Conforto, suggerimenti, idee e segnalazioni di ogni genere, condivise da mamme mantovane per mamme , neomamme e "pre-mamme" in cerca di...qualcosa!
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giovedì 3 ottobre 2013
Corso nascita e allattamento per mamme in attesa
Aperte le iscrizioni per il nuovo corso!
Quattro incontri di accompagnamento e preparazione all'allattamento con speciale riguardo al tema parto e nascita. Per scegliere consapevolmente con chi, come, dove partorire e avviare felicemente l'allattamento. Avere informazioni corrette e aggiornate per arrivare ad essere consapevoli e crearsi la rete di sostegno fin dalla gravidanza può fare la differenza nella vostra esperienza di parto e allattamento.
La Consulente Professionale in Allattamento IBCLC eDoula Francesca vi guiderà nel percorso, a cadenza settimanale, dedicato a tutte le mamme in attesa al primo bambino ma anche plurimamme che hanno incontrato difficoltà o non sono riuscite ad allattare nelle precedenti esperienze.
Il corso si terrà una volta a settimana, per un totale di quattro incontri, il martedì mattina dalle ore 10 e si tratteranno i seguenti argomenti e pratica:
-Come il parto può influire sull'avvio dell'allattamento e come riconoscere una struttura amica delle mamme e dei bambini.
-Pratiche amiche durante il parto e immediato dopo parto.
-Importanza del contatto pelle a pelle.
-Tutte le mamme hanno il latte?
-L'impatto del non allattamento per mamma e bambino.
-Il seno va preparato? cosa mi serve per allattare?
-Allattamento a richiesta, cosa vuol dire, saper riconoscere i primi segnali del bambino e come assicurarsi un abbondante produzione di latte.
-Un buon attacco al seno, le principali posizioni per allattare comodamente il tuo bambino (prova pratica) e riconoscere che la poppata procede bene.
-Normali parametri di crescita, come assicurarsi che il bimbo prenda abbastanza latte.
-Saper prevenire, riconoscere e curare eventuali difficoltà quali ragadi, ingorgo e mastite.
-Spremitura manuale del seno e tiralatte, metodi di estrazione del latte e conservazione.
-Allattare, fino a quando? OMS e raccomandazioni.
-Alimentazione della madre che allatta.
-Condivisione del sonno e allattamento, bisogni dei bambini e benefici.
Naturalmente ci sarà spazio anche per le domande o i dubbi delle mamme.
Ci troveremo nella sala polivalente del Bioanch'io in via Giovanni Amendola 19\a, zona San Pio X a Mantova. (www.bioanchio.it )
La quota del corso comprensiva di quattro incontri e materiale è di 60euro.
Per iscriversi è necessario prenotarsi telefonando al 393.8316967 o scrivendo a francesca.albertimn@gmail.com, per qualsiasi informazione contattami.
Partiremo con un minimo di tre mamme iscritte.
Francesca Alberti
www.allattamentomantova.it
mercoledì 2 ottobre 2013
"Io quando avrò dei figli non lo farò mai!"...come cambiano le opinioni...
Un'amica di Annalisa le chiede via email maggiori informazioni sul perchè delle sue scelte di madre. Ho chiesto ad Annalisa di condividere con noi la sua risposta. Eccola qui.
Risposta a un'amica non
mamma.
Credo che sarà difficile da comprendere quello che ti
dirò.
Non so se faccio bene a dirtele queste cose perchè so che
per arrivare a dirtele ho fatto un percorso che tu chiaramente non hai fatto,
quindi credo che non comprenderai del tutto.
Probabilmente ti scandalizzerai.
E' normale, anche io lo avrei fatto prima di di
Sara.
Poi ti sembrerà che ti voglio convincere invece non è
così, è solo che ho delle informazioni che tu non hai.
Il giorno che anche tu sarai madre se me lo permetterai ti
passerò tutte queste informazioni e poi qualunque cosa tu deciderai di fare coi
tuoi figli non mi riguarderà, non ti criticherò stai sicura, anche se farai
delle scelte opposte alle mie.
L'importante è che tu sappia, prima di
scegliere.
Io ti consiglio di sospendere ogni giudizio per il momento
su il mio modo di essere madre, vedrai che quando sarà il tuo turno avrai le
idee molto più chiare, anche perchè finchè non conosci tuo figlio c'è poco da
decidere o preparare in anticipo.
Anche mia sorella mi chiedeva quando ero incinta "ma che
madre sarai?" e io le ho sempre risposto "come faccio a saperlo? quando sarò
madre saprò che madre vorrò essere". Ecco, vorrei dirti questo, non preoccuparti
ora, perchè il tuo percorso deve ancora iniziare. Non importa cosa tu sai ora,
quando avrai un bambino in braccio tutto il mondo ti sembrerà
diverso.
Le cose che ti scriverò ora, prima di avere mia figlia non
avrei MAI e poi MAI pensato che sarebbero uscite dalle mie labbra, prima di
diventare madre.
Tutte le informazioni che ti scrivo qui non provengono
dalla mia fantasia o da mie deduzioni personali, sono tutte informazioni
ampiamente documentate e scientificamente accertate che ho riscontrato nella
lettura di una ventina di libri circa e nell'incontro con alcuni specialisti che
me ne hanno confermato la veridicità (3 pediatri, una psicologa infantile, 3 mie
amiche ostetriche di nuova generazione, una consulente certificata di
allattamento materno...e ogni tanto incontro uno specialista nuovo che me le
ribadisce) e tutto corrisponde. Inoltre frequento anche un paio di forum e
un gruppi di discussione per mamme su facebook e queste informazioni vengono
anche confermate da mamme che le hanno utilizzate per i loro bambini che ora
sono già grandini.
L'unico vero problema di "uscire dal coro" è quello di
crearsi una rete di supporto di gente informata come te, altrimenti se vivi sola
in mezzo a persone ignoranti (nel senso che ignorano quello che tu invece sai)
finisci per uniformarti.
Ti prego di credermi se ti dico che se rileggerai questa
mia email quando avrai un bambino la vedrai con tutt'altri occhi.
Ma è così, davvero, c'è una vita pre-bimbo e una vita-post
bimbo.
Innanzitutto ho imparato che non ci sono regole. Non c'è un
manuale di puericultura che si possa applicare indistintamente a qualunque
coppia mamma-bimbo.
Ma ho imparato anche che la maggior parte delle madri non
possiede molte informazioni e neanche le cerca, si ferma alla puntata di SOS
Tata, alle seduzioni del marketing, alla "moda". Il motivo per cui molti bambini
oggi vengono svezzati presto dal seno o nemmeno mai allattati, o lasciati
piangere nel loro lettino fino allo sfinimento, o ingozzati a forza per paura
che non mangino abbastanza, è perchè le loro madri sono in possesso solo di
informazioni che provengono dalla televisione, da luoghi comuni o popolari privi
di fondamento scientifico, da influenze sociali o specialisti poco aggiornati
sulle recenti scoperte scientifiche se non addirittura in mala fede, per
accaparrarsi più "pazienti".
Ogni madre ha il sacrosanto diritto di prendere le proprie
decisioni in merito alla cura dei propri figli, e nessuno dovrebbe mai metterci
il naso, ma quello che io auguro a tutte le madri è che prima di scegliere si
preoccupino di conoscere tutto e non si limito a prendere delle decisioni per
seguire la massa, senza mai porsi un "perchè?" o un "ma io sono felice di fare
così?".
Ogni bambino è diverso e ogni mamma è
diversa.
Quello che faccio io, le mie scelte, non pretendono di
essere quelle universalmente giuste, sono solo le mie soluzioni alla mia
situazione (con la MIA bambina). Ogni amica mamma che conosco ha una storia
diversa da raccontare, alcune condividono con me l'allattamento a oltranza e il
co-sleeping (dormire tutti insieme nel lettone) , altre hanno fatto scelte o
hanno avuto possibilità diverse (a una mia amica la bimba ha smesso
autonomamente di cercare il seno a 11 mesi)
è normale che a
quasi due anni si addormenti ancora al seno? Il latte la nutre
ancora?
Ti cambio la domanda:
E' normale che si addormenti col ciuccio un bambino di due anni? io non
lo so perchè non ho mai visto altri bambini, ma credo che la risposta sia sì.
Pertanto, partendo dall'assunto che il ciuccio e il biberon sono surrogati del
seno materno, trovo anche che sia normale che un bambino ciucci ancora al seno
per addormentarsi. Non è una questione di ciuccio o tetta ma un istinto di
suzione. Questo istinto è socialmente accettabile se il bambino ciuccia un
biberon, ma è socialmente inaccettabile se succhia il seno. Perchè?
Dipende dalla cultura in cui vivi, perchè in altre culture
questi tabù non esistono.
Il latte nutre ancora eccome.
Un altro falso storico diffuso negli anni settanta dalle
ditte che producevano latte in polvere per aumentare le vendite.
In effetti se ci pensi siamo mammiferi tanto quanto lo
sono le mucche, ne più ne meno, eppure nessuno mette in discussione il latte che
proviene da mucche che vengono munte per anni di seguito. Perchè il nostro
dovrebbe non andare più bene dopo soli pochi mesi?
Analisi di laboratorio mostrano che il latte col passare
dei mesi si modifica (si adatta ai bisogni del bambino mano a mano che cresce)
ma non perde consistenza ne nutrienti.
In Africa i bambini vengono allattati fino anche a 7 anni
e nessuno ha dubbi sul fatto che il latte continui ad essere nutriente. Infine
io stessa ho appurato che Sara, nonostante faccia periodi in cui mangia
pochissimo ma ciuccia di più acquista comunque centimetri in
altezza.
se avessi un altro figlio, come faresti? Cioè, il trattamento esclusivo
che stai dando alla Sara, non potresti farlo anche con un altro, perché avresti
sempre un'altra figlia che anche se più grande, c'è. Quindi come
faresti?
Se arrivasse un altro bambino e Sara ciucciasse ancora non
lo so cosa farei, e non posso prevederlo con certezza finchè non conosco il
nuovo bambino. Non ci sono problemi comunque perchè ci sono tante possibilità:
Sara potrebbe disinteressarsi al seno perchè quando rimani incinta il latte
cambia sapore e tanti bimbi non lo vogliono più, oppure lei potrebbe continuare
a ciucciare ma a me potrebbe dare fastidio al seno (ad alcune mamme capita) e
potrei allora cercare di far diminuire le poppate (Sara mano a mano che cresce è
sempre più disponibile a trovare compromessi perchè ci si può ragionare sempre
di più con lei) oppure potrei continuare ad allattare e poi con la nascita del
secondo continuare ad allattare entrambi. Si ho detto ENTRAMBI. Immagino la tua
faccia in questo momento. Si chiama allattamento in tandem e conosco un paio di
mamme che lo fanno. Ce ne sono diverse a dire la verità ma si guardano bene dal
farlo sapere in pubblico, sempre perchè non è una cosa socialmente accettabile.
Solo i libri ne parlano senza pudore.
Effettivamente fa bene anche a lei questo tipo di attaccamento alla
madre? Non lo so.. perché poi ci sono bimbi che vengono abituati a stare
"staccati" che vanno a dormire nel lettone con i genitori. . quindi ci sono
tante cose che cozzano secondo me tra loro.
Brava, ovviamente anche io me lo sono chiesto. Com'è che i più dicono che
bisogna staccare il bambino dal seno? che è un vizio da togliere? C'è qualche
risvolto psicologico che può compromettere lo sviluppo di mia figlia?
Non posso riassumerti qui in poche righe tutte le informazioni che ho
raccolto in due anni, ma sappi che avevo i tuoi stessi dubbi, e li ho colmati
completamente e sono straconvinta di quello che faccio ormai e le tue domande
sono passato per me perchè ne conosco le inconsistenti origini.
Diciamo che è cominciato tutto dal parto. Partorendo ho capito o piuttosto
"ricordato" di essere un mammifero. Ho potuto provare sulla mia pelle la
bellezza del fidarsi della natura e ho continuato su questo percorso che finora
mi ha portato solo benefici. Diciamo che da lì ho come fatto uno studio
antropologico sulla specie umana, come se fossi un extraterrestre che cerca di
capire le dinamiche umane. Ho fatto una scelta "ecologica "si può dire, di
"amore per la natura" e con questo non intendo andare a partorire nei
boschi, girare scalza o convertirmi a una religione pagana o animista! Si tratta
solo di aprire gli occhi e riconoscere che la natura ha delle leggi sagge, che
hanno un loro perchè. A volte non le capisci ma se ti fidi, o meglio "affidi"
tutto diventa più facile. Partorire diventa un'impresa epica e bellissima, il
fatto che tua figlia lecchi le suole delle scarpe e non si ammali mai sembra un
miracolo, il fatto che tutta la famiglia nonni compresi si prenda il virus
intestinale e tua figlia, prendendosi la sola precauzione di smettere di
mangiare e nutrirsi per alcuni giorni di solo latte materno evita vomito e
diarrea e scoppia di salute alla facciaccia nostra è una vera lezione di vita,
il fatto che la maggior parte delle mamme si lamentino della mancanza di sonno
mentre io dormo perfettamente e per tutte le ore che mi occorrono (8 al giorno)
non è un caso...sono solo alcuni esempi di quanto mi torna indietro dal non
interferire col naturale sviluppo infantile e con le leggi naturali della nostra
specie, che ci vogliono mammiferi "portatori", ovvero con piccoli sempre
attaccati addosso. Non siamo nidiacei come gatti ne nidifughi come i cavalli.
Siamo portatori attivi, come gli scimpanzè. Se ci comportiamo da gatto o da
cavallo ecco che il nostro cucciolo si lamenta, giustamente.
La fiducia verso le leggi della natura mi ha conseguentemente regalato fiducia nella mia bambina, nei suoi istinti e nei suoi ritmi. Passaggi come lo svezzamento ( o meglio, l'introduzione di cibi solidi, visto che l'allattamento permane) o lo "spannolinamento" sono e sono state tappe assolutamente serene, divertenti, piene di soddisfazione e senza alcun trauma. Il rapporto col cibo e con il vasino si è creato con grande naturalezza. E' un vero peccato che molte madri siano indotte a vivere queste importanti tappe dello sviluppo con ansie e frustrazioni. La natura avrebbe già predisposto tutto.
Ora, cercando di risponderti, il fatto è che (e non lo dico io, sia chiaro,
ma specialisti del settore) l'istinto di suzione è appunto un istinto. Non è un
comportamento indotto dalla madre ma un bisogno fisiologico del bambino. Non ho
sufficiente tempo per dilungarmi sulla storia dell'uomo che oggi ci ha portato a
ritenere necessario separare la madre dal bambino precocemente (ovvero prima che
il bambino abbia esaurito questo suo bisogno) ma il punto fondamentale è che i
presupposti per cui l'allattamento prolungato provochino dei danni è una bufala:
i bambini allattati a lungo al seno non diventano omosessuali, non crescono
fragili e più dipendenti dalla madre (i bambini sono dipendenti per loro
natura), l'allattamento prolungato non ha nessun effetto negativo, solo
positivi, sia fisici che psicologici, sia alla madre che al bambino.
Basta allargare un pò la mente per rendersene conto d'altronde: non mi pare
che la popolazione africana abbia grossi problemi di omosessualità, anzi, ne
che si possa dire che gli africani siano un popolo insicuro e
mammone...confronto agli italiani..!
Detto questo, se vedi un bambino succhiare il ciuccio o addormentarsi da
solo è perchè gli è stato dato un surrogato materno: il ciuccio, un pupazzetto,
una copertina...lui finge che sia la madre per consolarsi. Personalmente lo
trovo triste. Non voglio demonizzare i ciucci, le copertine e i pupazzetti eh!
Solo che mi dispiace quando queste cose sono imposte invece che proposte.
Personalmente ho scelto di non imporre nulla a mia figlia, di proporle tutto ma
poi di ascoltare i suoi bisogni e darle quello che chiede, che a parere mio, è
davvero poco tra l'altro: Vuole solo coccole, mi chiede di essere rassicurata
sul fatto che la amo.
Tu mi dicevi che questo attaccamento servirà a renderla
indipendente giusto? Ma con il secondo o meglio ancora con il terzo, saranno
mammoni perché non avranno lo stesso attaccamento nei primi anni di vita?
L'attaccamento, e questo l'ho studiato all'università, quindi in tempi non
sospetti, non è una croce ma una cosa essenziale e importantissima su cui si
basa lo sviluppo emotivo affettivo e psicologico del bambino. Tutti i bambini
avrebbero bisogno di un attaccamento sicuro. L'attaccamento chiamato "sicuro"è
proprio quello che presuppone che un bambino piccolo pianga o comunque sia
disturbato dall'allontanamento della madre. (E' una tecnica di difesa istintiva
che assicura al bambino la sopravvivenza ed è pertanto una cosa sana.)
L'attaccamento "sano" è l'attaccamento sicuro. Un bambino che non soffre per la
separazione dalla madre non ha un attaccamento sicuro. E' possibile che quel
bambino abbia per esempio una madre depressa, che non si prende cura di lui o
una madre altalenante che a volte lo allontana e a volte lo soffoca. Questi tipi
di interazioni sono stati studiati in laboratorio.
L'attaccamento alla madre quindi non è qualcosa da combattere ma da
difendere. Anche perchè più che un bisogno della madre, è un bisogno del bambino
e ci sarà, che ci piaccia o no, e meno male che c'è perchè è sintomo di salute
mentale! Mia figlia, per quanto sia tuttora attaccata al seno, sia stata portata
in fascia e dorma nel lettone coi genitori non ha avuto ne più ne meno
difficoltà rispetto agli altri bambini ad adattarsi a stare con al nonna invece
che con me o a stare al "nido"(questo a detta della maestra). Non c'è nulla che
una madre possa fare per "viziare" un bambino col troppo affetto, i bambini
nascono già "viziati". Le madri posso scegliere se accondiscendere alle loro
richieste o contrastarle e obbligarli a trovarsi dei surrogati, delle soluzioni
alternative...
Chiariamo, non sto dicendo che questo sia assolutamente da evitare, sto
solo dicendo che è come minimo auspicabile avere una buona ragione prima di
chiedere un sacrificio di questa portata a tuo figlio: oggi Sara ha l'influenza
e l'ho lasciata a casa con la babysitter , so che piangerà un pò perchè sta poco
bene ed è con una persona che conosce poco, però io non posso non andare al
lavoro, lei sarà costretta ad accontentarsi finchè non tornerò e poi ci
coccoleremo per recuperare le coccole perse.
Mi chiedi come sarà con un secondo bambino. Ancora una volta non ho una
risposta oggettiva ma solo soggettiva. Conosco mia figlia e conosco il suo
carattere. Non conosco il futuro fratellino o sorellina. So che Sara sarà molto
gelosa e possessiva nei miei confronti perchè è una bambina molto
"richiedente"...magari il fratellino non lo sarà altrettanto, magari sarà uno di
quelli che stanno in braccio a tutti (lei non è mai stata così,fin dal primo
giorno). Non lo posso sapere. Per questo voglio aspettare che Sara abbia almeno
3 anni prima che arrivi un fratellino, perchè so che per lei sarà dura e quindi
voglio essere tutta per lei almeno per i primi 3 importantissimi anni della sua
vita.
Però l'affermazione che traspare da questa tua domanda è che Sara sia
mammona perchè l'ho resa così io. Allattandola , portandola in fascia, dormendo
nel lettone...questa cosa vedi, anche io la pensavo prima di avere figli, quindi
ti capisco. Per questo ti dico che capisco che tu non possa capire. So che anche
se te lo dico comunque non mi crederai del tutto, ma forse un giorno lo farai:
Sara è come è senza che io l'abbia minimamente influenzata. E' stata così fin
dal primo giorno (mio marito testimone) e io ho solo dovuto provarle tutte per
capire quali funzionavano per farla smettere di piangere e quali no. Le mie
scelte sono MIEI adattamenti cuciti su misura per il carattere di mia figlia. Se
avessi fatto qualcosa di diverso avrebbe semplicemente pianto molto di più, il
che, tradotto in evoluzione, avrebbe potuto portarla oggi ad essere una bambina
molto più insicura. Infatti mia figlia è una mammona ma se c'è una cosa che non
si può dire è che sia un'insicura. La maestra d'asilo l'altro giorno mi fa "Eh!
Certo che tua figlia ha una gran bella autostima!!". Sarà un caso ma nel piccolo
nido dove la porto è la preferita di tutti. Io non ho meriti per questo se non
quello di non aver voluto interferire con il suo naturale sviluppo. Lei è così
di suo, nuda e cruda come me l'hanno consegnata.
Quando arriverà un fratello non lo so cosa farò, non so se il nuovo
arrivato mi darà altre possibilità, magari a lui non dispiacerà dormire nel
lettino, magari starà in braccio a tutti...o magari no. Non lo posso sapere. E
ancora una volta, non me ne preoccupo ora, tanto non ho le informazioni per
poter prendere una decisione ora come ora. Di sicuro sono soddisfattissima di
tutto quello che sto facendo con Sara e mi auguro di poter continuare così, a
colmare i suoi bisogni sempre, anche con un fratellino. Credo che un fratellino
sarà un arricchimento per tutta la famiglia alla fine dei conti.
E se avessi dei gemelli? Se mi nascessero due gemelli, e
allattare è la cosa migliore che possa fare per loro, che madre sarei ? Dovrei
trovare un'altra mamma che li allatti come facevano una volta? E per farli
addormentare insieme, come farei?
Ripeto, secondo me queste domande te le devi fare entrare in un orecchio ed
uscire dall'altro.
Ora non sei consapevole di cosa significhino veramente.
Ci sono mille possibilità che ti si parano davanti e la scelta di una di
queste dipenderà dalle informazioni che avrai ma anche dal carattere dei tuoi
gemelli e dal tuo. Non hai tutto questo al momento quindi non puoi realmente
sapere cosa farai. Rimanda il problema e non pensarci più.
Ti basti sapere che abbiamo due seni proprio perchè la natura ha previsto
che alcune di noi avrebbero avuto più di un bambino insieme. Una possibilità per
nulla remota è quindi quella di allattarli tu. Non è infatti un problema di
allattare ma un problema di gestione dei bambini e di tempo e di braccia...due
gemelli sono duri da accudire per una persona sola. L'allattarli sarebbe solo il
"problema" più piccolo che ti si parerebbe davanti, te lo assicuro. Perchè se
anche non li allattassi ma li nutrissi col biberon non significa necessariamente
che sarebbe tutto più semplice credimi. Ci sono pro e contro in ambedue i casi,
personalmente ho trovato molti più contro nell'allattamento artificiale ma non
ho idea delle scelte che avrei fatto in caso la mia situazione fosse stata
diversa, magari ad esempio con due gemelli.
Io so solo cosa ho fatto IO con Sara.
martedì 17 settembre 2013
Corso preparto del Gruppo Loto Oltreterra Ostetrico
Incontri di accompagnamento per una maternità serena e consapevole. Le novità e i servizi che si affiancano al percorso tradizionale al parto. Spesso alla donna moderna non è permesso fare esperienza cosciente delle sue sensazioni fisiche e della sua emotività derubandola così dalla consapevolezza della forza del suo parto. Questi fattori oggi vengono ignorati a causa di svariate variabili che son diventate parte della nostra quotidianità. Grantley Dick Read Ritagliamo un momento per noi stesse per recuperare ciò che è parte del nostro essere donne,mamme. Per informazioni e prenotazione contattare Ostetrica Elisa Goffredi 3923588463 |
venerdì 19 luglio 2013
SOS ASSUNZIONE FARMACI DURANTE L'ALLATTAMENTO
800883300
Chiamandolo e chiedendo del
CENTRO STUDI FARMACI PER L'ALLATTAMENTO,
potete chiedere informazioni dettagliate riguardo l'assunzione e lo smaltimento di farmaci durante l'allattamento.
Isabella ne è stata molto soddisfatta e ce lo segnala.
Grazie!!!
giovedì 30 maggio 2013
Per le mamme che scelgono di smettere di allattare
Per le mamme che scelgono di interrompere l' allattamento ma possono e desiderano farlo con la complicità dei loro bambini e senza lacrime, mi sono stati segnalati diversi libri che contengono ottimi consigli in merito.
Ve ne giro l'elenco, anche se sicuramente ne esistono molti altri utili allo scopo.
"Allattare, un gesto d'amore", di Paola Negri
(il mio libro sull'allattamento preferito, davvero molto completo)
"Allatti ancora?" di Norma Jane Bumgarner (Leche Ligue)
"E se poi prende il vizio?" di Alessandra Bortolotti , un bestseller ormai.
"Il concetto del continuum" di Jean Liedloff
"Sapore di mamma", di Paola Negri (per le mamme che scelgono l'allattamento prolungato, un libro pieno di incoraggiamenti riguardo la NON-Anormalità di questa scelta. Ma anche consigli per interrompere dolcemente)
E' chiaro in questi libri che il distacco dolce dal seno è tanto più semplice quanto più grande è il bambino perchè diventa possibile spiegargli le nostre esigenze (e soprattutto che lui le comprenda razionalmente) e "contrattare" con lui gli orari, le condizioni e la frequenza delle poppate, lasciando a lui l'onere di ricordarsi di chiedere. Potenzialemente in questo modo si possono ridurre le poppate progressivamente fino all'estinzione, a volte senza che lui nemmeno se ne renda conto.
Non mi stancherò mai di dire che ogni bambino è diverso, quindi non si può dare un'età "giusta" in cui sicuramente il bambino potrà capire ed accettare i vostri argomenti, ne dei "trucchi per far digerire meglio il distacco" che funzionino con tutti i bimbi. Sta alla mamma questa sensibilità e inventiva.
Certo, la soluzione più semplice (e salutare, sia per mamma che per bambino, visti i benefici dell'allattamento prolungato) è sempre quella che il bambino abbandoni il seno spontanemente, quando sarà lui a deciderlo, ma questo si può fare solo a patto che la madre viva sempre l'allattamento con piacere.
Le mamme che si trovano in questa situazione ma soffrono il giudizio della gente che le vede allattare un bambino "troppo grande" potranno trovare di immensa utilità ragionare col bimbo per decidere delle "regole", in modo da poter manterene la loro privacy per le poppate. Così il bimbo potrà continuare ad essere allattato, la mamma a godersi il suo allattamento e nessuno avrà più nulla da commentare.
venerdì 26 aprile 2013
Allattamento, doula e cesarei non necessari
L'amica Francesca Alberti, da anni impegnata su più fronti riguardanti l'accoglienza dei bambini che vengono al mondo e il supporto emotivo alle mamme mantovane, si presenta:
Mi chiamo Francesca Alberti, sono mamma di sei figli dai 16 anni ai 16 mesi. Mantovana di città, vivo
sui colli morenici. Da circa dieci anni mi dedico con amore e passione alle future madri e mamme con i
propri bambini stando loro accanto nel cammino della maternità e offrendo sostegno, informazioni, accompagnamento, consulenza e aiuto nel rafforzare le proprie competenze.
Nello specifico mi occupo di nascita e allattamento, sono Consulente Professionale in Allattamento IBCLC, Doula (figura di accompagnamento che sta accanto alla donna in gravidanza, travaglio-parto e primi mesi) e Presidente dell'Associazione Nazionale di Volontariato "Innecesareo" (www.innecesareo.it). Prima Associazione italiana ad occuparsi nello specifico di prevenzione di cesarei innecessari, promozione VBAC (parto vaginale dopo cesareo), sostegno emotivo post cesareo o nascita medicalizzata, ma anche di parto e
allattamento naturale e rispettato e risveglio e consapevolezza femminile.
Offro, inoltre, la pratica e trattamento di "Armonizzazione Globale delle cicatrici da cesareo".
Il mio percorso nasce proprio con la mia nascita da giovane donna a madre, esperienza che ha cambiato
completamente la mia vita di vent'enne e che tutt'ora è in elaborazione dentro me.
La nascita della mia prima figlia è stata traumatica, l'allattamento pure. Non ho ricevuto informazioni di nessun tipo, nessun sostegno o accudimento emozionale..volevo e voglio che più nessuna donna debba vivere ciò che io ho vissuto e così, ad un certo punto, ho avuto una sorta di "risveglio" come io lo chiamo, che mi ha portata a voler sapere, capire, riprendermi ciò che mi era stato tolto..ho iniziato a leggere, studiare e così via fino a che la grande motivazione e determinazione mi ha spinta a offrire il mio aiuto alle donne,
le mamme e i bambini e infine farne il mio amato lavoro.
Una frase che spesso cito è questa: "Non possiamo migliorare il mondo se prima non miglioriamo il modo
di venire al mondo", la condivido pienamente, spero nel mio piccolo di poter contribuire a rendere le donne consapevoli, informate e in grado di riprendersi ciò che da sempre è di nostra competenza: parto e allattamento.
Per concludere, riprendiamoci il parto! anche l'allattamento sarà più facile :-)
Sul mi sito trovate nello specifico cosa faccio e offro (IBCLC e Doula), dove lavoro, i contatti e le varie iniziative proposte.
Grazie
Francesca Alberti
www.allattamentomantova.it
N.D.R. Tutti glispecialisti, i negozi, le case editrici, i corsi e gli eventi indicati e consigliati su questo blog non vengono in alcun modo pubblicizzati sotto pagamento, ma solo per puro passaparola tra mamme che li hanno conosciuti direttamente e li vorrebbero consigliare ad altre mamme.
giovedì 18 aprile 2013
Dormire con il bambino
Prima che Gaia nascesse fantasticavo su una cameretta arredata in modo semplice, con un lettino e una poltrona dove mi sarei seduta di notte ad allattare la mia dolce bambina. Poi è nata Gaia ed è stato chiaro che non avrei mai potuto passare le notti avanti e indietro tra camera nostra e la sua cameretta come uno zombie, anche perché la piccola si svegliava per poppare ogni ora. E inoltre io non avevo nessuna voglia di perdere di vista la mia piccolina, dovevo controllare che stesse bene, che respirasse, che non si scoprisse ne soffocasse con le lenzuola. Mi era inconcepibile lasciarla sola in una stanza. Così la infilai da subito nel lettone in mezzo a noi, con grande gioia di mio marito. ”Non hai paura di schiacciarla nel sonno?” mi chiedevano. Sinceramente no perché quando dormivo ero un sasso, non muovevo un muscolo e appena la bimba cominciava a fare qualche versetto, mi svegliavo, come se fossi in ascolto continuo.
Ancor prima di piangere e svegliarsi, quindi, ero già pronta a sollevarla, mettermela sulle ginocchia con il cuscino sotto e attaccarla al seno. Mio marito neanche si svegliava.
Quando incontro qualche mamma, la prima cosa che mi chiedono con aria stanca è “ti lascia dormire??”. Mi dispiace per loro perché so che lo chiedono perché la loro risposta sarebbe no. La mia invece è sì, io dormo benissimo e tutto il tempo di cui necessito. Il che non significa che la bambina di notte non si svegli, ne che io possa permettermi di fare tardi la sera! Non ho idea di quante volte si svegli perché…quasi neanche me ne accorgo, l’attacco al seno senza nemmeno sollevarmi ormai, restando sdraiata accanto a lei, e mi riaddormento subito mentre lei poppa. Ovviamente, non avendo più 8 ore ininterrotte di sonno, ma 8 ore frastagliate, devo andare a letto un po’ prima alla sera. Mi dispiace per quelle mamme che soffrono per il poco sonno perché magari si son fatte convincere a dover abituare il bambino a dormire nel suo lettino, nella sua cameretta, da solo. Mi dispiace per quel bambino, che è costretto a mettersi ad urlare per farsi sentire dalla mamma e farla accorrere. Gaia neanche si sveglia, quasi al primo lamento, ha già la tetta in bocca. Mi spiace per quella mamma che distrutta dal sonno si alza, accende le luci, raccoglie dal lettino un bimbo ormai sveglissimo e resta lì seduta con lui al seno ad aspettare che si addormenti prima di poter ritornare a letto. E non riesco proprio a immaginare chi invece addirittura si sveglia e va in cucina a preparare il latte artificiale… Io impazzirei.
Inoltre a confermare la bontà della mia scelta di condividere il sonno vengono degli studi fatti sui rischi di SIDS Sindrome della morte improvvisa del lattante. Sembra che i bimbi che dormono nella stessa stanza dei genitori e sono allattati al seno sono i meno a rischio, e in effetti comprendo bene il perché.
Certo, non posso dire che tutte tutte le notte si è dormito bene, però la nottata agitata è decisamente un’eccezione perché magari la bimba ha male al pancino o ha fastidio in bocca a causa dei dentini e quindi per qualche notte si sveglia di più, urla nel sonno…niente di cui preoccuparsi comunque, si risolve tutto nel giro di pochi giorni. Inconvenienti che comunque se dormisse in un’altra stanza non sarebbero di più facile gestione.Da quando ha copiuto un anno abbiamo adottato il trucco del "sidecar". Ovvero ho preso il suo lettino, ho sfilato un lato di sbarre e ho legato il lettino al nostro lettone. Ho acquistato due materassi per lettini da campeggio e li ho messi sotto il materasso del lettino in modo che si trovasse all'altezza del nostro materasso. Lo spazio tra il nostro materasso e quello del lettino l'ho riempito infilandoci dentro il cuscino per l'allatttamento e un'altra coperta arrotolata e ...voilà! Ora abbiamo un lettone con sidecar! Gaia ha il suo spazio e quando si lamenta perchè vuole farsi una poppata rotolo verso il lettino l'attacco e mi riaddormento.
Allattamento, un'esperienza possibile e possibilmente fantastica.
L’altro giorno sono stata a casa di un’amica che ha avuto una bimba da pochi giorni. Mi ha detto “Se lo sapevo prima invece di andare a fare un corso preparto, che non mi è servito a niente, sarei andata a fare un corso sull’allattamento! Nessuno ti dice niente e poi ti trovi col bambino in braccio e non sai come fare e le ostetriche hanno fretta.”
“ A parte il fatto che me l’hanno riportata dopo 3 ore dal parto, 3 ore!, nessuna mi aiutava ad attaccarla al seno, alla fine è arrivata una ostetrica che si è messa a schiacciare la testa della bambina contro il seno. E’ scoppiata a piangere e non si voleva attaccare. Poi invece mentre eravamo sole e l’ho lasciata fare si è attaccata.”
Prima del parto mi dicevo…ma perché tutti insistono tanto a parlare di allattamento? Che ci vorrà mai? Se sarò fortunata e avrò il latte potrò allattare, se no no. Dove saranno tutte queste difficoltà?
In parte avevo ragione, in parte no. Dopo aver letto qualche libro, essere andata a un corso preparto eccezionale e aver conosciuto una consulente di allattamento ho scoperto che in realtà tutte le mamme hanno il latte e allattare è un istinto naturale, come pensavo. Il problema è che le mamme spesso non ricevono gli aiuti e le informazioni giuste (c’è molta confusione a riguardo) e quindi o l’avvio dell’allattamento viene compromesso (spesso dalle stesse ostetriche che ti assistono) e non inizia nemmeno, oppure vengono consigliate male e quindi il latte piano piano si estingue. Ecco perché questo enorme numero di donne che dice che purtroppo “non aveva latte” o che l'ha "perso". Se invece hai in mano le informazioni giuste, l’allattamento è una bazzecola, anzi, è bellissimo e basta. Oltre che molto utile!
La consulente di allattamento Francesca Alberti, che io, essendomi fatta una testa tanta prima del parto, fortunatamente non ho mai avuto bisogno di contattare, mi ha chiesto di segnalarle la mia esperienza in ospedale. Ecco cosa le scrissi:
“Io ho partorito all'ospedale di Pieve di Coriano, scelto espressamente perchè il mio ginecologo, che lavora al Poma di Mantova mi ha sconsigliato di partorire al Poma.
E sicuramente nella scelta ci ho guadagnato anche se sinceramente il prossimo parto sogno di farlo in casa, perchè anche a Pieve non sono esattamente al passo coi tempi...
Per quanto concerne l'allattamento ho da segnalare 4 cose:
1) Quando la mia bimba è nata l'hanno avvolta in un panno e me l'hanno data in braccio e quindi non me l'hanno messa nuda sul ventre. Nessuno mi ha detto niente, sono stata io a scoprirmi il seno e appoggiare la bambina sul capezzolo. Neanche il tempo di annusare il seno e me l'avevano già tolta per farle il bagnetto. (N.B. non avevano neanche la scusa di dovermi dare dei punti)
2) La bambina di prassi avrebbe dovuto passare le prime due ore in culla termica perchè secondo le ostetriche la mamma dopo il parto è troppo fredda per poter scaldare adeguatamente il pupo. Sotto mia insistenza (avevo letto che le prime ore dopo il parto sono le più importanti per avviare l'allattamento) in via eccezionale me l'hanno riportata dopo solo un'ora.
3) Quando me l'hanno portata l'ho presa in braccio, mi sono scoperta il seno e l'ho avvicinata. Lei si è messa ad annusare e leccare il capezzolo. E' intervenuta l'ostetrica che mi ha detto "Ti faccio vedere come si allatta" e si è messa a schiacciare la faccia della bimba contro il mio seno, facendola scoppiare a piangere (secondo me perchè così si è sentita soffocare), io sono schizzata su con un "Faccio da sola!!" e l'ostetrica se n'è andata offesa. Ho lasciato che la bimba riprendesse dolcemente ad entrare in confidenza col capezzolo e a fare i suoi tentativi, i suoi strusciamenti e alla fine si è attaccata serena.
4) La seconda notte che ho passato in ospedale la mia bimba urlava come una disperata e non riuscivo a calmarla, nemmeno offrendole il seno. E' arrivata un'altra ostetrica e ha riprovato ad attaccarla al mio seno schiacciandole la faccia contro la tetta, come aveva fatto la sua collega il giorno prima. La bimba non si è attaccata ne calmata, anzi, si è arrabbiata ancora di più. L'ostetrica mi ha detto che probabilmente piangeva perchè aveva fame e mi ha proposto di darle una aggiunta di latte artificiale visto che io ancora avevo il colostro, la montata non mi era ancora arrivata. Io ho rifiutato dicendole che mi tenevo la bimba così, grazie. Avevo letto alcuni libri del Leone Verde e sapevo che la montata lattea impiegava qualche giorno ad arrivare e non volevo che un'aggiunta di latte artificiale potesse comprometterne l'avvio. Infatti due giorni dopo è arrivata la montata.
In sintesi ho fatto tutto da sola per quanto riguarda l'allattamento. Sono stata fortunata perchè non ho avuto problemi, salvo qualche piccolo dolore ai capezzoli (qualche piccola ragade) durante la prima settimana a casa, ma poi si è risolto tutto da solo, non ho avuto bisogno di chiedere aiuto.
Quel "Faccio da sola!!" però rimarrà per sempre nei miei ricordi perchè credo che sia stato quello il momento in cui ho capito che avevo davvero la possibilità di proteggere mia figlia e non dovevo per forza sottostare alle istruzioni di medici e ostetriche. Ho capito che nessuno di loro aveva potere sulla mia bambina se io non glielo concedevo e questo mi dava serenità anche se significava grandi responsabilità. Però mi chiedo, perchè una donna deve sentire di doversi difendere proprio in un momento così delicato come il puerperio accipicchia?”
Inutile dire che è stato fondamentale fin da subito offrire il seno alla bambina ogni volta che piangeva, (si chiama allattamento a richiesta) ovvero quanto spesso voleva, per tutto il tempo che voleva.
Gaia mi ha messa davvero a dura prova, i primi due mesi ciucciava ogni ora. Ogni ora. Ce l’avevo attaccata dappertutto, a tavola, in bagno…A ogni poppata le offrivo la tetta che non aveva ciucciato la poppata precedente. Anche qui, non è vero che bisogna tenere attaccato il bimbo 10 minuti da una parte e 10 dall’altra…lo dicono tutti i libri di allattamento. Ancora una volta…ma lasciamoli in pace sti bambini! Fidiamoci un po’! Io la attaccavo alla tetta che sentivo più gonfia e amen.
Gaia è sempre stata una bimba da “una ciucciatina e via” , tante piccole poppatine. Impegnativo, ma di grande soddisfazione il fatto che in questo modo aveva pochissimi rigurgiti di latte, digeriva benissimo.
Il fatto che lo stomaco dei neonati debba riposare è un'assurdità. E non lo dico io, ma diversi pediatri.
Quante volte mi è stato chiesto “quante poppate fa al giorno?”…mai saputo. Mai contato. Non lo so nemmeno ora. Quelle che le servono immagino, perché dovrei contarle? E’ come chiedermi quante volte faccio la pipì…chi le conta?
Problemi di allattamento non ne ho mai avuti a parte un paio di piccoli ingorghi, (apparivano come un livido sul seno) che si sono risolti nel giro di pochi giorni semplicemente massaggiando il seno e attaccando di più la bimba al seno dolorante. Inoltre per due volte durante i primi mesi è capitato che per alcuni giorni mi sembrava che il seno fosse sempre sgonfio, che Gaia lo svuotasse così velocemente che la produzione non ci stesse dietro e mi ero preoccupata che non mangiasse quanto voleva. Però in entrambe le situazioni mi sono detta, aspettiamo 3 giorni, se la situazione non cambia chiedo aiuto alla consulente di allattamento. Entro il terzo giorno il mio seno si era adattato alla nuova richiesta di latte e produceva di più, ritornando ad essere pieno. Anche questa volta, è bastato avere fiducia nel mio corpo e in mia figlia.
L’allattamento è stato ed è tuttora per me un modo piacevolissimo di farmi le coccole con la mia bambina, inoltre ha dei vantaggi sia a breve che a lungo termine per proteggere la sua salute, essendo l’alimento più sano e nutriente in assoluto per lei.
Inoltre devo ammettere che nei suoi primi 15 mesi di vita Gaia non si è mai ammalata. Prendendo il mio latte evidentemente è satura di anticorpi.
Non so per quanto ancora allatterò e non me lo chiedo. Per ora sono felice così e lo è anche Gaia. Se lei vorrà arriverò ai 2 anni, come consiglia L’Organizzazione Mondiale della Sanità (consiglia minimo fino ai 2 anni), e dopo vedremo. Magari si stufa prima.
Ma meglio non contarci.
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