, si presenta:
Mi chiamo Francesca Alberti, sono mamma di sei figli dai 16 anni ai 16 mesi. Mantovana di città, vivo
sui colli morenici. Da circa dieci anni mi dedico con amore e passione alle future madri e mamme con i
propri bambini stando loro accanto nel cammino della maternità e offrendo sostegno, informazioni, accompagnamento, consulenza e aiuto nel rafforzare le proprie competenze.
Nello specifico mi occupo di nascita e allattamento, sono Consulente Professionale in Allattamento IBCLC, Doula (figura di accompagnamento che sta accanto alla donna in gravidanza, travaglio-parto e primi mesi) e Presidente dell'Associazione Nazionale di Volontariato "Innecesareo" (www.innecesareo.it). Prima Associazione italiana ad occuparsi nello specifico di prevenzione di cesarei innecessari, promozione VBAC (parto vaginale dopo cesareo), sostegno emotivo post cesareo o nascita medicalizzata, ma anche di parto e
allattamento naturale e rispettato e risveglio e consapevolezza femminile.
Offro, inoltre, la pratica e trattamento di "Armonizzazione Globale delle cicatrici da cesareo".
Il mio percorso nasce proprio con la mia nascita da giovane donna a madre, esperienza che ha cambiato
completamente la mia vita di vent'enne e che tutt'ora è in elaborazione dentro me.
La nascita della mia prima figlia è stata traumatica, l'allattamento pure. Non ho ricevuto informazioni di nessun tipo, nessun sostegno o accudimento emozionale..volevo e voglio che più nessuna donna debba vivere ciò che io ho vissuto e così, ad un certo punto, ho avuto una sorta di "risveglio" come io lo chiamo, che mi ha portata a voler sapere, capire, riprendermi ciò che mi era stato tolto..ho iniziato a leggere, studiare e così via fino a che la grande motivazione e determinazione mi ha spinta a offrire il mio aiuto alle donne,
le mamme e i bambini e infine farne il mio amato lavoro.
Una frase che spesso cito è questa: "Non possiamo migliorare il mondo se prima non miglioriamo il modo
di venire al mondo", la condivido pienamente, spero nel mio piccolo di poter contribuire a rendere le donne consapevoli, informate e in grado di riprendersi ciò che da sempre è di nostra competenza: parto e allattamento.
Per concludere, riprendiamoci il parto! anche l'allattamento sarà più facile :-)
Sul mi sito trovate nello specifico cosa faccio e offro (IBCLC e Doula), dove lavoro, i contatti e le varie iniziative proposte.
Grazie
Francesca Alberti
www.allattamentomantova.it
N.D.R. Tutti glispecialisti, i negozi, le case editrici, i corsi e gli eventi indicati e consigliati su questo blog non vengono in alcun modo pubblicizzati sotto pagamento, ma solo per puro passaparola tra mamme che li hanno conosciuti direttamente e li vorrebbero consigliare ad altre mamme.
mercoledì 24 aprile 2013
Piano di parto. Cos'è e perchè.
Il Piano di Parto è un diritto di ogni madre.
E' una comunicazione scritta, da consegnare all'ospedale in cui avete deciso di partorire.
Perchè fare il piano di parto chiederete voi? perchè il parto non è un intervento medico ma una normale funzionalità del nostro corpo. Fintanto che non ci sono segnali per ritenerlo tale, NON va considerato un''EMERGENZA MEDICA e ogni intervento medico è inutile se non dannoso.
Invece purtroppo oggi la medicalizzazione di questo evento naturale è la norma.
Quando mi preparavo al parto avevo capito di avere due possibilità: o mi consegnavo ai medici ad occhi chiusi e delegavo a loro il mio parto (ma se poi si rivelava un evento traumatico non dovevo dare la colpa a loro), oppure partorivo IO con l'assistenza meno invasiva possibile. Ovviamente se qualcosa fosse andato storto non avrei esitato a mettermi nelle mani degli esperti. Ma, siamo realisti: nelle condizioni psicologiche giuste è statisticamente molto, ma MOLTO più probabile avere un normale parto vaginale che uno patologico. Se avete dubbi a riguardo vi consiglio la lettura del libro "LaGioia del Parto" di InaMay Gaskin.
Tornando a noi, se durante la gravidanza, come vi auguro, vi siete premurate di raccogliere informazioni riguardo tutte le procedure sanitarie e non (a questo proposito vedi il mio articolo sulle raccomandazioni dell'Organizzazione Mondiale della Sanità), a cui potreste essere sottoposte in caso di un normale parto vaginale, vi sarete sicuramente create delle aspettative.
E' importante tenere bene a mente che nessun ospedale può ignorare un piano di Parto.
Per evitare di dovervi prolungare in spiegazioni e insistenze mentre siete arrivate in reparto già in stato di travaglio, e rischiare quindi che chi è di turno si approfitti delle vostre condizioni per buttare nel cestino il vostro piano di parto e non scomodare la "routine ospedaliera", chiedete un incontro con la capo-ostetrica dell'ospedale in cui volete andare PRIMA di andare a partorire, magari al 7° o 8° mese e consegnate il piano di parto. In questo modo avrete modo di discuterne nel dettaglio e chiarirvi anche eventuali dubbi.
Questo è un esempio di Piano di Parto:
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Al Responsabile degenza ostetrica e ginecologica
Alla capo reparto e alle ostetriche dell’Ospedale .....
Durante la gravidanza abbiamo maturato alcuni desideri inerenti al giorno del parto per il quale abbiamo scelto di venire presso il vostro ospedale.
Questi sono per noi importanti per poter vivere serenamente questo evento, consapevoli però che qualora si presentasse una reale necessità di intervento non esiteremmo a seguire le indicazioni mediche.
Presentiamo questi nostri desideri per iscritto non per mancanza di fiducia verso chi mi assisterà ma perché il giorno del parto sospetto non sarò in grado di esprimermi al meglio e forse non sarò sempre lucida o sarà faticoso in certi momenti per me parlare. In questo modo lo staff potrà in qualche modo conoscere i miei pensieri e comunicare più facilmente con me. Immagino che mi sentirò indifesa quel giorno e, affinché io possa vivere l’esperienza del parto con fiducia in me stessa e soddisfazione, sarò lieta di essere rassicurata dal fatto che, se non si dovessero presentare complicanze, il personale cercherà di assecondare questi miei desideri. Ho la speranza infatti di percepire l’ambiente medico, a me sconosciuto, come protettivo e incoraggiante, e che ciò possa favorire il mio travaglio e il mio parto in modo naturale a beneficio della salute fisica e psicologica mia e del mio bambino e a favore anche dello stesso staff medico, in un clima di reciproca collaborazione, pazienza e flessibilità.
- La mia principale fonte di ansia è l’idea di essere continuamente manipolata, incorrere in visite effettuate in modo rude o frettoloso e che mi venga negata libertà di movimento o scelta di posizione per affrontare travaglio e parto.
- Al mio arrivo, se la vasca da parto fosse disponibile, gradirei molto probabilmente affrontare travaglio e forse anche parto in acqua.
- Desidero ascoltare la mia musica durante il travaglio e , desidererei inoltre che fosse rispettata il più possibile la nostra intimità.
- Non desidero tricotomia ne flebo endovena durante travaglio e parto.
- In caso di monitoraggio fetale vorrei se possibile strumenti che mi consentano libertà di movimento.
- Nell’ eventuale necessità di induzione del travaglio preferirei tenere l’ossitocina sintetica davvero come ultima prerogativa. (Tentare prima con massaggi ossitocici, gel vaginale o distensione manuale delle membrane e valutare eventualmente la rottura delle acque.)
- Nella fase espulsiva desidero scegliere una posizione libera e assecondare le spinte istintivamente.
- Desidero evitare l’episiotomia. Se ciò non fosse possibile desidererei l’anestesia locale.
- Evitare l’uso di routine della manovra di Kristeller . Vorrei inoltre che per qualsiasi tipo di visita, manovra o operazione di routine o di necessità mi fosse chiesto il consenso prima di procedere.
- Desidero che la bambina mi sia data in braccio appena nata e desidero provare ad allattarla subito in sala parto e poterla tenere per un tempo ragionevole ad instaurare il nostro primo legame.
- Desidero che i tempi della fase di secondamento non vengano forzati se non per motivi clinici.
- Eventuali suture su di me, vorrei fossero effettuate con anestesia locale e punti riassorbibili.
- Il padre desidera accompagnare la bambina per il bagnetto e la visita pediatrica e di restare con lei fino a quando non mi sarà riportata poiché pensiamo che possa sentirsi rassicurata dalla sua voce.
- Desidero che il bambino dopo il bagnetto e la visita, salvo nostra diversa indicazione, mi venga restituita immediatamente per favorire l'allattamento.Vi prego di non preoccuparvi di tenerla lontana da me per permettermi di riposare, è più importante per noi che lei sia rassicurata dalla mia presenza. Dal momento in cui mi sarà riportata desidero non separarmi più da lei, ovviamente se le nostre condizioni di salute lo permettono.
Richiedo inoltre:
- Che la bambina venga alimentata esclusivamente con il mio latte e colostro, non le venga somministrata alcuna soluzione glucosata ne succhiotti o tettarelle e di poterla attaccare al seno a sua richiesta senza orari prestabiliti. Desidero inoltre essere informata prima della somministrazione di qualunque tipo di sostanza alla bambina.
Vi preghiamo di perdonarci se abbiamo forse scritto dettagli scontati, ma è il primo parto per noi.
Fiduciosi dell’accoglienza di queste richieste, ringraziamo di cuore tutto il personale che ci seguirà.
Firma dei genitori.
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Aggiungo una spiegazione: le prime 3 ore dopo il parto sono FONDAMENTALI per avviare un buon allattamento: il bambino esce dal corpo della madre con l'istinto di succhiare, più passa il tempo più questo istinto va sopendosi e il bambino dovrà re-imparare a ciucciare correttamente (con il possibile rischio di farvi verire le ragadi nei maldestri tentativi di riapprendere).
Non c'è NESSUNA evidenza scientifica del fatto che sia necessario che un bambino sano, nato a termine, debba passare delle ore in culla termica piuttosto che sul corpo nudo della madre. Insistete per ottenere questo vostro diritto, se vi viene negato ed è un vostro desiderio. La vista di un "camice" ha un grosso ascendete su ogniuno ma ricordate che il bambino è vostro, non dello staff medico, quindi l'ultima parola a questo riguardo spetta a voi e a voi soli.
Firma dei genitori.
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Aggiungo una spiegazione: le prime 3 ore dopo il parto sono FONDAMENTALI per avviare un buon allattamento: il bambino esce dal corpo della madre con l'istinto di succhiare, più passa il tempo più questo istinto va sopendosi e il bambino dovrà re-imparare a ciucciare correttamente (con il possibile rischio di farvi verire le ragadi nei maldestri tentativi di riapprendere).
Non c'è NESSUNA evidenza scientifica del fatto che sia necessario che un bambino sano, nato a termine, debba passare delle ore in culla termica piuttosto che sul corpo nudo della madre. Insistete per ottenere questo vostro diritto, se vi viene negato ed è un vostro desiderio. La vista di un "camice" ha un grosso ascendete su ogniuno ma ricordate che il bambino è vostro, non dello staff medico, quindi l'ultima parola a questo riguardo spetta a voi e a voi soli.
Le raccomandazioni dell' Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS)
Conosci i tuoi diritti in merito al parto e alla permanenza in ospedale? L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha stilato un utile elenco di ciò che le mamme devono sapere.
1. Per il benessere psicologico della neo-madre deve essere assicurata la presenza di una persona di sua scelta - familiare o non - e poter ricevere visite nel periodo post-natale.
2. A tutte le donne che partoriscono in una struttura deve venir garantito il rispetto dei loro valori e della loro cultura.
3. L'induzione al travaglio deve essere riservata solo per specifiche indicazioni mediche e in nessuna regione geografica si dovrebbe avere un tasso superiore al 10%.
4. Non c'è nessuna giustificazione in nessuna regione geografica per avere piu' del 10% - 15% di cesarei.
5. Non c'è nessuna prova che dopo un precedente cesareo sia richiesto un ulteriore cesareo per la gravidanza successiva: parti vaginali, dopo un cesareo, dovrebbero venir incoraggiati.
6. Non c'è nessuna indicazione per la rasatura del pube e per il clistere prima del parto.
7. La rottura artificiale delle membrane, fatta di routine, non ha nessuna giustificazione scientifica e se richiesto, si raccomanda solo in uno stato avanzato del travaglio.
8. Durante il travaglio si dovrebbe evitare la somministrazione routinaria di farmaci se non per casi specifici.
9. Il monitoraggio fetale, fatto di routine, deve essere eseguito solo in situazioni mediche particolarmente selezionate e nel travaglio indotto.
10. Si raccomanda di non mettere la donna nella posizione supina durante il travaglio e il parto: si deve incoraggiare la donna a camminare durante il travaglio e di scegliere liberamente la posizione per lei più adatta al parto.
11. L'uso sistematico dell'episiotomia non è giustificato.
12. Il neonato in salute deve restare con la madre ogni volta che le condizioni dei due lo permettano. Nessun processo di osservazione della salute del neonato giustifica la separazione dalla madre.
13. Si deve promuovere immediatamente l'inizio dell'allattamento persino prima che sia lasciata la sala parto.
14. L'allattamento costituisce l'alimentazione normale ed ideale del neonato e dà allo sviluppo del bambino basi biologiche ed effetti impareggiabili.
15. In gravidanza si raccomanda un'educazione sistematica sull'allattamento al seno, poiché attraverso un'educazione e un sostegno adeguato tutte le donne sono in grado di allattare il proprio bambino al seno. Si deve incoraggiare le madri a tenere il bambino vicino a loro e di offrirli il seno ogni volta che il bimbo lo richiede. E si raccomanda di prolungare il più possibile l'allattamento al seno e di evitare il complemento di aggiunte. Una madre in buona salute non ha bisogno di alcun complemento fino a 6 mesi di vita del bambino.
lunedì 22 aprile 2013
Racconto di un Parto fantastico
Di Valentina Galli (Asola - Agosto 2012)
Il mio parto: tutto qua? La consapevolezza è tutto!
Ciao Irene, ecco il mio racconto del parto, come me lo ricordo.
Spero sia incoraggiante per qualche mamma, perché so che di racconti brutti mentre si è incinta se ne ascoltano all'infinito. Perché tutti si prodigano nel terrorizzare le mamme in attesa? Si divertono? Mah... Solo una simpatica signora, mamma di un amico, giustamente verso la fine mi disse: "cara non ti devi preoccupare... Tu guardati intorno e pensa che sono passati tutti da lì!". Non proprio tutti, ma il concetto è chiaro. ;)
Torniamo al racconto. L'attesa è stata tranquillissima, a parte lo stress da lavoro, che ho prolungato fino all'8 mese. Niente da rilevare dai vari controlli. A parte la glicemia alta nei primi esami, tutto nella norma. Sono andata al consultorio di paese e ho deciso di partorire ad Asola. Abito a metà strada tra Mantova e Asola, però ho sentito tanti brutti racconti su Mantova, mentre ad Asola pare che seguano le raccomandazioni per un parto NATURALE e RISPETTATO, come voglio io. In più c'è la possibilità di partorire in acqua!
Ho frequentato il corso di Accompagnamento alla nascita da Cecilia Tosato (www.nascitarmonica.com) e mi si è aperto un mondo che da sola avrei faticato a trovare, ma sento che è mio. Ho letto un mucchio di libri e sono piena di informazioni. Gli amici e il marito mi prendono in giro per il mio linguaggio tecnico. Il marito sul parto non teme più che possa succedere qualcosa di brutto a me e a Riccardo, ma piuttosto che qualcosa non vada come io VOGLIO che vada. Teme che faccia una crisi nel caso.
Eh si, perché ho le idee molto chiare su tutto. Poteva essere controproducente, ma invece è stato fondamentale!
Quindi consiglio n.1: mai affidarsi ciecamente ai dottori e alla sanità, soprattutto sul parto che è una cosa che compete alla natura, alla mamma e al bambino!!
Consiglio n.2: mai recarsi all'ospedale per partorire senza il piano del parto.
Consiglio n.3: difendere con le unghie e con i denti la propria privacy almeno nelle prime 2 ore dopo il parto. Dire al papa' che mandi via tutti. È forse il momento più importante della vita di tuo figlio. Arriva da un altro mondo, dove deve stare se non tra le braccia della sua mamma, a cercare il seno e ad abituarsi pian piano alla novità?
Speravo che Riccardo anticipasse di qualche giorno, ma invece arriva il fatidico giorno del termine senza che succeda nulla. Da un mese sento dei dolorini tipo mestruazioni. L'utero si prepara, dicono. Però la pancia non si è mai abbassata, eh! Vorrei andare da tutti quelli che mi dicevano che ero indietro perché la pancia era alta a far vedere che così è rimasta fino alla fine! E anche la storia delle lune è una bufala, almeno per me. L'ho chiesto in ospedale quando ho fatto la cartella clinica e mi hanno detto che i bambini nascono tutti i giorni..
Dormivo tipo 12 ore al giorno. I 16 kg in più cominciavano a pesare sul serio! Prendevo il sole. Così il Ricky si rinforzava le ossa, dicevo a chi mi mostrava perplessità.
Mangiavo montagne di ciliegie. L'albero era pieno, non le lavavo nemmeno. Con buona pace dei fanatici dell'amuchina o del bicarbonato. Ragazze, siamo serie: ho vissuto coi gatti per 20 anni come fossero miei fratelli e in 33 anni non ho preso la toxo, dovevo prenderla in 9 mesi in cui di gatti non ne vedevo nemmeno l'ombra?!?!?!? Io me ne sono fregata. Da qualche parte avevo letto che lavare con amuchina o bicarbonato non è che in automatico preserva dalla contaminazione. La cosa fondamentale è non mangiare la terra su cui un eventuale gatto killer abbia fatto pipì o cacca negli unici 15 giorni della sua breve vita in cui sia eventualmente malato di toxo. Insomma, anche mangiando l'insalata dell'orto una possibilità su un milione. La carne cruda e i salumi però non li mangiavo. Non mi piacciono.
Insomma conducevo una vita perfetta. Sapevo che poi non sarebbe mai più stata così "perfetta", ma lo stesso non potevo più aspettare. E così pur non credendoci vado a documentarmi su internet sui metodi naturali per indurre l'inizio del tavaglio. Mi decido per quello più semplice: fare sesso col marito, che suo malgrado accetta anche se non molto convinto, vista la scarsa attrattiva data dal pancione. È da 9 mesi che gli dico che deve approfittare di questo periodo in cui ho l'ormone impazzito, perché poi rimpiangerà... L'ha capito solo dopo 6 mesi dal parto...
So che non è stato quello, ma di fatto il mattino dopo quando mi sveglio per fare pipì, mi rendo conto che esce acqua inodore e incolore proprio da lì! Quando si rompono le acque dicono che esce tanta acqua tutta in una volta. Nel mio caso no, quindi mi rimane il dubbio... Era il tappo? Mi sembrava troppo liquido. Aspetto un po' a casa, ogni tanto ho qualche contrazione, ma niente di che. Quando bagno tutto l'assorbente mi decido ad andare all'ospedale.
Una volta li anche l'ostetrica di turno è scettica: "ma come di solito arrivano con un asciugamano tra le gambe!" Io avevo lo slip sottile e un microassorbente...
Mi hanno detto di venire se si rompevano le acque e così ho fatto! Avrei voluto rimanere a casa in realtà! Avevo già paura che l'essere all'ospedale rallentasse il tutto e infatti non sentivo nemmeno più le blande contrazioni di prima. Ho sempre pensato: ma se già è complicato andare in bagno quando non si è a casa propria, come può essere partorire in mezzo a sconosciuti?!
Vabe, comunque avevo ragione, si erano rotte le acque, quindi mi tocca restare in ospedale, con la cena alle 17 e la sveglia alle 6. Addio ai sogno di travaglio a casa fino alla fine. Pero' almeno si era mosso qualcosa.
Ho iniziato subito a questionare, perché non volevo mi facessero l'iniezione di antibiotico. Poi il dottore ha contrattato: le concediamo di aspettare che il travaglio inizi naturalmente per 48 ore invece che per le 24 standard, però l'antibiotico è necessario. Amen. Almeno ho preso tempo, il parto indotto era una delle mie più grandi paure!!
Così passo una giornata in ospedale ad annoiarmi. Posso ancora leggere il Vanity, ho una sala parto tutta per me in attesa che liberino il letto. Alla sera prima di dormire mi scende la depressione. Non so se siano gli ormoni o vedere altre mamme che già allattano. O sentire i pianti disperati dei bimbi appena nati nelle altre stanze. Così va a finire che mi stanco, penso, non dormo e al momento giusto non avrò più forze. Uffa. A peggiorare le cose in piena notte arriva una mamma che in mezz'ora va e torna dalla sala parto. Ho scoperto poi che era alla terza figlia!
Quando finalmente riesco ad addormentarmi ricominciano le contrazioni. Non è ancora travaglio, l'utero continua a prepararsi. In pratica non era ancora in fase di dilatazione ma di ammorbidimento. Sarà, ma ogni mezz'ora mi sembrava di morire. Non riuscivo a stare a letto, mi alzavo e andavo in bagno. L'ostetrica che poi mi ha assistito mi ha assicurato che quelle contrazioni li sono peggio del vero travaglio, perché non si produce ancora l'anestetico naturale che allevia il dolore. Ed era vero.
Al mattino dopo sono ancora in fase di stallo, forse col sesso abbiamo disturbato un po' il Ricky, ma lui non era pronto...
Ma invece il suo giorno era arrivato!
Con l'arrivo del papà e l'intervento del l'ostetrica che poi mi ha assistito (si chiama Giusy e lavora ad Asola, fantastica) alle 8,30 è iniziato il travaglio vero e proprio e alle 12,44 è nato!!
Mi stavo lagnando che non avevo dormito, che avevo queste contrazioni, ma a più di 24 ore dalla rottura delle acque ancora non succedeva nulla ecc.. Giusy mi dice: non preoccuparti. Adesso insegno a tuo marito un massaggio alle caviglie che fa produrre l'ossitocina naturale e se non funziona lo mando a prendere dei chiodi di garofano e facciamo un decotto. È stato come un mantra, mi sono sentita protetta, sicura e a casa. E non sarà un caso che dopo 5 minuti di massaggio sono iniziate le contrazioni regolari ogni 4 minuti!!
Quindi consiglio n.4: invocare la propria buona stella, che mi capìti un'ostetrica giusta per me. Con lei devo entrare in sintonia e sarà lei a toccare mio figlio per prima.
Consiglio n.5: evitare come la peste i ginecologi. Se loro devono intervenire vuol dire che qualcosa sta andando storto.
Consiglio n.6: non farsi portare una brioche dal futuro papà prima di iniziare il travaglio. Io ho vomitato tutto alle prime contrazioni.
Il travaglio vero e proprio è poi avvolto in una nube mistica. È vero che si dimentica e lo ricordo addirittura con nostalgia!
Ero coricata sul fianco in un grande letto e tra una contrazione e l'altra mi addormentavo, mentre il marito fino all'ultimo armeggiava col cellulare. Non mi ascoltava, avevo detto che non ce la facevo, che rinnegavo tutto e volevo il cesareo. Ma l'avevo istruito bene. Sapeva che gli avrei tagliato la gola dopo, se fossero intervenuti in qualche modo medicalmente. Il mio piano del parto prevedeva: no a tutto. Episiotomia, ossitocina sintetica, analgesici, epidurale, cesareo, manovre varie. Non volevo che intervenissero a meno di gravi problemi o pericolo di vita. Anche sul monitoraggio avevo da ridire. Infatti la povera Giusy ogni tanto me lo appoggiava alla pancia, ma senza mettere quella cintura scomoda, perché non lo volevo.
Per mettermi a mio agio mi ha subito abbassato le tapparelle (era il 15 giugno), ha messo una bella musica rilassante, mi ha chiesto se gradivo il profumo dell'arancia (?!?!?), che in aromaterapia è energizzante. Poi mi massaggiava, mi rassicurava senza badare troppo alle mie proteste, mi lasciava in pace il più possibile. In circa 3 ore sono arrivata alla dilatazione completa. Le contrazioni sono dure, ma mi concentravo a respirare lentamente e in un attimo sparivano. Mi veniva freddo subito dopo e mi addormentavo.
Quando è venuto il momento delle spinte io non percepivo nulla. È stata Giusy a propormi di mettermi in piedi o sul water per vedere se sentivo le spinte. Io ho scelto il water. Scherziamo? Di stare in piedi non avevo la forza. Anche sul water mi addormentavo, appoggiata a un cuscino.
Quando finalmente ho iniziato a sentire che qualcosa si muoveva mi è salita la rabbia e la frenesia. Adesso basta, è ora che tu esca di qui!!!
Così ho iniziato a spingere e a urlare con tutta la mia forza, sovrumana in quel momento. Abbiamo cambiato posizione, prima a terra sulle ginocchia appoggiata al letto e aggrappata a mio marito e poi, ma sì, la vasca! È stato il marito a ricordarselo! La Giusy non sapeva se avrebbe fatto in tempo a riempirla, il Ricky avanzava inesorabile.
Ormai ero galvanizzata, le spinte non fanno male come le contrazioni. Sentivo solo un piccolo bruciore a miss Patata (poi mi ha dato un solo punto).
Le ultime 4 spinte, sempre in ginocchio, aggrappata a una corda, le ho fatte nella vasca, così il Ricky è nato in acqua. Bello e comodo. Ti senti finalmente leggera. Poi lui non sente la botta fredda quando esce.
Quando me l'ha porto lui mi guardava negli occhi. Non ha mai pianto, sembrava davvero curioso di capire dov'era capitato. Me lo sono appoggiata sulla pancia, ancora immersi nell'acqua e attaccati tramite il cordone. Era tutto bianco di vernice caseosa, così le prime cose che gli ho detto sono state: "ciao Ricky, siamo un po' bruttini, eh?!" :). E intanto al Papi scendeva una lacrimuccia.
Poi tutti avvolti negli asciugamani caldi ci hanno aiutato a sdraiarci nel letto. Io ero piena di forza, come se mi fossi appena svegliata da un sonno ristoratore. Gli ormoni erano già in azione. In quel momento mi è scattato un amore folle e uno stato di benessere totale. Felicità allo stato puro.
Per far uscire la placenta non ho voluto l'ossitocina, è bastata una piccola spinta senza dolore, ma stando in piedi. Il Ricky era ancora attaccato alla sua placenta. È stato il Papi dopo 3 ore a tagliare il cordone. Lui è rimasto buono buono appoggiato alla mia pancia, tra i seni, aveva già l'istinto di ciucciare.
Dopo 3 ore l'abbiamo affidato alle infermiere del nido, non potevo sottrarlo alle 2 ore (inutili) in incubatrice. Per fortuna ha dormito.
Nei 3 giorni seguenti l'ho tenuto in braccio il più possibile. L'ho lasciato al nido solo per andare in bagno o farmi la doccia. Non ho portato il ciuccio per non interferire con l'allattamento e nel piano per il nido mi ero raccomandata di non somministrargli latte artificiale.
Il resto fa parte di un altro capitolo, basti sapere che l'allattamento si è avviato bene, ha iniziato ad aumentare già all'ospedale e lo allattero' ad oltranza anche dopo i 6 mesi. Poi ha pianto pochissimo, zero coliche.
In conclusione la mia buona stella mi ha aiutato, ma diciamo che considero vero il detto: aiutati che il ciel ti aiuta!
Il cosiddetto empowerment. Funziona! Se affronti il parto con le idee chiare, sapendo ciò che ti aspetta, credendo nelle tue forze e avendo fiducia nel bimbo che sta per nascere, alla fine ti vien davvero da dire: tutto qua?
Adesso capisco perché fino a 50 anni fa li facevano tranquillamente a casa, beate loro! ;)
Il mio parto: tutto qua? La consapevolezza è tutto!
Ciao Irene, ecco il mio racconto del parto, come me lo ricordo.
Spero sia incoraggiante per qualche mamma, perché so che di racconti brutti mentre si è incinta se ne ascoltano all'infinito. Perché tutti si prodigano nel terrorizzare le mamme in attesa? Si divertono? Mah... Solo una simpatica signora, mamma di un amico, giustamente verso la fine mi disse: "cara non ti devi preoccupare... Tu guardati intorno e pensa che sono passati tutti da lì!". Non proprio tutti, ma il concetto è chiaro. ;)
Torniamo al racconto. L'attesa è stata tranquillissima, a parte lo stress da lavoro, che ho prolungato fino all'8 mese. Niente da rilevare dai vari controlli. A parte la glicemia alta nei primi esami, tutto nella norma. Sono andata al consultorio di paese e ho deciso di partorire ad Asola. Abito a metà strada tra Mantova e Asola, però ho sentito tanti brutti racconti su Mantova, mentre ad Asola pare che seguano le raccomandazioni per un parto NATURALE e RISPETTATO, come voglio io. In più c'è la possibilità di partorire in acqua!
Ho frequentato il corso di Accompagnamento alla nascita da Cecilia Tosato (www.nascitarmonica.com) e mi si è aperto un mondo che da sola avrei faticato a trovare, ma sento che è mio. Ho letto un mucchio di libri e sono piena di informazioni. Gli amici e il marito mi prendono in giro per il mio linguaggio tecnico. Il marito sul parto non teme più che possa succedere qualcosa di brutto a me e a Riccardo, ma piuttosto che qualcosa non vada come io VOGLIO che vada. Teme che faccia una crisi nel caso.
Eh si, perché ho le idee molto chiare su tutto. Poteva essere controproducente, ma invece è stato fondamentale!
Quindi consiglio n.1: mai affidarsi ciecamente ai dottori e alla sanità, soprattutto sul parto che è una cosa che compete alla natura, alla mamma e al bambino!!
Consiglio n.2: mai recarsi all'ospedale per partorire senza il piano del parto.
Consiglio n.3: difendere con le unghie e con i denti la propria privacy almeno nelle prime 2 ore dopo il parto. Dire al papa' che mandi via tutti. È forse il momento più importante della vita di tuo figlio. Arriva da un altro mondo, dove deve stare se non tra le braccia della sua mamma, a cercare il seno e ad abituarsi pian piano alla novità?
Speravo che Riccardo anticipasse di qualche giorno, ma invece arriva il fatidico giorno del termine senza che succeda nulla. Da un mese sento dei dolorini tipo mestruazioni. L'utero si prepara, dicono. Però la pancia non si è mai abbassata, eh! Vorrei andare da tutti quelli che mi dicevano che ero indietro perché la pancia era alta a far vedere che così è rimasta fino alla fine! E anche la storia delle lune è una bufala, almeno per me. L'ho chiesto in ospedale quando ho fatto la cartella clinica e mi hanno detto che i bambini nascono tutti i giorni..
Dormivo tipo 12 ore al giorno. I 16 kg in più cominciavano a pesare sul serio! Prendevo il sole. Così il Ricky si rinforzava le ossa, dicevo a chi mi mostrava perplessità.
Mangiavo montagne di ciliegie. L'albero era pieno, non le lavavo nemmeno. Con buona pace dei fanatici dell'amuchina o del bicarbonato. Ragazze, siamo serie: ho vissuto coi gatti per 20 anni come fossero miei fratelli e in 33 anni non ho preso la toxo, dovevo prenderla in 9 mesi in cui di gatti non ne vedevo nemmeno l'ombra?!?!?!? Io me ne sono fregata. Da qualche parte avevo letto che lavare con amuchina o bicarbonato non è che in automatico preserva dalla contaminazione. La cosa fondamentale è non mangiare la terra su cui un eventuale gatto killer abbia fatto pipì o cacca negli unici 15 giorni della sua breve vita in cui sia eventualmente malato di toxo. Insomma, anche mangiando l'insalata dell'orto una possibilità su un milione. La carne cruda e i salumi però non li mangiavo. Non mi piacciono.
Insomma conducevo una vita perfetta. Sapevo che poi non sarebbe mai più stata così "perfetta", ma lo stesso non potevo più aspettare. E così pur non credendoci vado a documentarmi su internet sui metodi naturali per indurre l'inizio del tavaglio. Mi decido per quello più semplice: fare sesso col marito, che suo malgrado accetta anche se non molto convinto, vista la scarsa attrattiva data dal pancione. È da 9 mesi che gli dico che deve approfittare di questo periodo in cui ho l'ormone impazzito, perché poi rimpiangerà... L'ha capito solo dopo 6 mesi dal parto...
So che non è stato quello, ma di fatto il mattino dopo quando mi sveglio per fare pipì, mi rendo conto che esce acqua inodore e incolore proprio da lì! Quando si rompono le acque dicono che esce tanta acqua tutta in una volta. Nel mio caso no, quindi mi rimane il dubbio... Era il tappo? Mi sembrava troppo liquido. Aspetto un po' a casa, ogni tanto ho qualche contrazione, ma niente di che. Quando bagno tutto l'assorbente mi decido ad andare all'ospedale.
Una volta li anche l'ostetrica di turno è scettica: "ma come di solito arrivano con un asciugamano tra le gambe!" Io avevo lo slip sottile e un microassorbente...
Mi hanno detto di venire se si rompevano le acque e così ho fatto! Avrei voluto rimanere a casa in realtà! Avevo già paura che l'essere all'ospedale rallentasse il tutto e infatti non sentivo nemmeno più le blande contrazioni di prima. Ho sempre pensato: ma se già è complicato andare in bagno quando non si è a casa propria, come può essere partorire in mezzo a sconosciuti?!
Vabe, comunque avevo ragione, si erano rotte le acque, quindi mi tocca restare in ospedale, con la cena alle 17 e la sveglia alle 6. Addio ai sogno di travaglio a casa fino alla fine. Pero' almeno si era mosso qualcosa.
Ho iniziato subito a questionare, perché non volevo mi facessero l'iniezione di antibiotico. Poi il dottore ha contrattato: le concediamo di aspettare che il travaglio inizi naturalmente per 48 ore invece che per le 24 standard, però l'antibiotico è necessario. Amen. Almeno ho preso tempo, il parto indotto era una delle mie più grandi paure!!
Così passo una giornata in ospedale ad annoiarmi. Posso ancora leggere il Vanity, ho una sala parto tutta per me in attesa che liberino il letto. Alla sera prima di dormire mi scende la depressione. Non so se siano gli ormoni o vedere altre mamme che già allattano. O sentire i pianti disperati dei bimbi appena nati nelle altre stanze. Così va a finire che mi stanco, penso, non dormo e al momento giusto non avrò più forze. Uffa. A peggiorare le cose in piena notte arriva una mamma che in mezz'ora va e torna dalla sala parto. Ho scoperto poi che era alla terza figlia!
Quando finalmente riesco ad addormentarmi ricominciano le contrazioni. Non è ancora travaglio, l'utero continua a prepararsi. In pratica non era ancora in fase di dilatazione ma di ammorbidimento. Sarà, ma ogni mezz'ora mi sembrava di morire. Non riuscivo a stare a letto, mi alzavo e andavo in bagno. L'ostetrica che poi mi ha assistito mi ha assicurato che quelle contrazioni li sono peggio del vero travaglio, perché non si produce ancora l'anestetico naturale che allevia il dolore. Ed era vero.
Al mattino dopo sono ancora in fase di stallo, forse col sesso abbiamo disturbato un po' il Ricky, ma lui non era pronto...
Ma invece il suo giorno era arrivato!
Con l'arrivo del papà e l'intervento del l'ostetrica che poi mi ha assistito (si chiama Giusy e lavora ad Asola, fantastica) alle 8,30 è iniziato il travaglio vero e proprio e alle 12,44 è nato!!
Mi stavo lagnando che non avevo dormito, che avevo queste contrazioni, ma a più di 24 ore dalla rottura delle acque ancora non succedeva nulla ecc.. Giusy mi dice: non preoccuparti. Adesso insegno a tuo marito un massaggio alle caviglie che fa produrre l'ossitocina naturale e se non funziona lo mando a prendere dei chiodi di garofano e facciamo un decotto. È stato come un mantra, mi sono sentita protetta, sicura e a casa. E non sarà un caso che dopo 5 minuti di massaggio sono iniziate le contrazioni regolari ogni 4 minuti!!
Quindi consiglio n.4: invocare la propria buona stella, che mi capìti un'ostetrica giusta per me. Con lei devo entrare in sintonia e sarà lei a toccare mio figlio per prima.
Consiglio n.5: evitare come la peste i ginecologi. Se loro devono intervenire vuol dire che qualcosa sta andando storto.
Consiglio n.6: non farsi portare una brioche dal futuro papà prima di iniziare il travaglio. Io ho vomitato tutto alle prime contrazioni.
Il travaglio vero e proprio è poi avvolto in una nube mistica. È vero che si dimentica e lo ricordo addirittura con nostalgia!
Ero coricata sul fianco in un grande letto e tra una contrazione e l'altra mi addormentavo, mentre il marito fino all'ultimo armeggiava col cellulare. Non mi ascoltava, avevo detto che non ce la facevo, che rinnegavo tutto e volevo il cesareo. Ma l'avevo istruito bene. Sapeva che gli avrei tagliato la gola dopo, se fossero intervenuti in qualche modo medicalmente. Il mio piano del parto prevedeva: no a tutto. Episiotomia, ossitocina sintetica, analgesici, epidurale, cesareo, manovre varie. Non volevo che intervenissero a meno di gravi problemi o pericolo di vita. Anche sul monitoraggio avevo da ridire. Infatti la povera Giusy ogni tanto me lo appoggiava alla pancia, ma senza mettere quella cintura scomoda, perché non lo volevo.
Per mettermi a mio agio mi ha subito abbassato le tapparelle (era il 15 giugno), ha messo una bella musica rilassante, mi ha chiesto se gradivo il profumo dell'arancia (?!?!?), che in aromaterapia è energizzante. Poi mi massaggiava, mi rassicurava senza badare troppo alle mie proteste, mi lasciava in pace il più possibile. In circa 3 ore sono arrivata alla dilatazione completa. Le contrazioni sono dure, ma mi concentravo a respirare lentamente e in un attimo sparivano. Mi veniva freddo subito dopo e mi addormentavo.
Quando è venuto il momento delle spinte io non percepivo nulla. È stata Giusy a propormi di mettermi in piedi o sul water per vedere se sentivo le spinte. Io ho scelto il water. Scherziamo? Di stare in piedi non avevo la forza. Anche sul water mi addormentavo, appoggiata a un cuscino.
Quando finalmente ho iniziato a sentire che qualcosa si muoveva mi è salita la rabbia e la frenesia. Adesso basta, è ora che tu esca di qui!!!
Così ho iniziato a spingere e a urlare con tutta la mia forza, sovrumana in quel momento. Abbiamo cambiato posizione, prima a terra sulle ginocchia appoggiata al letto e aggrappata a mio marito e poi, ma sì, la vasca! È stato il marito a ricordarselo! La Giusy non sapeva se avrebbe fatto in tempo a riempirla, il Ricky avanzava inesorabile.
Ormai ero galvanizzata, le spinte non fanno male come le contrazioni. Sentivo solo un piccolo bruciore a miss Patata (poi mi ha dato un solo punto).
Le ultime 4 spinte, sempre in ginocchio, aggrappata a una corda, le ho fatte nella vasca, così il Ricky è nato in acqua. Bello e comodo. Ti senti finalmente leggera. Poi lui non sente la botta fredda quando esce.
Quando me l'ha porto lui mi guardava negli occhi. Non ha mai pianto, sembrava davvero curioso di capire dov'era capitato. Me lo sono appoggiata sulla pancia, ancora immersi nell'acqua e attaccati tramite il cordone. Era tutto bianco di vernice caseosa, così le prime cose che gli ho detto sono state: "ciao Ricky, siamo un po' bruttini, eh?!" :). E intanto al Papi scendeva una lacrimuccia.
Poi tutti avvolti negli asciugamani caldi ci hanno aiutato a sdraiarci nel letto. Io ero piena di forza, come se mi fossi appena svegliata da un sonno ristoratore. Gli ormoni erano già in azione. In quel momento mi è scattato un amore folle e uno stato di benessere totale. Felicità allo stato puro.
Per far uscire la placenta non ho voluto l'ossitocina, è bastata una piccola spinta senza dolore, ma stando in piedi. Il Ricky era ancora attaccato alla sua placenta. È stato il Papi dopo 3 ore a tagliare il cordone. Lui è rimasto buono buono appoggiato alla mia pancia, tra i seni, aveva già l'istinto di ciucciare.
Dopo 3 ore l'abbiamo affidato alle infermiere del nido, non potevo sottrarlo alle 2 ore (inutili) in incubatrice. Per fortuna ha dormito.
Nei 3 giorni seguenti l'ho tenuto in braccio il più possibile. L'ho lasciato al nido solo per andare in bagno o farmi la doccia. Non ho portato il ciuccio per non interferire con l'allattamento e nel piano per il nido mi ero raccomandata di non somministrargli latte artificiale.
Il resto fa parte di un altro capitolo, basti sapere che l'allattamento si è avviato bene, ha iniziato ad aumentare già all'ospedale e lo allattero' ad oltranza anche dopo i 6 mesi. Poi ha pianto pochissimo, zero coliche.
In conclusione la mia buona stella mi ha aiutato, ma diciamo che considero vero il detto: aiutati che il ciel ti aiuta!
Il cosiddetto empowerment. Funziona! Se affronti il parto con le idee chiare, sapendo ciò che ti aspetta, credendo nelle tue forze e avendo fiducia nel bimbo che sta per nascere, alla fine ti vien davvero da dire: tutto qua?
Adesso capisco perché fino a 50 anni fa li facevano tranquillamente a casa, beate loro! ;)
domenica 21 aprile 2013
Valigia per il parto
Ecco l'elenco della mia valigia per l'ospedale.
Non ho utilizzato tutto quello che ho portato, ma nel più ci sta il meno...ed ero certa di non aver dimenticato niente!!
BORSA PER LA DEGENZA IN OSPEDALE:
- 3 camicie da notte
- 4 mutandine
- vestiti per il ritorno a casa
- 2 reggiseni
- 2 paia calzini
- assorbenti
- vestaglia
- golfino
- beauty (spazzolino, dentifricio, detergente doccia, crema viso, crema corpo, spazzola, shampo e balsamo)
- accappatoio tessuto sintetico
- asciugamano x bimba
- 5 body cotone
- 5 tutine cotone
- 5 paia calzine
- 6 bavaglini
- libro
- un rotolo di pannocarta per fae il bidet
- caricabatteria cellulare
- pancera
- mutandine a rete usa e getta
- fogli copriwater
- tappi per orecchie
BORSA PER IL PARTO
- Piano di Parto
- Vestiario x raggiungere l’ospedale: tuta, accappatoio spugna, coperta, telo plastica, catino x vomito, scarpe ginnastica.
- Mutandine usa e getta di rete e assorbenti
- macchina fotografica con carica batterie
- panno x il viso
- burro di cacao
- bottiglia di acqua
- succhi di frutta
- elastico x capelli
- calze di lana
- piccolo stereo con CD
- pantofole e ciabatte di gomma
- olio mandorle
- biscotti, cioccolata, barrette energetiche
- soldi, documento d’identità, tessera sanitaria e cellulare
- cartella degli esami clinici
- prima vestizione bimba: body, tutina, calzine, camicino di seta, cuffia, pannolino
- fazzoletti
- kit per raccolta campione cordonale
- copertina bimba
- 2 sacchetti riscaldanti
BORSA PER IL RITORNO A CASA
- navicella omologata auto
- sacco bimba
- cappotto
venerdì 19 aprile 2013
Racconto di uno Splendido Parto
di Elisa (Mantova - Gennaio 2012).
Cara Irene, ecco le pagine del mio diario che raccontano della nascita di Viola.
38° SETTIMANA
Cara Irene, ecco le pagine del mio diario che raccontano della nascita di Viola.
38° SETTIMANA
Questa settimana è iniziata in modo interessante, con alcune notti un po’ movimentate tra visite notturne al bagno, doloretti tipo premestruali accompagnato da pancione indurito, le cosiddette contrazioni preparatorie insomma. Sono felice che ci siano queste novità. Però il sonno è profondo e molto riposante. Dormo meglio ora che al 7° mese!
Alla fine di questa settimana c’è la luna piena, chissà se è il tuo treno o se magari aspetterai il prossimo, la luna nuova del 24 dicembre…o magari te ne infischi delle lune e fai di testa tua!
Alla fine di questa settimana c’è la luna piena, chissà se è il tuo treno o se magari aspetterai il prossimo, la luna nuova del 24 dicembre…o magari te ne infischi delle lune e fai di testa tua!
Questa settimana ho concluso le ultime “commissioni”: le pratiche con l’ospedale per la raccolta del sangue del cordone ombelicale, ho ritirato i risultati delle ultime analisi del sangue e del tampone vaginale (negativo!!che bello, ora se mi si rompono le acque so che non ho fretta di andare in ospedale) e ultima visita con la Ollago, che ci ha confermato che va tutto benissimo e che sei già scesa (lo sospettavo visto che devo fare pipì ogni ora e che invece lo stomaco e le costole sono molto più a loro agio! Inoltre quasi ogni giorno sento ogni tanto una pressione lievemente dolorosa, in fondo al pancione:la tua testolina che pesa). Sei intorno ai 3 kg, ne troppo grande ne troppo piccola, giusta insomma, come d’altronde sei sempre stata.
Insomma, è tutto pronto e tu puoi davvero arrivare da un momento all’altro. Sono un po’ agitata anche se non lo ammetto con nessuno, e mi è venuto in mente che questa mia celata agitazione potrebbe ostacolare l’avvio del travaglio, il che non va bene. Se mi chiedo: “Allora: se il travaglio partisse adesso? Come ti sentiresti?” e mi viene da pensare che mi sentirei più agitata che felice e penserei che non sono ancora pronta, perché devo mettere a posto la contabilità di casa, finire di scrivere una lettera a tuo padre (sto preparando una lettera per lui per il giorno del parto), impacchettare i regali di Natale, pulire il mouse del PC che non funziona bene…tutte scuse insomma. Quindi mi sono ripromessa di mettere a posto tutte queste formalità oggi stesso, così poi non ho più alibi e devo ammettere che sono davvero pronta e decidermi ad inviarti messaggi di “via libera”! Ho letto da qualche parte che il dolore del parto è funzionale proprio al fatto che altrimenti la mamma arriva a un punto tale di simbiosi che altrimenti farebbe fatica ad accettare la separazione che comporta la nascita del bambino. Credo ci sia del vero.
Tuo padre invece non sta più nella pelle, non vede l’ora che tu nasca! Io ovviamente spero che tu nasca entro la 41° settimana perché vorrei proprio evitare l’induzione, ma non ho tutta sta fretta di sentir iniziare il travaglio…anche se dovrei essere molto più tranquilla a riguardo. I dolori già dovrei conoscerli visto che da quando ho 13 anni ho dei dolori mestruali molto forti e avere un minimo di esperienza per saperli affrontare abbastanza bene, e poi il fatto che la Chiara (amica ostetrica) sia disponibile a venire ad assisterci durante il travaglio è molto rassicurante e mi permette di non farmi prendere dal panico di correre all’ospedale di Pieve, che tra l'altro dista un'ora da Mantova. Meglio restare a casa il più a lungo possibile. Forse le mie insicurezze riguardano più che altro la durata del travaglio, perché sono “allenata” a sopportare circa 4 ore, ma non so se davanti a 8-12 ore di travaglio sarò altrettanto brava. Però per lo meno questa volta è un dolore costruttivo, con un fine ben preciso che mi motiva molto alla sopportazione. Comunque devo dire che ho molta fiducia in te. Per come ho potuto conoscerti finora mi sei sembrata una bimba con le idee molto chiare, hai passato nove mesi a testa in giù, come se fossi sempre stata consapevole del tuo obbiettivo, ti sei allenata con singhiozzi e ginnastica, come una piccola atleta, ma hai anche sopportato con molta pazienza questa mamma che non si è molto risparmiata in fatiche e attività, hai guidato me e papà nel nostro rapporto con te, dimostrando il tuo interesse per le nostre carezze, per le nostre attenzioni verso di te. Insomma, so che sarai la mia piccola guida anche nel travaglio e nel parto. Dovrei solo abbandonarmi a te, a cui sembra che il tuo angelo custode abbia dato le istruzioni per uscire di lì, affidarmi a ciò che c’è in serbo per noi. Con tutte le preghiere che hanno accompagnato la nostra gravidanza, davvero non dovrei far altro che affidarmi ciecamente!
Giovedì era festa, L’Immacolata, e io e papà siamo andati al nostro ristorante preferito, Giallo Zucca, a cena. E’ il ristorante dove siamo andati quando abbiamo scoperto la gravidanza e dove abbiamo scelto il tuo nome quindi ci è piaciuto tornare lì ora che manca poco al tuo arrivo. E’ forse una delle ultime cenette che faremo noi due insieme, prima del tuo arrivo, anzi, speriamo che sia proprio l’ultima: ormai devi proprio raggiungerci qua fuori, Viola! Non parliamo che di te!
Alle ore 16:00 dello stesso giorno in cui ti scrivevo qui sopra, dopo aver impacchettato i regali di Natale e scritto la lettera a papà, mi si sono rotte le acque mentre mi accingevo a preparare una torta (ma non ne avevo granchè voglia stranamente…). Come se mi fossi fatta la pipì addosso. Sono corsa in bagno e asciugandomi ho riscontrato un liquido rosato. “Carlo…mi sa che mi si sono rotte le acque” ho detto a papà, che stava giocando con l’Xbox e ha subito salutato i suoi amici dalla cuffietta “Ragazzi, vi saluto, ho l’Elisa che sta poco bene!”. In realtà io stavo benissimo, nessuna contrazione ancora. Rimanendo seduta sul water ho chiamato la Chiara che mi ha risposto subito, dicendo che sarebbe venuta a controllare se si trattava davvero della rottura delle acque. Intanto papà, eccitato ma controllato, ha iniziato a fare mente locale delle cose che c’erano da fare. Io intanto mi dicevo “ma no dai, vedrai che non si sono rotte le acque, sarà un falso allarme…non sto mica per partorire…”. La Chiara è arrivata quasi subito e con uno stick ha controllato se si trattatava di liquido amniotico e lo stick è risultato positivo. Allora visto che ancora non avevo contrazioni ci ha detto che sarebbe tornata dopo un’oretta e ha dato incarico a papà di monitorare le contrazioni in caso cominciassero. Di lì a poco sono cominicati a venirmi gli ormai familiari dolori tipo mestruali. Mi sono sistemata in sala, sul divano, papà ha acceso le luci basse, ha messo su il mio CD di musica rilassante per il travaglio e si è seduto con me registrando con cronometro alla mano la distanza tra una contrazione e l’altra e la durata. Dopo un’oretta è tornata la Chiara, trovandomi in evidente travaglio. Io ero davvero rilassata, era fantastico poter fare il travaglio a casa mia, con Chiara e papà, in quell’atmosfera calma. Tra l’altro il dolore sembrava essere davvero gestibilissimo, quando arrivava la contrazione alzavo un dito e papà faceva partire il cronometro, respiravo profondamente e affrontavo l’onda, che in quello che mi sembrava pochi secondi si spegneva completamente, facendomi tornare totalmente in me, sorridente, e riprendevo a chiacchierare con i miei compagni di avventura. Tutto questo era molto diverso da ciò che finora avevo vissuto come dolori mestruali: 4 ore ininterrotte di dolore all’apice della contrazione, niente pause. Il travaglio era stupendo a confronto! Il dolore vero durava solo pochi istanti per poi scomparire totalmente lasciandomi mezza addormentata. E intanto pensavo “sarà meglio che io cerchi di dormire tra una contrazione e l’altra, sicuramente andrò avanti per tutta la notte e forse anche oltre!” però in realtà non ci riuscivo. Guardavo Chiara e Carlo e mi dispiaceva che loro fossero lì probabilmente ad annoiarsi e chissà per quanto tempo, anche se loro continuavano a ripetermi di non preoccuparmi.
A un certo momento durante una contrazione ho sentito di dovermi accovacciare per terra, dove papà aveva steso un asciugamano (per fortuna) e ho avuto una grande perdita di liquido limpido, che la Chiara ha costatato essere di nuovo liquido amniotico. Risalita sul divano tra una contrazione e l’altra ho anche avuto bisogno di vomitare un paio di volte nel catino che avevo previsto mi sarebbe proprio servito per questo scopo. Ero felice di aver vomitato perché sapevo che questo avrebbe accelerato il travaglio e inoltre vomitare mi dava anche sollievo. Come era sempre successo in anni di dolori mestruali d’altronde.
Stavo in ginocchio, accovacciata contro lo schienale del divano e oscillare il bacino quando arrivava la contrazione era di grande aiuto e sollievo.
Io continuavo a dirmi che sicuramente sarebbe stata lunga…insomma, i dolori veri dovevano ancora arrivare no? Invece no. Erano quelli. Dopo un lasso di tempo indefinito che poi ho saputo essere un paio di ore di travaglio la Chiara mi ha visitatat e detto che se ero d’accordo secondo lei si poteva partire per l’ospedale. Io ho pensato “ma come, di già? no…io volevo fare tutto il travaglio a casa…” però guardando la faccia di papà ho capito che per non farlo preoccupare era meglio partire. Io comunque ero serenissima, sentivo che stava andando tutto bene e avevo fiducia in tutto quello che il mio corpo e tu stavate facendo ed ero sorpresa che fosse tutto così affrontabile, sarei rimasta tranquillamente a casa, chi aveva bisogno dell’ospedale? Mentre papà preparava l’auto io e Chiara siamo salite su in camera. L’idea era quella di farmi un bagno caldo prima di partire. Papà aveva riempito la vasca di acqua bollente ma mentre me ne accorgevo mi è arrivata giusto una contrazione quindi mi sono infilata comunque nella vasca, con l’acqua che scottava. Devo dire che però quella temperatura era fantastica per tenerci in ammollo il pancione e mi ha dato davvero molto sollievo dall’inguine in su! Non appena è finita la contrazione però ho detto “aprite di botto l’acqua fredda!” Avevo tutta la pelle rossa ah ah! Si stava davvero bene nell’acqua comunque e credo che quel bagno abbia davvero aiutato perché quando sono uscita dalla vasca le contrazioni erano davvero molto ravvicinate, tanto che dopo che Chiara mi ha aiutata a rivestirmi, ogni due passi che facevo mi dovevo accucciare a quattro zampe per affrontarle. Abbiamo raggiunto l’ascensore nel quale sono entrata gattonando, con grandi risate di tutti noi tre! Raggiunto il piano terra sono salita in auto che papà aveva riempito con coperte e cuscini e ho trovato la posizione a me più comoda, seduta dritta tra i sedili posteriori e quelli anteriori, un po’ in sospensione, perché appoggiare l’osso sacro sul sedile mi dava molto fastidio. La Chiara a ogni contrazione mi massaggiava vigorosamente la schiena a livello lombare, dandomi tanto solievo. Le luci dei semafori e degli alberi di Natale per strada erano come più vivide, era stranissimo guardare il paesaggio. Papà guidava ed ero felice di vederlo calmo. Verso la fine del viaggio ho cominciato a sentire il bisogno di spingere. Siamo arrivati all’ospedale di Pieve dove mi hanno subito visitata e constatato una dilatazione di 9 cm. L’ostetrica era davvero antipatica e si è arrabbiata perché dovevamo arrivare prima a sua avviso. Io ero felicissima invece di aver fatto tutto il travaglio a casa mia! Era perfetto essere arrivati in ospedale giusto per il parto. Sono stata subito portata in sala parto dove ancora una volta ero completamente serena, zen direi, era come se nella sala ci fossimo solo io Carlo e Chiara, non me ne fregava nulla dell’ostetrica arrabbiata e ho finito per collaborare con le sue richieste lasciandomi mettere il monitoraggio fetale e desistendo dalle mie speranze di mettermi in una posizione di mia scelta per il parto. C'era però una ginecologa bionda, gentilissima, che ricordo ha abbassato le luci e l'ho ringraziata perchè mi faceva piacerestare nella penombra. Ad ogni modo tutto è andato benissimo, Carlo mi era accanto e Chiara mi rassicurava sul fatto che mi sembrasse di non fare progressi mentre invece la tua testolina a ogni spinta avanzava. Infatti dopo circa 45 minuti sei scivolata fuori senza ne tuoi pianti ne mie grida e con un regalo: nessuna lacerazione. Quando ti ho vista mi sono stupita che i miei sforzi avessero permesso il passaggio di tutto quel popò di bimba, mi eri sembrata molto più piccola mentre uscivi. Eri di colore violaceo, con un viso rilassato e tanti capelli neri e nella poca lucidità del momento ho pensato “ecco Viola! È normale che sia di questo colore, è Viola!”. Ho guardato papà che in quel momento scoppiava a piangere per la felicità e ci siamo baciati.
Elisa
Elisa
giovedì 18 aprile 2013
Perchè leggere e informarsi?
Ci si potrebbe chiedere perché mai leggere dei libri sul parto, sull’allattamento, sulla cura sulla psicologia e sull’allevamento dei bambini. Ho conosciuto donne che sostenevano di non voler leggere nulla per “non farsi influenzare”, perché volevano seguire il loro istinto. Il problema è che comunque sei influenzata, anche se non leggi dei libri. Si viene influenzati dalle aspettative e credenze della gente, dai bombardamenti dei media, dalle pubblicità che ti fanno credere indispensabili materiali di consumo che indispensabili non sono (come il girello, lo sterilizzatore, la stanzetta del neonato…) che ti fanno credere che un bambino affezionato al suo biberon sia più psicologicamente sano di uno affezionato alla mamma e alle sue tette. Ci sono donne che si rifiutano di informarsi ma poi guardano programmi come SOS Tata, che danno ottimi consigli a volte ma a volte pessimi, secondo il mio parere (leggendo libri, ho potuto avere dei termini di paragone). C’è l’immagine stereotipata del bambino col ciuccio in bocca, nel passeggino, che indossa un paio di piccoli jeans o vestitini tanto belli quanto scomodi per i suoi movimenti, il bambino che “impara” a dormire da solo nel lettino abbracciato a un pupazzo, imparando a fingere che quello sia la sua mamma…e le persone di fronte a queste immagini generalmente sorridono commosse…a me fanno un po’ tristezza invece. Vedo un bimbo-bambolotto, vestito con abiti non pensati per la sua comodità ma per l’effetto scenico che hanno sugli adulti (in fondo è l’adulto che sborsa i soldi!), vedo bambini che si sono dovuti accontentare di surrogati materni quali il biberon o il pupazzetto, perché la loro mamma non c’è o non vuole concedergli il contatto fisico che loro richiedono, o nella quantità che loro richiedono.
Bhe, non credo che questo significhi “seguire l’istinto materno”, al contrario, credo significhi rinunciare a mettere in discussione le aspettative della società, non chiedersi perché a volte una regola da seguire “per il bene di tuo figlio” fa stare male sia te che tuo figlio. Non approfondire.
Ma qui si tratta della cosa più importante del mondo: i bambini. Il nostro futuro. Meriteranno un po’ di approfondimento gli argomenti che riguardano la loro salute psicofisica?
Bhe, Il mio istinto mi diceva che non sapevo nulla di bambini e che non volevo fermarmi ad ubbidire ciecamente ai consigli della televisione, dei conoscenti o dei medici. Volevo sapere il perché quei consigli erano ritenuti quelli giusti per crescere un bambino, volevo risalire alla fonte. Così ho intrapreso una vera e propria ricerca antropologico-pedagogica. Credo di aver letto più di una trentina di libri . In alcuni di questi ho trovato la risposta a uno dei miei dubbi più grandi: perché nei paesi industrializzati, nella nostra società moderna insomma, l’uomo ha disimparato a partorire (terrore del parto) ad allattare (com’è che solo le madri occidentali non hanno il latte??) e a prendersi cura dei bambini ascoltandoli e osservandoli e non applicando semplicemente un manuale uguale per tutti,(visto che nessun bambino è uguale all’altro). Perché abbiamo perso completamente fiducia nel nostro corpo e nella perfezione con cui Dio, o l’evoluzione se si vuole, ha creato sia madre che bambino? Perché è tutto così difficile insomma?
La risposta illuminante è stata questa. Una gatta, che sia selvatica o che sia domestica, che non abbia mai visto un’altra gatta allattare e prendersi cura della prole, sarà comunque in grado di farlo, per istinto. Una scimmia no. Scimpanzé e gorilla che in cattività non hanno mai VISTO allattare e curare la prole non saranno capaci di far sopravvivere il loro cucciolo. Perché i primati questi comportamenti li IMPARANO, così come un bambino impara a camminare perché vede gli altri farlo. Un bambino che cresce tra i lupi non imparerà a camminare. Ne consegue che chi pensa di non informarsi sulla cura della prole pensando di “seguire l’istinto” resterà deluso perché non esiste questo istinto in natura per noi. Chi non ha altri modelli di riferimento se non quelli disponibili divulgati dai media arriverà naturalmente alla conclusione che il biberon è più evoluto della tetta, (perché i produttori di latte in polvere non ci guadagnano nulla se il bambino succhia dal seno), che il parto è un problema da affrontare e non una tappa fondamentale della sessualità di una donna, (il terrorismo fa molto skoop) che e inconsapevolmente divulgherà a sua volta queste credenze
La mia situazione, non posso negarlo, parte con degli ottimi presupposti. Possiamo permetterci una colf, ho dei genitori fantastici e dei suoceri bravissimi e disponibili, ho un marito spettacolare. Non tutte le mamme sono così fortunate, me ne rendo conto. Però credo che qualunque mamma, se vuole, ha accesso alle informazioni che ho trovato io e che servono per potersi “confezionare” la propria formula della felicità, basta non fermarsi al “si fa così” detto da qualcuno, e scegliere di essere artefici della propria serenità, dalla quale dipende poi quella del nostro bimbo.
Alcuni libri resteranno sempre nella mia biblioteca privata. Sono stati un sostegno importante e una fonte di informazioni e di consigli che ho sperimentato su Gaia e ho quindi potuto selezionare i comportamenti che con lei funzionavano bene, facilitandomi la vita.
Mi hanno fatto capire che i miei dubbi, timori e sensazioni erano condivisi da molte altre persone. Per me sono stati essenziali per mantenere la mia autostima. Ma nessuno di essi è per me una “Bibbia”. Io ho assimilato, elaborato, riassunto e composto un mosaico di informazioni, idee e filosofie di pensiero.
Non applico un “manuale”. Ho “creato” il mio e ne sono molto felice.
Sono consapevole che è solo l’inizio, la mia bimba è piccola e la vita lunga.
Ma, si dice, chi ben comincia…
Aiuti per affrontare travaglio e parto.
- Il Calore: Fare un bagno caldo (solo se non si sono rotte le acque). Tenere i muscoli rigidi è molto difficile quando ci si trova nell’acqua calda.
- Una borsa d’acqua calda all’altezza dei reni sarà di grande sollievo
- Un massaggio sulla schiena sul collo e sulle gambe. Scuotendo i muscoli di natiche e cosce si riesce ad ottenere un metodo efficace di rilassamento per molte donne in travaglio. Questo metodo viene applicato istintivamente in diverse parti del mondo, il che indica il valore universale di questa tecnica.
- Movimento e forza di gravità: fare una passeggiata, muoversi, camminare. Generalmente le posizioni e le attività scelte dalla partoriente per alleviare il dolore sono proprio quelle che favoriscono il travaglio o mettono il feto nella posizione giusta per il parto e migliorano la circolazione. Il movimento aiuta la dilatazione della cervice durante la prima fase del travaglio. Le posizioni comuni sono sedersi, inginocchiarsi, stare in piedi, accovacciarsi o mettersi a quattro zampe.
- Bere: bere molto può prevenire la disidratazione e inoltre stimola il movimento mandandoti spesso in bagno. Stare sedute sul wc inoltre rilassa la muscolatura pelvica e aumenta la pressione del bambino sulla cervice e la discesa nel canale del parto.
- Respiro: respirare lentamente e profondamente a bocca aperta. Respirare a fondo e lentamente può cambiare le sensazioni corporee della donna, così come i suoi pensieri. Provoca un generale rilassamento dei muscoli del corpo, specialmente quelli del pavimento pelvico oltre ad essere utile per l’espansione polmonare che aumenta la disponibilità di ossigeno per madre e bambino.
- La componente sessuale del parto: i benefici che tecniche come la stimolazione dei capezzoli apportano all’andamento del travaglio sono di gran lunga superiori al rischio di provocare imbarazzo in chi vi osserva. La stimolazione dei capezzoli è uno dei migliori metodi per far ripartire un travaglio bloccato o accelerarne uno in corso poiché stimola la produzione di ossitocina naturale.
- La legge dello sfintere: i travagli che non portano a un parto normale dopo un ragionevole spazio di tempo sono spesso rallentati o bloccati a causa di mancanza di intimità, paura o stimolazione della parte sbagliata del cervello della donna in travaglio. Gli sfinteri (bocca, ano, vagina) come ogni muscolo involontario, sono condizionati dalle emozioni, funzionano meglio in un’atmosfera rilassata, nell’intimità e in un luogo privato. Non reagiscono a un comando tipo “Spingi!” o “Rilassa!”. Si possono chiudere all’improvviso se un soggetto si arrabbia, viene spaventato o umiliato, perché alti livelli di adrenalina non favoriscono l’apertura degli sfinteri, talvolta li bloccano addirittura. Lo stato di rilassamento della mascella è direttamente correlato alla capacità della cervice della vagina e dell’ano di aprirsi completamente. Una delle migliori forme di analgesia è il sorriso o ancora meglio, la risata. “dico spesso che la parte bassa del nostro corpo funziona meglio quando quella alta (la mente) si diverte. E’ stupefacente come lavori meglio quando pensiamo a lei con umorismo e affetto piuttosto che con terrore e vergogna.”
- La bocca: Se ho i muscoli del viso contratti, incoraggiami a rilassarli e ad aprire la bocca, rilassare la bocca aiuta a rilassare la cervice. “Le donne le cui bocche sono rilassate e aperte durante il travaglio e il parto raramente incorrono in lacerazioni. Questo effetto viene rafforzato se si emette anche un suono, sufficientemente basso da far vibrare la cassa toracica, al movimento dell’espirazione.” Non tutte le donne sono delle cantanti professioniste ma ognuna può intonare qualcosa mentre sta per partorire. Emettere suoni bassi con la bocca è utile al rilassamento. “L’ostetrica mi disse “Ok, bene così, sono suoni positivi, vai benone”. Tra una contrazione e l’altra cantavo “Omm, omm” un suono rilassante emesso a gola aperta. L’ostetrica a un certo punto mi suggerì di prendere un bel respiro e far vibrare le mie labbra come una pernacchia, come il verso del cavallo, perché era impossibile che la cervice rimanesse chiusa facendo questo movimento con la bocca.” Le donne che hanno provato questa tecnica quando hanno dolori mestruali l’hanno trovata estremamente utile per alleviare il dolore.
- Baciarsi produce ossitocina. “Un’ostetrica suggerì a me e mio marito di baciarci durante le contrazioni, diceva che per lei era stato veramente utile durante i suoi parti.”
- Connessione mente-corpo: Ricordare alla donna che il bambino sente la sua forza e anche la sua angoscia. Molto spesso una madre giunge a capire che non ha nulla da perdere parlando positivamente. Allora potrebbe dire a sua marito quanto gli vuole bene per esempio. “Non ho mai visto la cervice di nessuna donna rimanere serrata e inflessibile al suono di parole dolci e positive”.
- Non respingere le contrazioni. Ogni contrazione, specialmente le più forti, avvicinano al momento del parto, sono quindi positive e devono quindi essere “desiderate” non temute. Non vanno affrontate come “contrazioni uterine” ma come “sensazioni interessanti che richiedono tutta la tua attenzione”. Una donna che soffre forti dolori mestruali è già, in qualche misura, allenata e ciò la dovrebbe aiutare a partorire senza essere terribilmente spaventata dal dolore in se stesso.
- Visualizzare l’utero come una caverna inondata dall’oceano. Ogni onda che entra nella caverna viene poi spazzata via dalla bassa marea. Cerca di arrenderti a queste ondate e lasciati cullare.
- L’uomo è un mammifero ed è in grado di affrontare un parto come qualunque altro grosso mammifero esistente sulla terra. Realizzare durante il travaglio questa verità aiuta ad affrontare con istintualità questa esperienza.
- “Focalizzare l’attenzione su tutte le altre donne del mondo che si trovavano in travaglio come me non mi faceva sentire sola.”
- “Mi resi conto che dovevo focalizzare la mia attenzione sul rimanere aperta. L’ostetrica mi disse di avere fiducia nel mio corpo che non avrebbe mai fatto nulla che non potesse sostenere.”
- Udire qualcuno che dice che sta andando tutto per il verso giusto fa realmente sentire meglio. Frasi come “Stai ancora facendo progressi!” e “Sono certo che ce la farai” sono di enorme aiuto. “Era seduta sul letto tra le braccia di suo marito. Lui le sussurrava nell’orecchio che era meravigliosa lei fu certa di aver sentito aprirsi la cervice dopo aver udito quelle parole. Chiese al marito di ripetere quelle parole e lei sentì ancora la cervice che si apriva. Presto la cervice fu completamente dilatata e la donna partorì. Cosa c’è di più liberatorio per un padre in attesa di sapere che le sue parole piene di amore possono essere in grado di dare forza ed energia alla sua compagna per facilitarle il parto?”. “ Quante volte ho visto gli occhi di una donna spalancarsi per lo spavento per il potere delle contrazioni. Quando vedo quegli occhi so quali sono le parole che possono0 alleviare quel tipo di paura: Non ti preoccupare, non ho visto mai nessuna esplodere o dividersi a metà, uscirà solo il bambino, il tuo corpo è molto saggio, spinge fuori solo quello che deve uscire. Ciò che accade è che con il sollievo e la gratitudine arriva un’ondata di endorfine, oppiacei naturali.” “Portare un bambino in grembo deve essere privo di pericoli per le donne civilizzate quanto lo è per le selvagge!”.
- Se la dilatazione subisce un arresto, incoraggiare a dire qualcosa di positivo. “Cominciai a dire “Penso di farcela” e poi ”So che ce la posso fare” “Posso aprirmi ancora di un centimetro” “Voglio solo aprirmi”e il bambino entrò nel canale da parto. Il parto è la prova che mente e corpo sono una cosa sola. Nel momento in cui la mia bocca si è aperta e ha lasciato uscire parole positive anche il collo dell’utero si è dilatato molto più che in precedenza.” “Dopo un po’ la visitai per vedere a che punto era la dilatazione e lei mi disse “Voglio solo lasciare uscire questo bambino”. Mentre diceva queste parole la cervice si dilatò di altri due centimetri sotto le mie dita. Fantastico pensai che si riesca a dire al proprio corpo esattamente cosa si vuole e che si riesca ad ottenerlo”
- “Quando le contrazioni si fecero più forti mi suggerì di guardare qualcuno negli occhi.Le ostetriche hanno avuto fiducia in me e nel mio corpo e in loro non ho visto gli sguardi corrucciati e preoccupati, non pensavano che ero troppo lenta.”
- “E’ importante ricordare che i nostri corpi devono essere progettati piuttosto bene altrimenti come si spiega che vi siano così tanti esseri umani anche in paesi del terzo mondo?”
- Il dolore del parto: Quando ci si ferisce e si sente dolore il messaggio del dolore è “Vattene via!” oppure “Difenditi!”. Il Messaggio mandato dal dolore del parto è completamente differente. Dice: “Rilassa i tuoi muscoli pelvici. Lasciati andare, arrenditi. Segui la marea, non combatterla perché è più grande di te”. Durante una contrazione potrebbe capitare di sentirsi terribilmente lacerate ma i modi calmi e comprensivi e le parole di chi assiste possono comunicare che non c’è nessuna lacerazione in atto. La coscienza di ciò in questi momenti è così rassicurante che spesso è possibile percepire il dolore che diminuisce o le proprie capacità di sopportazione che aumentano. “Sono le donne che fanno del loro meglio per venire incontro alle contrazioni e lavorare con loro che mi sembrano più portate ad avere un parto orgasmico”. La cosa interessante del dolore del parto è che si tratta di un dolore nitido, una volta che l’esperienza si è conclusa non c’è più, accade senza causare alcun danno al corpo. La donna che partorisce senza interventi chiude i conti con il dolore quando il bambino nasce.
- “Lo sgabello da parto mi è stato utile per accelerare la discesa del bambino”
- L’uso dell’epidurale aumenta i rischi di lacerazioni del perineo, il ricorso all’episiotomia, uso di ventosa e parto cesareo. Per questo è utile incoraggiare la donna a fidarsi delle sue capacità per poter evitare l’epidurale. L’utilizzo appropriato dell’epidurale è indicato nei seguenti casi: parto cesareo, travaglio abortivo, sofferenza fisica percepita come intollerabile in travaglio, fobia del travaglio, motivi medico-internistici che sconsigliano lo stress da travaglio.
- Quando una donna arriva a dire frasi come “Non ce la faccio più” è sicuramente giuta al termine della dilatazione. Pertanto il travaglio è ormai avviato alla conclusione.
- Non bisogna desiderare di spingere durante il travaglio, il parto non è un avvenimento atletico. E’ il corpo a dirti quando è il momento di spingere. Anticipare le spinte fa solo perdere energie essenziali facendoti arrivare esausta al momento delle vere spinte.
- Anche se suona brutto, il vomito ha una sua funzione: un forte conato di vomito spinge in avanti il collo dell’utero facendo scivolare il bambino verso il basso. Di solito avviene poco prima che arrivi il moneto delle spinte.
- Il perineo: la natura in tutte le sue azioni, intende adattare i suoi mezzi a un fine e il perineo non è certamente stato creato per essere lacerato. La maggior parte delle donne è ben equipaggiata per fare figli senza la più piccola lacerazione, ovviamente con un aiuto appropriato, una buona preparazione, una giusta atmosfera e riguardo nei loro confronti.
- “43 delle prime 50 nascite che abbiamo assistito sono avvenute senza lacerazioni o episiotomia. Le 7 donne che avevano avuto bisogno di punti avevano avuto solo piccole lacerazioni.” “Judy mi aveva insegnato che una donna riesce a incrementare la larghezza della sua vagina durante il parto, dirigendo la sua attenzione nella giusta direzione, la fiducia di aprirsi” “Gli uomini danno per scontato che il loro organo sessuale possa diventare grosso e poi tornare piccolo senza alcun danno. Gli organi genitali delle donne hanno capacità simili, la differenza è che la congestione vascolare dell’uomo è a lui visibile, quella della donna no.”
- Ridere durante il momento di incoronamento rilassa il perineo ed evita lacerazioni. “Quella risata, nel massimo momento di incoronamento rilassò il perineo al punto che nonostante la sensazione di bruciore che sentiva e una testa di 38 cm di diametro riuscì a partorire senza neanche un graffio.”
- “Non mi lacerai ne mi fecero l’episiotomia. L’ostetrica aveva usato dell’olio caldo per massaggiarmi il perineo mentre stavo incoronando. Io poi avevo cercato di rimanere rilassata mentre partorivo. Tenendo faccia e muscoli del collo rilassati ed emettendo dei piccoli suoni ci riuscii grazie anche all’incoraggiamento e alle rassicurazioni delle ostetriche.”
- Quando la testa del bambino sta per uscire cercate di rallentare il più possibile le vostre spinte.
- “Alcune donne usano stimolare il clitoride mentre il bambino emerge. Questo atto sembra incrementare la vasodilatazione della vagina il che spiega come io non abbia mai assistito alla benché minima lacerazione nelle donne che hanno usato questo metodo di rilassamento durante il parto.”
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