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martedì 20 maggio 2014

24 MAGGIO - VACCINAZIONI PEDIATRICHE: Per Una Scelta Consapevole


Inoltro questo interessantissimo appuntamento che si terrà Sabato 24 Maggio alle ore 15:30 presso l'Aula Magna Seminario Vescovile, Via Cairoli n. 20 a MANTOVA.
          Il convegno sarà tenuto dal Dr. Serravlle  autore dei celebri libri:




Il 24 Maggio a MANTOVA.
Non vedi le immagini ?

 

Ciao Mamme
 
A Mantova il prossimo 24 Maggio un appuntamento da non perdere !


Il Dott. Eugenio Serravalle e l'Avv. Luca Ventaloro in un convegno dal titolo: "Vaccinazioni Pediatriche: Per Una Scelta Consapevole".






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venerdì 31 maggio 2013

Libro "SOTTO IL CAMICE NIENTE?" del Dott.Lucio Piermarini




Elisa ci invita alla lettura di questo nuovo libro:

Lucio Piermarini, il famoso pediatra scrittore del libro di autosvezzamento "Io misvezzo da solo!" torna a far sorridere (ma anche un pò no) con il nuovo libro "SOTTO IL CAMICE NIENTE?", facendo il punto sulla situazione della pediatria in Italia.

"Questo libro prova a far chiarezza dall'interno del sistema, fornendo informazioni di prima mano, derivanti direttamente dall'esperienza professionale dell'autore, e sollecitando la partecipazione concreta dei lettori.
L'obbiettivo è far comprendere quale inestimabile patrimonio nazionale sia l'attuale Servizio Sanitario e il ruolo dei suoi protagonisti, cioè i cittadini, medici e politici, nella genesi dei suoi difetti e nella loro possibile eliminazione sulla base delle soluzioni offerte dalla ricerca.
Castigando i "cattivi costumi" si vuole far tesoro delle esperienze, imparare dagli errori per capire cosa ciascuno di noi può fare per la salute propria e per quella degli altri.
Il tutto con passione, e autoironia sulla falsariga di dialoghi brevi e racconti di satira del mondo pediatrico popolato di personaggi che non farete fatica a riconoscere."


Vi cito un paio di frasi del libro che mi sono particolarmente piaciute:
"Il bambino nasce potenzialmente malato, viene consegnato ai genitori potenzialmente sano e continua a fluttuare tra queste due condizioni indefinitivamente, alimentando un atteggiamento insicuro e iperprotettivo in tutti i componenti della famiglia. Le tante raccomandazioni, verbali e scritte, e i tanti farmaci veri e falsi che vengono riversati sulla mamma alla dimissione, spesso con molta fretta e scarsa partecipazione, sono come un suggello alla dipendenza eterna di quella famiglia dall'autorità certificata del pediatra."

"Una mamma che sa di poter far bene è una mamma più felice, perchè sta bene col suo bambino e lui sta bene con lei. I bambini non vogliono per mamma una puericultrice che esegua gli ordini del pediatra, non gli importa un fico secco che commetta qualche errore tecnico, le perdoneranno tutto a patto di non essere considerati oggetti da tenere sotto una campana di vetro, ma una persona da amare. Perchè, non dimenticate una cosa molto, molto importante che dovreste ormai aver fatto vostra: anche il neonato è già una persona. "



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Per chi non l'avesse ancora letto, ecco invece il primo libro dell'autore.



giovedì 30 maggio 2013

Per le mamme che scelgono di smettere di allattare


Per le mamme che scelgono di interrompere l' allattamento ma possono e desiderano farlo con la complicità dei loro bambini e senza lacrime, mi sono stati segnalati diversi libri che contengono ottimi consigli in merito.
Ve ne giro l'elenco, anche se sicuramente ne esistono molti altri utili allo scopo.


"Allattare, un gesto d'amore", di Paola Negri
(il mio libro sull'allattamento preferito, davvero molto completo)



"Allatti ancora?" di Norma Jane Bumgarner (Leche Ligue)


"E se poi prende il vizio?" di Alessandra Bortolotti , un bestseller ormai.



"Il concetto del continuum" di Jean Liedloff



"Sapore di mamma", di Paola Negri (per le mamme che scelgono l'allattamento prolungato, un libro pieno di incoraggiamenti riguardo la NON-Anormalità di questa scelta. Ma anche consigli per interrompere dolcemente)


E' chiaro in questi libri che il distacco dolce dal seno è tanto più semplice quanto più grande è il bambino perchè diventa possibile spiegargli le nostre esigenze (e soprattutto che lui le comprenda razionalmente) e "contrattare" con lui gli orari, le condizioni e la frequenza delle poppate, lasciando a lui l'onere di ricordarsi di chiedere. Potenzialemente in questo modo si possono ridurre le poppate progressivamente fino all'estinzione, a volte senza che lui nemmeno se ne renda conto.

Non mi stancherò mai di dire che ogni bambino è diverso, quindi non si può dare un'età "giusta" in cui sicuramente il bambino potrà capire ed accettare i vostri argomenti, ne dei "trucchi per far digerire meglio il distacco" che funzionino con tutti i bimbi. Sta alla mamma questa sensibilità e inventiva.

Certo, la soluzione più semplice (e salutare, sia per mamma che per bambino, visti i benefici dell'allattamento prolungato) è sempre quella che il bambino abbandoni il seno spontanemente, quando sarà lui a deciderlo, ma questo si può fare solo a patto che la madre viva sempre l'allattamento con piacere.
Le mamme che si trovano in questa situazione ma soffrono il giudizio della gente che le vede allattare un bambino "troppo grande" potranno trovare di immensa utilità ragionare col bimbo per decidere delle "regole", in modo da poter manterene la loro privacy per le poppate. Così il bimbo potrà continuare ad essere allattato, la mamma a godersi il suo allattamento e nessuno avrà più nulla da commentare.






lunedì 20 maggio 2013

Recensione del libro "Il mio bambino non mi mangia!"

Vi trascrivo strascichi di conversazione che trovo possaneo essere utili, fatti su facebook con alcune amiche mamme, in risposta all'argomento "paura che il bambino non prenda abbastanza peso" e "scelte alimentari sane".

Elisa scrive:
Ed eccoci arrivati all'angolo del libro! In questa puntata consiglio vivamente il libro "Il mio bambino non mi mangia" di Carlos Gonzàlez,


a mio giudizio il miglior libro sull'autosvezzamento e crescita del bambino e paturnie dei genitori. E se vi chiedete se vengo pagata per sponsorizzare i libri di Carlos Gonzàlez...la risposta è (purtroppo) no.
Per quanto riguarda le famigerate tabelle di crescita non possiamo pensare che se nostro figlio sta sopra la media è sano e se sta sotto c'è qualcosa che non va, perchè la media presuppone per definizione che il 50% dei bambini stia sopra e il 50% stia sotto.
Mettici poi che le curve di crescita sono state fatte su bambini allattati arificialmente (e quindi più inclini ad ingrassare) ...
(...)

Io condivido le scelte alimentari sane...cibi bio, niente cibi che contengano zucchero, niente fritti, niente salumi, niente formaggi (eccezione per yogurt naturale non zuccherato, ricotta fresca e ogni tanto poco parmigliano nella pappa), preferire legumi e pesce (soprattutto quello azzurro) alla carne...In particolare no allo zucchero perchè favorisce le carie (e non posso ancora lavare i dentini a Viola con lo spazzolino) e perchè non è un alimento nutriente ma piuttosto dannoso. Noi adulti ne siamo dipendenti e pensiamo che per i bambini i dolci siano desiderabili quanto lo sono per noi, ma un bambino che non ha mai assaggiato lo zucchero non lo può desiderare, perchè non lo conosce. E' ovvio che prima o poi anche Viola mangerà dei dolci (va a una festa di compleanno e non le faccio mangiare la torta??) ma perchè non cercare di posticipare questo momento il più possibile?
Il malto di riso è un dolcificante sano e perfetto per un bimbo piccolo (come per qualunque età).



Elisa continua, rispondendo a un'amica che lamenta il fatto che il suo bimbo si rifiuta di mangiare la frutta e lei per invogliarlo la dolcifica con amido di riso:
Dici che la mela è l'unica fonte di vitamine per lui. Dimentichi che lui trae tutti i nutrienti più importanti dal tuo latte, le vitamine gli arrivano tutte da lì. Se il tuo bimbo non vuole mangiare frutta o verdura cruda probabilmente è perchè in realtà non ne ha bisogno. I bambini, non essendo ancora "corrotti" dal problema della golosità, scelgono cosa mangiare a seconda delle sostanze di cui necessitano. Se hanno bisogno di proteine preferiranno la carne, il pesce, i legumi, se hanno bisogno di carboidrati preferiranno il pane alla mela, e così via. Se tu ti assicuri che ogni giorno lui possa scegliere tra carboidrati, proteine, vitamine, sei già a posto. Magari la sua dieta ti sembrerà sbilanciata, ma è stato provato che alla fine dei conti non è così e i bambini lasciati scegliere (tra proposte di cibi sani ovviamente) sono quelli che si autoregolano meglio con apporti di tutti i nutrienti in modo equilibrato. Resta il fatto che se ti senti meglio a dargli comunque due cucchiaiate di mela col trucchetto dell'amido di riso...fallo!

Se rifiuta qualche cibo particolare, non preoccuparti, significa che o non gli piace (puoi provare un'alternativa, la pera, al banana...) o non ha bisogno di quel tipo di nutrienti in quel momento. (Riproponiglielo dopo una settimana, forse il risultato sarà diverso)
Poi mano a mano che cresce si differenzieranno i cibi e allora li sarà proprio chiaro. Tipo, se mi ha fatto merenda col pane e la frutta, per cena predilige proteine. Se fa merenda con lo yogurt e la frutta predilige la pasta o altri carboidrati.
Io tra i libri per lo svezzamento che ho letto, trovo che quello di Gonzales sia il più fruibile e soprattutto ti tolga moltissime paturnie ma questo non significa che l'abbia preso come una Bibbia e lo abbia applicato alla lettera. Dopo aver letto W la pappa, Io mi svezzo da solo, Svezzamento paso dopo passo (della Leche Ligue) e Il mio bambino non mi mangia ho appurato che come dite voi, ogni pediatra ha un'opinione diversa, di conseguenza ho pensato che non potevo sbagliare di tanto e potevo permettermi di applicare un pò di tutti i libri, lasciando che la mia bambina si svezzasse da sola ma mettendole a disposizione solo cibi sani. Per quanto concerne i cibi allergizzanti anche io le ho fatto provare tutto prima dell'anno di età. Sempre con cautela (ovvero piccoli assaggi quando era la prima volta e osservandola bene nelle ore successive) e non abbiamo mai avuto problemi. Mi pareva infatti di aver letto (credo nel libro "Io mi svezzo da solo") che il problema di non dare cibi potenzialmente allergizzanti al bambino sotto l'anno di età non è dovuto al fatto che se glielo dai prima dell'anno sviluppa l'allergia e se invece glielo dai dopo l'anno non la sviluppa. Se un bambino è destinato ad essere allergico ad un alimento lo sarà comunque prima o dopo. La differenza sta nel fatto che una reazione allergica in un bimbo di pochi mesi spaventa di più che in uno più grandicello. Secondo me basta procedere con il buon senso, tutto qui.

Infine vorrei condividere una riflessione personale. A volte riscontro alcune incoerenze nelle "prescrizioni alimentari" di certi pediatri: potrei dire con sufficiente certezza che il grana è un latticino e contine sale. Passi che si dice che è meno rischioso del latte di mucca ed è più digeribile ecc. e mi sta bene(ma comunque per un bambino allattato il latte di mucca e i suoi derivati sono del tutto superflui come alimenti). Ma...e il sale? i pediatri insistono tanto niente sale niente sale...ma il parmigiano è uno dei primi alimenti che secondo loro puoi dare ai bimbi. E vogliamo parlare del prosciutto cotto??? Il "prosciuttino". Ovvero: grassi animali, sale e conservanti. Eppure anche questo uno dei primi cibi consigliati per lo svezzamento...ma scherziamo? con questo non voglio dire che questi cibi non devono mai essere dati ai bambini eh? Un assaggio ogni tanto è un conto. Ma un pasto intero e tra l'altro consigliato da un pediatra...insomma...io direi anche no. I libri che ho letto mi hanno insegnato a pormi delle domande ecco. E a leggere le etichette degli ingredienti. Ad esempio quando ho letto di cosa sono composti i Plasmon ho deciso che non era un alimento utile a mia figlia e ho trovato alternative più sane per la merenda di ogni giorno. Eppure il plasmon sciolto nel biberon è la merenda più tradizionale proposta dalle mamme io credo.... bho.

domenica 5 maggio 2013

Bésame mucho - Carlos Gonzalez. I bambini sono PERSONE.

La "collega mamma"  Elena, desidera condividere la sua opinione su questo libro.



Credo che questo libro dovrebbero darlo in mano a ogni madre che esce da un ospedale con il bimbo in braccio.
E' un libro che ogni tanto vado a rileggermi perchè ha il potere di infondere grande serenità.
E' scritto da un noto pediatra spagnolo, fondatore e presidente dell'associazione catalana per l'Allattamento materno, ma tratta di temi che vanno ben al di là dell'allattamento e quindi adatto anche a mamma che non hanno potuto (o voluto) allattare.
La prima volta che lo lessi Sofia aveva pochi mesi e pensai che era un bel libro, leggero, divertente e profondo al tempo stesso. Forse un pò troppo "permissivista". Diciamo che lo condividevo per un buon 90%.

Quando dopo circa sei mesi lo ripresi in mano mi sorpresi del fatto che non mi sembrava più permissivista ma realista. In quei mesi infatti ero cresciuta come madre e il mio percorso mi aveva svelato quanto fossero infondate certe affermazioni e luoghi comuni sui bambini.
Mi riferisco al fatto di ritenere comunemente i bambini "monelli" o "dispettosi" o "che ti vogliono mettere alla prova" o "capricciosi".
Avendo in quei mesi approfondito il discorso sull'importanza della comunicazione con i bambini tramite la lettura di qualche libro e la partecipazione a un corso Gordon "Genitori Efficaci"  avevo sperimentato su Sofia ciò che avevo appreso e semplicemente...funzionava. Ci capivamo. Quando comunemente qualcuno avrebbe detto "sta facendo un capriccetto" io riuscivo a vedere che non c'era alcuna malizia in lei.
Era proprio vero: Sofia non traeva nessuna soddisfazione nel "darmi fastidio".
La verità era lì alla mia portata, bastava guardare l'espressione di mia figlia: Sofia aveva un problema, e il suo unico modo per comunicarmi i suoi bisogni era quello di "lagnarsi".
Rimproverarla o ignorarla non era la risposta che volevo ricevesse da questa sua richiesta di aiuto.
Ecco perchè quando rilessi il libro di Gonzalez per la seconda volta...lo compresi tutto perfettamente e capii che non era permissivista ma semplicemente rispettoso perchè denudato dai falsi stereotipi comunemente diffusi di cui pochi mesi prima ero ancora intrisa anche io.

E' molto diverso partire dalla premessa che il bambino è una creatura buona e pensare invece che il bambino è una cratura buona solo fintanto che "sta buono".

Dire che un bambino sta facendo un capriccetto significa chiudere subito i canali di ascolto ed emettere immediatamente una sentenza irrevocabile di punizione per "correggere il comportamento inaccettabile".
Ma il comportamento da cosa è provocato? Ce lo si chiede davvero o lo si indaga solo superficialmente?

Perchè, se un uomo è "innocente fino a prova contraria", un bambino no??

Il bambino è buono, ora ne sono certa.
A volte i bambini hanno comportamenti sgradevoli perchè li hanno appresi da cattivi esempi (per es. dicono le parolacce) oppure perchè semplicemente non conoscono gli effetti che possono avere sulle altre persone o su loro stessi (stanno sperimentando le loro potenzialità fisiche o le leggi della natura).
Permissivismo sarebbe lasciare fare a un bambino tutto quello che vuole senza intervenire.
Se un bambino si comporta in un modo inaccettabile per prima cosa, invece di arrabbiarsi sarebbe ragionevole analizzare il perchè lo fa. Poi si potrà reagire come si riterrà utile e necessario. A volte si è troppo stanchi e la pazienza viene meno, ma non mascheriamo questi nostri stati incolpando il bambino, se in una certa occasione sono troppo stanca per rispondergli come si deve, ok, sono umana, non sono divina, magari in quell'occasione farò ciò che posso. Però almeno sono consapevole che quello che sto vivendo non è un dispetto da parte del bambino ma un conflitto di bisogni (il mio di riposarmi, il suo di esprimersi).

Ieri alla grigliata del primo Maggio una signora, vedendomi accontentare Sofia (2 anni) che voleva bagnarsi le manine alla fontanella per l'ennesima volta ha commentato sorridendo "ah...ma qui siamo viziatelle!". Le ho risposto sorridendo: "Bhe, se per vizio intende assecondare il suo desiderio di scoperta del mondo, si, è una bambina molto viziata! Ma se invece per viziata intendiamo dire che fa tutto quello che vuole senza freni, no, Sofia è una bambina molto ubbidiente invece, basta parlarle nel modo giusto." lei rispose "Perchè allora non le dici di no e vediamo se ti ubbidisce?". "Perchè sono daccordo con lei: l'acqua è molto divertente e ci sono dei segreti che evidentemente non ha ancora carpito dalla fontanella!".

Penso che sarebbe stato facile per me interrompere il gioco di Sofia, certamente non semplicemente "dicendole di no"! Però ormai per lo più so come parlarle affinchè mi ascolti. Il fatto però era che non avevo reali motivi per farlo. Dimostrare qualcosa a quella signora non era più importante di permettere a mia figlia di imparare qualcosa di nuovo dal mondo.
Penso quello che ho detto: è una bambina molto ubbidiente. Ma non significa che sia un soldatino: "Fai questo" e "fai quello". Grazie a Dio ha un cervello! Ubbidisce solo se viene trattata con rispetto. Se viene trattata come una PERSONA, e non come un cagnolino addestrato. C'è da stupirsi?

I bambini sono PERSONE, questa è stata la scoperta di questi ultimi mesi di maternità.
Vi rivolgereste mai a un vostro amico come vi rivolgete a vostro figlio? Se la risposta è no, la domanda seguente è "E pechè?". Perchè a un vostro amico vi rivolgereste con educazione e rispetto ma vostro figlio non è degno di questo trattamento? E vi sentite forse "Permissivi" con il vostro amico, solo perchè lo trattate con gentilezza invece che imporvi con arroganza? Perchè una sculacciata al bambino è legittima ma la stessa cosa a una fidanzata non è accettabile?
In pratica è di questo che parla il libro di Carlos Gonzalez: perchè i bambini non dovrebbero essere trattati come le altre PERSONE?
Si può educare un bambino e contemporaneamente rispettarlo? Dalla mia piccola, singola esperienza...semplicemente si.


Ringrazio Francesca per queste parole che credo possano aprire una bella riflessione personale in ogniuno di noi e concludo solo, trascrivendo alcune frasi tratte dal libro:

"Coloro che attaccano il bambino sembrano credere che in questo modo difendono i genitori (...) ma si sbagliano perchè genitori e figli in realtà, stanno dalla stessa parte."

"(...)Tabù relativi al pianto: è proibito preoccuparsi dei bambini che piangono, dare loro ciò che chiedono.
Tabù relativi al sonno: è proibito far addormentare i bambini in braccio o allattandoli, cantare o cullarli perchè si addormentino, dormire con loro.
Tabù relativi all'allattamento: è proibito allattare in qualsiasi momento o in qualsiasi luogo o un bambino "troppo grande"(...)
Tutti questi tabù e pregiudizi fano piangere i bambini e non riescono a rendere felici i genitori. Chi soddisfano allora?Forse qualche pediatra, psicologo educatore o vicino che li propugna? Tutte queste persone non hanno diritto di darti indicazioni perentorie, di dirti come devi vivere la tua vita e come devi trattare tuo figlio.
Troppe famiglie hanno sacrificato la propria felicità e quella dei loro figli sull'altare di qualche pregiudizio senza fondamento.Con questo libro vogliamo smentire miti, rompere tabù e dare a ogni madre la libertà di godere della sua maternità così come lei desidera."

"La nostra società non tratta i bambini con lo stesso rispetto con cui tratta gli adulti."

"Nell'essere umano, e in minore grado in altri primati, il comportamento non dipende solo dai geni, ma anche dall'apprendimento. I comportamenti appresi non si possono trasmettere attraverso i geni ma tramite l'esempio e l'educazione, non soltanto ai discendenti ma anche ad altri membri della stessa specie.(...)
Per colpa della selezione culturale non possimo più affermere che noi esseri umani cresciamo i nostri figli nella migliore maniera possibile.(...)
Pertanto, difronte a comportamenti che non dipendono dai geni ma dalla cultura, non è più lecito il ragionamento secondo cui "se lo fanno tutti, servirà a qualcosa". non è lecito ne per la nostra cultura ne per qualsiasi altra."

"Educare male" significa educare con poco affetto, poco contatto fisico, poco rispetto e poche coccole. E' impossibile educare male un bambino prestandogli molta attenzione, prendendolo molto in braccio, consolandolo molto quando piange o giocando molto con lui."

"Quando un bambino smette di chiamare la madre perchè non ne ha più bisogno non è come quando smette di chiamarla perchè sa che, per quanto la chiami, lei non gli presterà mai attenzione."

"I bambini cresciuti con affetto sono affettuosi e rispettosi. (...) Questa è la loro tendenza naturale, infatti nell'essere umano la cooperazione con altri membri del gruppo è naturale quanto camminare o parlare. I bambini diventano aggressivi se gli adulti in qualche modo li hanno indotti a deviare dalla loro naturale inclinazione. I bambini "educati" a suon di grida gridano. I bambini "educati" a suon di schiaffi, picchiano."

Carlos Gonzalez



E voi avete letto questo libro? Cosa ne pensate?









mercoledì 1 maggio 2013

Recensione del Libro "Mamma parla con me"

L'amica Jana, ci segnala questo libro.

Ciao tutte ieri ho scoperto un libro che mi ha entusiasmata moltissimo "Mamma parla con me" di Nancy Cadjan. Insegna a usare la lingua dei segni con i bambini piccoli, cosi si riesce comunicare in modo efficace con loro anche prima che comincino a parlare e mi sembra una cosa fantastica ho la sensazione di partire verso un'avventura incredibile. Mi ha emozionato cosi tanto che non ho dormito stanotte :)
Gli insegno la lingua dei segni, la lingua che usano i sordomuti. In america hanno provato con bambini sani e sembra che funzioni, io ci credo e ci proverò ma visto che Filippo è piccolino i risultati li vedrò solo fra qualche mese . E interessante non solo per comunicare ma per lo sviluppo intellettivo in generale. 
Nel libro c'è scritto che i bambini che usano i segni imparano a parlare prima.


Non serve iniziare subito, il libro spiega che si può partire anche dal 18-22 mesi. Se il bambino è un po più grande vedi i risultati prima, io devo aspettare qualche mese. Le persone che si prendono cura del bambino quando capiscono di poter sapere con precisione cosa il bambino ha bisogno di solito sono loro a voler imparare. Per adesso scrivo solo che l'avevo letto, non ho nessuna esperienza personale. L'unica cosa che noto ora è che Filippo mentre gli parlo guarda con evidente attenzione. Prima mi guarda in viso e poi sposta lo sguardo sulla mano con la quale faccio il segno.


Ho avuto modo di leggerlo e lo trovo interessante. Non condivido del tutto il retaggio culturale di sottofondo (tipo il dare per scontato che il bambino dorma da solo), ma l'idea di comunicare coi segni è geniale! Grazie Jana! 


lunedì 29 aprile 2013

Pediatri che rispettano i bambini

Dopo la delusione dei consigli sullo svezzamento, generosamente elargiti da una procace quanto disinformata assitente del mio pediatra ASL (vedi il mio articolo) mi sono messa alla frustrante ricerca di un pediatra il cui mestiere fosse quello di RISOLVERE i problemi reali e non quello di CREARNE di inesistenti, magari buttando lì una facile e ignorante diagnosi di "insonnia infantile" o un'assurda sentenza tipo "lo stomaco del neonato deve riposare, quindi non lo può attaccare al seno ogni mezz'ora".
Il premio Nobel per il miglior consiglio pediatrico di pedagogia nera va però alla pediatra che mi ha consigliato il libro "Fate la nanna". Se vi viene voglia di sapere che dice questo libro vi consiglio di comprare il libro "FacciaMO la nanna. Quel che conviene sapere sui metodi per far dormire il vostro bambino" di Grazia Honnegger Fresco. Vi farà il riassunto del libro di Estivill e ve lo smonterà pezzo per pezzo.
L'avrei dovuto consigliare io alla suddetta pediatra.

Comunque, tornando a noi, ho chiesto consiglio ad alcune amiche mamme su facebook, che mi hanno indicato i pediatri scelti da loro:
Il Dott. Pinelli
il Dott Leggeri
e il Dott. Davide Angelucci

Avendo optato per il secondo, visto cha abito a Mantova, vi trascrivo le informazioni che mi sono state date da un paio di amiche avvedute:
Dott. Leggeri, di seguito qualche notizia. Mi dicono che è uno con cui si può parlare e disponibile.
Il dottor Giorgio Leggeri è nato a Mantova il 24 Aprile 1955, si è laureato in Medicina e Chirurgia presso l’università di Verona nel 1983. Ha preso la specializzazione in Pediatria presso l’università di Milano frequentando la clinica pediatrica dell’ospedale S.Raffaele.
Dirigente di Primo Livello presso il reparto di Pediatria dell’Ospedale “Carlo Poma” di Mantova dal 1990 al 1999.
Da circa 12 anni si interessa di medicina olistica, dopo aver preso il diploma con corso quadriennale a Bologna di omeopatia.
Ha pubblicato articoli scientifici su prestigiose riviste internazionali come American Jornal of Gastroenterology e il Journal of Pediatrics endocrinology and Metabolism.
Il suo lavoro è promuovere la medicina naturale per adulti e bambini attraverso l’omeopatia e la fitoterapia curando patologie acute e croniche riconducendo la persona all’equilibrio psicofisico perso.
Il dottor leggeri esegue ricerca di allergie con PRICK test per: Pollini, Polveri di casa (dermatophagoides), Peli di animali (cani,gatti) in soggetti con Rinite e/o congiuntivite cronica, Tosse ricorrente, Asma bronchiale e test Kinesiologico per eventuali intolleranze alimentari in soggetti con: Dermatite atopica, Afte ricorrenti, Malattie croniche intestinali.
Visita anche a domicilio e utilizza sia la medicina allopatica che quella omeopatica oltre che la fitoterapia...
VE LO CONSIGLIO,anche solo per un parere rispetto alla crescita del vostro bimbo/a anche in relazione al rapporto con voi...


Gaia gode di ottima salute fortunatamente ma era da sei mesi che non facevamo un controllo della crescita quindi ho preso appuntamento col dr. Leggeri. E' stato amore a prima vista. Ha accolto e trattato Gaia con il massimo tatto e rispetto (lei era terrorizzata perchè l'ultima volta che era stata a gambe nude su un lettino medico l'avevano trivellata di aghi...l'ultimo vaccino...), ha iniziato dicendo esattamente quello che avevo bisogno di sentir dire da un professionista: la mamma è la principale esperta di suo figlio. Sa lei se il bambino sta bene o sta male, non ha bisogno di dirgielo il pediatra. Troppo spesso infatti i medici intervengono dove non c'è da intervenire, producendo danni maggiori. Il pediatra secondo lui serve per riportare a uno stato di equilibrio (ovvero alla salute) un bambino la cui madre abbia percepito in lui un malessere, o un'anormalità.
Mi ha spiegato che lui per quanto riguarda i bambini sotto i 3 anni, procede prendendo in cura la COPPIA madre e bimbo, perchè la salute del bimbo è fortemente correlata a quella della madre.
Già così mi aveva conquistata.
Ma poi mi ha raccontato degli anni di studi in Tibet, di come si fosse stupito del fatto che là curavano i bambini meglio di lui e di come si sia di conseguenza avvicinato alla medicina olistica. I bambini sembrano infatti particolarmente recettivi. Visto chè è la prima volta che mi avvicino a questo tipo di medicina ho chiesto se ci fosse bisogno di "crederci" affichè le medicine omeopatiche facessero effetto, e lui mi ha detto di no, che potevo restare scettica, perchè l'omeopatia non è un placebo, quindi avrebbe funzionato lo stesso.
Mi ha dato consigli sull'alimentazione di Gaia, già piuttosto buona fortunatamente, ma mi ha sollecitata a cercare di evitare del tutto la carne, preferendo il pesce, possibilmente quello azzurro, ed eliminare anche il latte di mucca. Yogurt, ricotta, latte di riso, bevanda di orzo invece vanno tutte benissimo.
Purtroppo non posso chiederlo come pediatra ASL perchè l'hanno messo sotto Bozzolo (mi pare...fortunato paese!) però, non ce n'è, per la salute fisica e psichica di mia figlia (e anche per la mia, diciamocelo!) non ho intenzione di fare una scelta economica e lasciarmi sfuggire questo splendido specialista.  Al diavolo! io me lo tengo come pediatra anche se privato.

Due settimane dopo Gaia ha avuto un pò di febbre e raffreddore. Ottima occasione per testare il nuovo pediatra! Chiamato, trovato subito, scritto la prescrizione, andata in farmacia, somministrato le gocce alla bimba (anche di sapore gradevole poffarbacco!!) e in 24 ore era sparito tutto.
Coincidenza??
Stregoneria??
Culo?????
Sta di fatto che questa prova l'omeopatia l'ha vinta in pieno e mia figlia non ha assunto nemmeno una goccia di Tachipirina.
E avanti così allora!!


N.D.R. Tutti glispecialisti, i negozi, le case editrici, i corsi e gli eventi indicati e consigliati su questo blog non vengono in alcun modo pubblicizzati sotto pagamento, ma solo per puro passaparola tra mamme che li hanno conosciuti direttamente e li vorrebbero consigliare ad altre mamme.

giovedì 18 aprile 2013

Perchè leggere e informarsi?




Un manuale lungo una vita
Ci si potrebbe chiedere perché mai leggere dei libri sul parto, sull’allattamento, sulla cura sulla psicologia e sull’allevamento dei bambini. Ho conosciuto donne che sostenevano di non voler leggere nulla per “non farsi influenzare”, perché volevano seguire il loro istinto. Il problema è che comunque sei influenzata, anche se non leggi dei libri. Si viene influenzati dalle aspettative e credenze della gente, dai bombardamenti dei media,  dalle pubblicità che ti fanno credere indispensabili materiali di consumo che indispensabili non sono (come il girello, lo sterilizzatore, la stanzetta del neonato…) che ti fanno credere che un bambino affezionato al suo biberon sia più psicologicamente sano di uno affezionato alla mamma e alle sue tette. Ci sono donne che si rifiutano di informarsi ma poi guardano programmi come SOS Tata, che danno ottimi consigli a volte ma a volte pessimi, secondo il mio parere (leggendo libri, ho potuto avere dei termini di paragone). C’è l’immagine stereotipata del bambino col ciuccio in bocca, nel passeggino, che indossa un paio di piccoli jeans o vestitini tanto belli quanto scomodi per i suoi movimenti, il bambino che “impara” a dormire da solo nel lettino abbracciato a un pupazzo, imparando a fingere che quello sia la sua mamma…e le persone di fronte a queste immagini generalmente sorridono commosse…a me fanno un po’ tristezza invece. Vedo un bimbo-bambolotto, vestito con abiti non pensati per la sua comodità ma per l’effetto scenico che hanno sugli adulti (in fondo è l’adulto che sborsa i soldi!), vedo bambini che si sono dovuti accontentare di surrogati materni quali il biberon o il pupazzetto, perché la loro mamma non c’è o non vuole concedergli il contatto fisico che loro richiedono, o nella quantità che loro richiedono.
Bhe, non credo che questo significhi “seguire l’istinto materno”, al contrario, credo significhi rinunciare a mettere in discussione le aspettative della società, non chiedersi perché a volte una regola da seguire “per il bene di tuo figlio” fa stare male sia te che tuo figlio. Non approfondire.
Ma qui si tratta della cosa più importante del mondo: i bambini. Il nostro futuro. Meriteranno un po’ di approfondimento gli argomenti che riguardano la loro salute psicofisica?
Bhe, Il mio istinto mi diceva che non sapevo nulla di bambini e che non volevo fermarmi ad ubbidire ciecamente ai consigli della televisione, dei conoscenti o dei medici. Volevo sapere il perché quei consigli erano ritenuti quelli giusti per crescere un bambino, volevo risalire alla fonte. Così ho intrapreso una vera e propria ricerca antropologico-pedagogica. Credo di aver letto più di una trentina di libri . In alcuni di questi ho trovato la risposta a uno dei miei dubbi più grandi: perché nei paesi industrializzati, nella nostra società moderna insomma, l’uomo ha disimparato a partorire (terrore del parto) ad allattare (com’è che solo le madri occidentali non hanno il latte??) e a prendersi cura dei bambini ascoltandoli e osservandoli e non applicando semplicemente un manuale uguale per tutti,(visto che nessun bambino è uguale all’altro). Perché abbiamo perso completamente fiducia nel nostro corpo e nella perfezione con cui Dio, o l’evoluzione se si vuole, ha creato sia madre che bambino? Perché è tutto così difficile insomma?
La risposta illuminante è stata questa. Una gatta, che sia selvatica o che sia domestica, che non abbia mai visto un’altra gatta allattare e prendersi cura della prole, sarà comunque in grado di farlo, per istinto. Una scimmia no. Scimpanzé e gorilla che in cattività non hanno mai VISTO allattare e curare la prole non saranno capaci di far sopravvivere il loro cucciolo. Perché i primati questi comportamenti li IMPARANO, così come un bambino impara a camminare perché vede gli altri farlo. Un bambino che cresce tra i lupi non imparerà a camminare. Ne consegue che chi pensa di non informarsi sulla cura della prole pensando di “seguire l’istinto” resterà deluso perché non esiste questo istinto in natura per noi. Chi non ha altri modelli di riferimento se non quelli disponibili divulgati dai media arriverà naturalmente alla conclusione che il biberon è più evoluto della tetta, (perché i produttori di latte in polvere non ci guadagnano nulla se il bambino succhia dal seno), che il parto è un problema da affrontare e non una tappa fondamentale della sessualità di una donna, (il terrorismo fa molto skoop) che e inconsapevolmente divulgherà a sua volta queste credenze

La mia situazione, non posso negarlo, parte con degli ottimi presupposti. Possiamo permetterci una colf, ho dei genitori fantastici e dei suoceri bravissimi e disponibili, ho un marito spettacolare. Non tutte le mamme sono così fortunate, me ne rendo conto. Però credo che qualunque mamma, se vuole, ha accesso alle informazioni che ho trovato io e che servono per potersi “confezionare” la propria formula della felicità, basta non fermarsi al “si fa così” detto da qualcuno, e scegliere di essere artefici della propria serenità, dalla quale dipende poi quella del nostro bimbo.
Alcuni libri resteranno sempre nella mia biblioteca privata. Sono stati un sostegno importante e una fonte di informazioni e di consigli che ho sperimentato su Gaia e ho quindi potuto selezionare i comportamenti che con lei funzionavano bene, facilitandomi la vita.
Mi hanno fatto capire che i miei dubbi, timori e sensazioni erano condivisi da molte altre persone. Per me sono stati essenziali per mantenere la mia autostima. Ma nessuno di essi è per me una “Bibbia”. Io ho assimilato, elaborato, riassunto e composto un mosaico di informazioni, idee e filosofie di pensiero.
Non applico un “manuale”. Ho “creato” il mio e ne sono molto felice.
Sono consapevole che è solo l’inizio, la mia bimba è piccola e la vita lunga.
Ma, si dice, chi ben comincia…

Aiuti per affrontare travaglio e parto.


Tratti dal libro La Gioia del parto, di Ina May Gaskin.


-         Il Calore: Fare un bagno caldo (solo se non si sono rotte le acque). Tenere i muscoli rigidi è molto difficile quando ci si trova nell’acqua calda.
-         Una borsa d’acqua calda all’altezza dei reni sarà di grande sollievo
-         Un massaggio sulla schiena sul collo e sulle gambe. Scuotendo i muscoli di natiche e cosce si riesce ad ottenere un metodo efficace di rilassamento per molte donne in travaglio. Questo metodo viene applicato istintivamente in diverse parti del mondo, il che indica il valore universale di questa tecnica.
-         Movimento e forza di gravità: fare una passeggiata, muoversi, camminare. Generalmente le posizioni e le attività scelte dalla partoriente per alleviare il dolore sono proprio quelle che favoriscono il travaglio o mettono il feto nella posizione giusta per il parto e migliorano la circolazione. Il movimento aiuta la dilatazione della cervice durante la prima fase del travaglio. Le posizioni comuni sono sedersi, inginocchiarsi, stare in piedi, accovacciarsi o mettersi a quattro zampe.
-         Bere: bere molto può prevenire la disidratazione e inoltre stimola il movimento mandandoti spesso in bagno. Stare sedute sul wc inoltre rilassa la muscolatura pelvica e aumenta la pressione del bambino sulla cervice e la discesa nel canale del parto.
-         Respiro: respirare lentamente e profondamente a bocca aperta. Respirare a fondo e lentamente può cambiare le sensazioni corporee della donna, così come i suoi pensieri. Provoca un generale rilassamento dei muscoli del corpo, specialmente quelli del pavimento pelvico oltre ad essere utile per l’espansione polmonare che aumenta la disponibilità di ossigeno per madre e bambino.
-         La componente sessuale del parto: i benefici che tecniche come la stimolazione dei capezzoli apportano all’andamento del travaglio sono di gran lunga superiori al rischio di provocare imbarazzo in chi vi osserva. La stimolazione dei capezzoli è uno dei migliori metodi per far ripartire un travaglio bloccato o accelerarne uno in corso poiché stimola la produzione di ossitocina naturale.
-         La legge dello sfintere: i travagli che non portano a un parto normale dopo un ragionevole spazio di tempo sono spesso rallentati o bloccati a causa di mancanza di intimità, paura o stimolazione della parte sbagliata del cervello della donna in travaglio. Gli sfinteri (bocca, ano, vagina) come ogni muscolo involontario, sono condizionati dalle emozioni, funzionano meglio in un’atmosfera rilassata, nell’intimità e in un luogo privato. Non reagiscono a un comando tipo “Spingi!” o “Rilassa!”. Si possono chiudere all’improvviso se un soggetto si arrabbia, viene spaventato o umiliato, perché alti livelli di adrenalina non favoriscono l’apertura degli sfinteri, talvolta li bloccano addirittura. Lo stato di rilassamento della mascella è direttamente correlato alla capacità della cervice della vagina e dell’ano di aprirsi completamente. Una delle migliori forme di analgesia è il sorriso o ancora meglio, la risata. “dico spesso che la parte bassa del nostro corpo funziona meglio quando quella alta (la mente) si diverte. E’ stupefacente come lavori meglio quando pensiamo a lei con umorismo e affetto piuttosto che con terrore e vergogna.”
-         La bocca: Se ho i muscoli del viso contratti, incoraggiami a rilassarli e ad aprire la bocca, rilassare la bocca aiuta a rilassare la cervice. “Le donne le cui bocche sono rilassate e aperte durante il travaglio e il parto raramente incorrono in lacerazioni. Questo effetto viene rafforzato se si emette anche un suono, sufficientemente basso da far vibrare la cassa toracica, al movimento dell’espirazione.” Non tutte le donne sono delle cantanti professioniste ma ognuna può intonare qualcosa mentre sta per partorire. Emettere suoni bassi con la bocca è utile al rilassamento. “L’ostetrica mi disse “Ok, bene così, sono suoni positivi, vai benone”. Tra una contrazione e l’altra cantavo “Omm, omm” un suono rilassante emesso a gola aperta. L’ostetrica a un certo punto mi suggerì di prendere un bel respiro e far vibrare le mie labbra come una pernacchia, come il verso del cavallo, perché era impossibile che la cervice rimanesse chiusa facendo questo movimento con la bocca.” Le donne che hanno provato questa tecnica quando hanno dolori mestruali l’hanno trovata estremamente utile per alleviare il dolore.
-         Baciarsi produce ossitocina. “Un’ostetrica suggerì a me e mio marito di baciarci durante le contrazioni, diceva che per lei era stato veramente utile durante i suoi parti.”
-         Connessione mente-corpo: Ricordare alla donna che il bambino sente la sua forza e anche la sua angoscia. Molto spesso una madre giunge a capire che non ha nulla da perdere parlando positivamente. Allora potrebbe dire a sua marito quanto gli vuole bene per esempio. “Non ho mai visto la cervice di nessuna donna rimanere serrata e inflessibile al suono di parole dolci e positive”.
-         Non respingere le contrazioni. Ogni contrazione, specialmente le più forti, avvicinano al momento del parto, sono quindi positive e devono quindi essere “desiderate” non temute. Non vanno affrontate come “contrazioni uterine” ma come “sensazioni interessanti che richiedono tutta la tua attenzione”. Una donna che soffre forti dolori mestruali è già, in qualche misura, allenata e ciò la dovrebbe aiutare a partorire senza essere terribilmente spaventata dal dolore in se stesso.
-         Visualizzare l’utero come una caverna inondata dall’oceano. Ogni onda che entra nella caverna viene poi spazzata via dalla bassa marea. Cerca di arrenderti a queste ondate e lasciati cullare.
-         L’uomo è un mammifero ed è in grado di affrontare un parto come qualunque altro grosso mammifero esistente sulla terra. Realizzare durante il travaglio questa verità aiuta ad affrontare con istintualità questa esperienza.
-         “Focalizzare l’attenzione su tutte le altre donne del mondo che si trovavano in travaglio come me non mi faceva sentire sola.”
-         “Mi resi conto che dovevo focalizzare la mia attenzione sul rimanere aperta. L’ostetrica mi disse di avere fiducia nel mio corpo che non avrebbe mai fatto nulla che non potesse sostenere.”
-         Udire qualcuno che dice che sta andando tutto per il verso giusto fa realmente sentire meglio. Frasi come “Stai ancora facendo progressi!” e “Sono certo che ce la farai” sono di enorme aiuto. “Era seduta sul letto tra le braccia di suo marito. Lui le sussurrava nell’orecchio che era meravigliosa lei fu certa di aver sentito aprirsi la cervice dopo aver udito quelle parole. Chiese al marito di ripetere quelle parole e lei sentì ancora la cervice che si apriva. Presto la cervice fu completamente dilatata e la donna partorì. Cosa c’è di più liberatorio per un padre in attesa di sapere che le sue parole piene di amore possono essere in grado di dare forza ed energia alla sua compagna per facilitarle il parto?”. “ Quante volte ho visto gli occhi di una donna spalancarsi per lo spavento per il potere delle contrazioni. Quando vedo quegli occhi so quali sono le parole che possono0 alleviare quel tipo di paura: Non ti preoccupare, non ho visto mai nessuna esplodere o dividersi a metà, uscirà solo il bambino, il tuo corpo è molto saggio, spinge fuori solo quello che deve uscire. Ciò che accade è che con il sollievo e la gratitudine arriva un’ondata di endorfine, oppiacei naturali.” “Portare un bambino in grembo deve essere privo di pericoli per le donne civilizzate quanto lo è per le selvagge!”.
-         Se la dilatazione subisce un arresto, incoraggiare a dire qualcosa di positivo. “Cominciai a dire “Penso di farcela” e poi ”So che ce la posso fare” “Posso aprirmi ancora di un centimetro” “Voglio solo aprirmi”e il bambino entrò nel canale da parto. Il parto è la prova che mente e corpo sono una cosa sola. Nel momento in cui la mia bocca si è aperta e ha lasciato uscire parole positive anche il collo dell’utero si è dilatato molto più che in precedenza.” “Dopo un po’ la visitai per vedere a che punto era la dilatazione e lei mi disse “Voglio solo lasciare uscire questo bambino”. Mentre diceva queste parole la cervice si dilatò di altri due centimetri sotto le mie dita. Fantastico pensai che si riesca a dire al proprio corpo esattamente cosa si vuole e che si riesca ad ottenerlo”
-         “Quando le contrazioni si fecero più forti mi suggerì di guardare qualcuno negli occhi.Le ostetriche hanno avuto fiducia in me e nel mio corpo e in loro non ho visto gli sguardi corrucciati e preoccupati, non pensavano che ero troppo lenta.”
-         “E’ importante ricordare che i nostri corpi devono essere progettati piuttosto bene altrimenti come si spiega che vi siano così tanti esseri umani anche in paesi del terzo mondo?”
-         Il dolore del parto: Quando ci si ferisce e si sente dolore il messaggio del dolore è “Vattene via!” oppure “Difenditi!”. Il Messaggio mandato dal dolore del parto è completamente differente. Dice: “Rilassa i tuoi muscoli pelvici. Lasciati andare, arrenditi. Segui la marea, non combatterla perché è più grande di te”. Durante una contrazione potrebbe capitare di sentirsi terribilmente lacerate ma i modi calmi e comprensivi e le parole di chi assiste possono comunicare che non c’è nessuna lacerazione in atto. La coscienza di ciò in questi momenti è così rassicurante  che spesso è possibile percepire il dolore che diminuisce o le proprie capacità di sopportazione che aumentano. “Sono le donne che fanno del loro meglio per venire incontro alle contrazioni e lavorare con loro che mi sembrano più portate ad avere un parto orgasmico”. La cosa interessante del dolore del parto è che si tratta di un dolore nitido, una volta che l’esperienza si è conclusa non c’è più, accade senza causare alcun danno al corpo. La donna che partorisce senza interventi chiude i conti con il dolore quando il bambino nasce.
-          “Lo sgabello da parto mi è stato utile per accelerare la discesa del bambino”
-         L’uso dell’epidurale aumenta i rischi di lacerazioni del perineo, il ricorso all’episiotomia, uso di ventosa e parto cesareo. Per questo è utile incoraggiare la donna a fidarsi delle sue capacità per poter evitare l’epidurale. L’utilizzo appropriato dell’epidurale è indicato nei seguenti casi: parto cesareo, travaglio abortivo, sofferenza fisica percepita come intollerabile in travaglio, fobia del travaglio, motivi medico-internistici che sconsigliano lo stress da travaglio.
-         Quando una donna arriva a dire frasi come “Non ce la faccio più” è sicuramente giuta al termine della dilatazione. Pertanto il travaglio è ormai avviato alla conclusione.
-         Non bisogna desiderare di spingere durante il travaglio, il parto non è un avvenimento atletico. E’ il corpo a dirti quando è il momento di spingere. Anticipare le spinte fa solo perdere energie essenziali facendoti arrivare esausta al momento delle vere spinte.
-         Anche se suona brutto, il vomito ha una sua funzione: un forte conato di vomito spinge in avanti il collo dell’utero facendo scivolare il bambino verso il basso. Di solito avviene poco prima che arrivi il moneto delle spinte.
-         Il perineo: la natura in tutte le sue azioni, intende adattare i suoi mezzi a un fine e il perineo non è certamente stato creato per essere lacerato. La maggior parte delle donne è ben equipaggiata per fare figli senza la più piccola lacerazione, ovviamente con un aiuto appropriato, una buona preparazione, una giusta atmosfera e riguardo nei loro confronti.
-         “43 delle prime 50 nascite che abbiamo assistito sono avvenute senza lacerazioni o episiotomia. Le 7 donne che avevano avuto bisogno di punti avevano avuto solo piccole lacerazioni.” “Judy mi aveva insegnato che una donna riesce a incrementare la larghezza della sua vagina durante il parto, dirigendo la sua attenzione nella giusta direzione, la fiducia di aprirsi” “Gli uomini danno per scontato che il loro organo sessuale possa diventare grosso e poi tornare piccolo senza alcun danno. Gli organi genitali delle donne hanno capacità simili, la differenza è che la congestione vascolare dell’uomo è a lui visibile, quella della donna no.”
-         Ridere durante il momento di incoronamento rilassa il perineo ed evita lacerazioni. “Quella risata, nel massimo momento di incoronamento rilassò il perineo al punto che nonostante la sensazione di bruciore che sentiva e una testa di 38 cm di diametro riuscì a partorire senza neanche un graffio.”
-         “Non mi lacerai ne mi fecero l’episiotomia. L’ostetrica aveva usato dell’olio caldo per massaggiarmi il perineo mentre stavo incoronando. Io poi avevo cercato di rimanere rilassata mentre partorivo. Tenendo faccia e muscoli del collo rilassati ed emettendo dei piccoli suoni ci riuscii grazie anche all’incoraggiamento e alle rassicurazioni delle ostetriche.”
-         Quando la testa del bambino sta per uscire cercate di rallentare il più possibile le vostre spinte.
-         “Alcune donne usano stimolare il clitoride mentre il bambino emerge. Questo atto sembra incrementare la vasodilatazione della vagina il che spiega come io non abbia mai assistito alla benché minima lacerazione nelle donne che hanno usato questo metodo di rilassamento durante il parto.”

Allattamento, un'esperienza possibile e possibilmente fantastica.



L’altro giorno sono stata a casa di un’amica che ha avuto una bimba da pochi giorni. Mi ha detto “Se lo sapevo prima invece di andare a fare un corso preparto, che non mi è servito a niente, sarei andata a fare un corso sull’allattamento! Nessuno ti dice niente e poi ti trovi col bambino in braccio e non sai come fare e le ostetriche hanno fretta.”
“ A parte il fatto che me l’hanno riportata dopo 3 ore dal parto, 3 ore!, nessuna mi aiutava ad attaccarla al seno, alla fine è arrivata una ostetrica che si è messa a schiacciare la testa della bambina contro il seno. E’ scoppiata a piangere e non si voleva attaccare. Poi invece mentre eravamo sole e l’ho lasciata fare si è attaccata.”

Prima del parto mi dicevo…ma perché tutti insistono tanto a parlare di allattamento? Che ci vorrà mai? Se sarò fortunata e avrò il latte potrò allattare, se no no. Dove saranno tutte queste difficoltà?
In parte avevo ragione, in parte no. Dopo aver letto qualche libro, essere andata a un corso preparto eccezionale e aver conosciuto una consulente di allattamento ho scoperto che in realtà tutte le mamme hanno il latte e allattare è un istinto naturale, come pensavo. Il problema è che le mamme spesso non ricevono gli aiuti e le informazioni giuste (c’è molta confusione a riguardo) e quindi o l’avvio dell’allattamento viene compromesso (spesso dalle stesse ostetriche che ti assistono) e non inizia nemmeno, oppure vengono consigliate male e quindi il latte piano piano si estingue. Ecco perché questo enorme numero di donne che dice che purtroppo “non aveva latte” o che l'ha "perso". Se invece hai in mano le informazioni giuste, l’allattamento è una bazzecola, anzi, è bellissimo e basta. Oltre che molto utile!
La consulente di allattamento Francesca Alberti, che io, essendomi fatta una testa tanta prima del parto, fortunatamente non ho mai avuto bisogno di contattare, mi ha chiesto di segnalarle la mia esperienza in ospedale. Ecco cosa le scrissi:
“Io ho partorito all'ospedale di Pieve di Coriano, scelto espressamente perchè il mio ginecologo, che lavora al Poma di Mantova mi ha sconsigliato di partorire al Poma.
E sicuramente nella scelta ci ho guadagnato anche se sinceramente il prossimo parto sogno di farlo in casa, perchè anche a Pieve non sono esattamente al passo coi tempi...
Per quanto concerne l'allattamento ho da segnalare 4 cose:
1) Quando la mia bimba è nata l'hanno avvolta in un panno e me l'hanno data in braccio e quindi non me l'hanno messa nuda sul ventre. Nessuno mi ha detto niente, sono stata io a scoprirmi il seno e appoggiare la bambina sul capezzolo. Neanche il tempo di annusare il seno e me l'avevano già tolta per farle il bagnetto. (N.B. non avevano neanche la scusa di dovermi dare dei punti)
2) La bambina di prassi avrebbe dovuto passare le prime due ore in culla termica perchè secondo le ostetriche la mamma dopo il parto è troppo fredda per poter scaldare adeguatamente il pupo. Sotto mia insistenza (avevo letto che le prime ore dopo il parto sono le più importanti per avviare l'allattamento) in via eccezionale me l'hanno riportata dopo solo un'ora.
3) Quando me l'hanno portata l'ho presa in braccio, mi sono scoperta il seno e l'ho avvicinata. Lei si è messa ad annusare e leccare il capezzolo. E' intervenuta l'ostetrica che mi ha detto "Ti faccio vedere come si allatta" e si è messa a schiacciare la faccia della bimba contro il mio seno, facendola scoppiare a piangere (secondo me perchè così si è sentita soffocare), io sono schizzata su con un "Faccio da sola!!" e l'ostetrica se n'è andata offesa. Ho lasciato che la bimba riprendesse dolcemente ad entrare in confidenza col capezzolo e a fare i suoi tentativi, i suoi strusciamenti e alla fine si è attaccata serena.
4) La seconda notte che ho passato in ospedale la mia bimba urlava come una disperata e non riuscivo a calmarla, nemmeno offrendole il seno. E' arrivata un'altra ostetrica e ha riprovato ad attaccarla al mio seno schiacciandole la faccia contro la tetta, come aveva fatto la sua collega il giorno prima. La bimba non si è attaccata ne calmata, anzi, si è arrabbiata ancora di più. L'ostetrica mi ha detto che probabilmente piangeva perchè aveva fame e mi ha proposto di darle una aggiunta di latte artificiale visto che io ancora avevo il colostro, la montata non mi era ancora arrivata. Io ho rifiutato dicendole che mi tenevo la bimba così, grazie. Avevo letto alcuni libri del Leone Verde e sapevo che la montata lattea impiegava qualche giorno ad arrivare e non volevo che un'aggiunta di latte artificiale potesse comprometterne l'avvio. Infatti due giorni dopo è arrivata la montata.
In sintesi ho fatto tutto da sola per quanto riguarda l'allattamento. Sono stata fortunata perchè non ho avuto problemi, salvo qualche piccolo dolore ai capezzoli (qualche piccola ragade) durante la prima settimana a casa, ma poi si è risolto tutto da solo, non ho avuto bisogno di chiedere aiuto.
Quel "Faccio da sola!!" però rimarrà per sempre nei miei ricordi perchè credo che sia stato quello il momento in cui ho capito che avevo davvero la possibilità di proteggere mia figlia e non dovevo per forza sottostare alle istruzioni di medici e ostetriche. Ho capito che nessuno di loro aveva potere sulla mia bambina se io non glielo concedevo e questo mi dava serenità anche se significava grandi responsabilità. Però mi chiedo, perchè una donna deve sentire di doversi difendere proprio in un momento così delicato come il puerperio accipicchia?”

Inutile dire che è stato fondamentale fin da subito offrire il seno alla bambina ogni volta che piangeva, (si chiama allattamento a richiesta) ovvero quanto spesso voleva, per tutto il tempo che voleva.
Gaia  mi ha messa davvero a dura prova, i primi due mesi ciucciava ogni ora. Ogni ora. Ce l’avevo attaccata dappertutto, a tavola, in bagno…A ogni poppata le offrivo la tetta che non aveva ciucciato la poppata precedente. Anche qui, non è vero che bisogna tenere attaccato il bimbo 10 minuti da una parte e 10 dall’altra…lo dicono tutti i libri di allattamento. Ancora una volta…ma lasciamoli in pace sti bambini! Fidiamoci un po’! Io la attaccavo alla tetta che sentivo più gonfia e amen.
Gaia è sempre stata una bimba da “una ciucciatina e via” , tante piccole poppatine. Impegnativo, ma di grande soddisfazione il fatto che in questo modo aveva pochissimi rigurgiti di latte, digeriva benissimo.
Il fatto che lo stomaco dei neonati debba riposare è un'assurdità. E non lo dico io, ma diversi pediatri.
Quante volte mi è stato chiesto “quante poppate fa al giorno?”…mai saputo. Mai contato. Non lo so nemmeno ora. Quelle che le servono immagino, perché dovrei contarle? E’ come chiedermi quante volte faccio la pipì…chi le conta?

Problemi di allattamento non ne ho mai avuti a parte un paio di piccoli ingorghi, (apparivano come un livido sul seno) che si sono risolti nel giro di pochi giorni semplicemente massaggiando il seno e attaccando di più la bimba al seno dolorante. Inoltre per due volte durante i primi mesi è capitato che per alcuni giorni mi sembrava che il seno fosse sempre sgonfio, che Gaia lo svuotasse così velocemente che la produzione non ci stesse dietro e mi ero preoccupata che non mangiasse quanto voleva. Però in entrambe le situazioni mi sono detta, aspettiamo 3 giorni, se la situazione non cambia chiedo aiuto alla consulente di allattamento. Entro il terzo giorno il mio seno si era adattato alla nuova richiesta di latte e produceva di più, ritornando ad essere pieno. Anche questa volta, è bastato avere fiducia nel mio corpo e in mia figlia.

L’allattamento è stato ed è tuttora per me un modo piacevolissimo di farmi le coccole con la mia bambina, inoltre ha dei vantaggi sia a breve che a lungo termine per proteggere la sua salute, essendo l’alimento più sano e nutriente in assoluto per lei.
Inoltre devo ammettere che nei suoi primi 15 mesi di vita Gaia non si è mai ammalata. Prendendo il mio latte evidentemente è satura di anticorpi.
Non so per quanto ancora allatterò e non me lo chiedo. Per ora sono felice così e lo è anche Gaia. Se lei vorrà arriverò ai 2 anni, come consiglia L’Organizzazione Mondiale della Sanità (consiglia minimo fino ai 2 anni), e dopo vedremo. Magari si stufa prima.
Ma meglio non contarci.

Recentemente ho trovato un libro molto utile, che mi rammarico di non aver letto prima del parto perché mi avrebbe risparmiato alcuni errori: Allattare un gesto d'amore di paola Negri.